Lega e fondi russi, Salvini: non riferisco su fantasie. Conte: il 24 sarò io in Aula

Salvini ribadisce il suo fermo "no" a qualunque ipotesi di riferire in Parlamento della vicenda sui fondi della Lega e i viaggi in Russia. «Non riferisco sulla fantasia», ha detto a margine di un'iniziativa a Roma. Il 24 luglio, però, in Aula ci sarà il premier: «Io sono il presidente del Consiglio, sono la massima autorità di governo», ha ribadito Conte. Incalzato dai giornalisti che gli hanno chiesto se oltre alla sua informativa al Senato sui rapporti con la Russia ci sarà quella di Salvini, il capo dell'Esecutivo si è limitato a rispondere «Io il 24 sarò in Aula».


«È stato chiesto anche a me di riferire e io riferisco, perché quando le forze parlamentari chiamano, il governo risponde. Per la trasparenza nei confronti dei cittadini e dei rappresentanti dei cittadini ho una concezione sacrale del Parlamento e delle istituzioni», ha spiegato Conte che ha poi accennato anche al nodo Ue e alla nomina del commissario italiano: «La Lega ha fatto legittimamente le sue valutazioni» sul voto per la presidenza della Commissione europea «e ha deciso di formulare quella valutazione» di voto contrario (a Ursula von der Leyen, ndr). «Io la rispetto. Se questo dovesse compromettere le trattative in corso per il commissario non lo so dire ma lo vedremo». 

Queste invece le parole del ministro dell'Interno sul caso fondi russi: «C'è un'inchiesta aperta da mesi, bene, la chiudano. Siamo assolutamente tranquilli, aspettiamo con ansia la chiusura di queste indagini. Quando vado all'estero, oggi vado in Finlandia, non è per affari ma per difendere l'interesse del mio Paese come quando vado a Washington, Mosca, Pechino, Tel Aviv. Se in Finlandia mi facessero una domanda sulla questione Russia non sarei imbarazzato, possono farti la domanda anche sui Fantastici 4 e risponderei con assoluta tranquillità».

Ma perché prima ha disconosciuto Savoini e poi lo ha difeso dicendo di conoscerlo da anni? «Ho detto che semplicemente non avevo organizzato io alcune iniziative. Poi lo conosco, come persona corretta, da 25 anni», ha continuato Salvini, aggiungendo: «Se mi chiedete chi invita a cena chi non ve lo so dire. Non mi occupo di cene. Abbiamo lavorato insieme, abbiamo fatto insieme anche i giornalisti. Ma adesso non è un mio collaboratore, ripeto. Se c'è un reato io sono il più cattivo con i miei collaboratori. Non mi interessano gli audio rubati. Se c'è un reato io sono intransigente. Se sono chiacchiere no. Parliamo di vita reale. Io parlo con la Russia? È mio dovere parlare con la Russia, con la Cina, gli Usa e la Bulgaria...». Alla domanda se la politica estera di questo paese si fa così, incontrando emissari di Putin in un albergo a Mosca, Salvini ha risposto: «La politica estera per quello che riguarda il ministero dell'Interno la faccio io. Poi c'è un ministro degli Esteri, fortunatamente, che fa la politica estera».

 

La Procura di Milansta facendo accertamenti e valutando le posizioni di Gianluca Meranda e Francesco Vannucci, le due persone che si sono fatte avanti dicendo di aver partecipato all'incontro all'Hotel Metropol di Mosca dove era presente anche Gianluca Savoini. Dopo una fase di identificazione certa per riscontrare la loro effettiva presenza i due potrebbero esser presto iscritti nel Registro degli indagati e convocati dai pm, come accaduto con Savoini.

Sulla Ue: «Abbiamo visto una presidente della Commissione europea indicata dalla Merkel e sostenuta da Macron, Renzi e Berlusconi e dai 5S, sbilanciatissima a sinistra sul alcuni temi come la crescita economica, il controllo dei confini, siamo preoccupati. È passata per 9 voti, è come se in Italia ci fosse un governo Pd-Fi-M5s, che cambiamento rappresenta? Sono orgoglioso della coerenza e della lealtà dimostrata dagli europarlamentari della Lega».

La scelta del M5s in Ue avrà conseguenze sul governo? «No, dal mio punto di vista no, a meno che non siano quotidiani i no, gli insulti e gli attacchi che da qualche giorno sono ripresi. Io lavoro, spero smettano con gli attacchi e i no quotidiani», ha sottolineato, aggiungendo di non essersi confrontato sulla scelta in Ue comunque né con Conte ne con Di Maio. «Chiedete a loro, non rispondo dei cambi del M5s»​.

«Un governo M5s-Pd se cade questo? Lo chiedano agli italiani. Non sono mai preoccupato da niente. Anzi mi sono alzato molto bene perché le operazioni contro la mafia, la camorra e la 'ndrangheta mi dicono che abbiamo delle forze dell'ordine top a livello mondiale», ha detto poi Salvini.


Quanto alle trattative per la poltrona di commissario Ue all'Italia, il vicepremier ha sottolineato: «Il Commissario Ue che potrebbe andare alla Lega rischia di saltare? Siamo al mercato? Mi voti e ti do la poltrona? Non funziona così la democrazia. All'Italia spetta un commissario che dovrà occuparsi di lavoro, economia, commercio, industria, competizione concorrenza. Penso che questo prescinda dallo scambio di voti. Noi abbiamo donne e uomini di valore. Giorgetti? Abbiamo più di una soluzione».

Mercoledì 17 Luglio 2019, 12:20
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