Decreto fiscale, intesa Salvini-Di Maio: via scudo penale e capitali all'estero

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Accordo sul condono fra Lega e 5 stelle sul decreto fiscale dopo lo scontro degli ultimi giorni. L'intesa filtra dal Consiglio dei ministri prima che il premier Giuseppe Conte e i due vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio si presentino in conferenza stampa a Palazzo Chigi. L'accordo prevede lo stralcio del cosiddetto «scudo penale» e della questione dei capitali e beni all'estero, i provvedimento che avevano fatto gridare i grillini al condono.

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«Abbiamo approvato il decreto fiscale nella sua stesura definitiva, abbiamo raggiunto un pieno accordo», ha affermato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri con Salvini e Di Maio al fiannco. 
«A scanso di equivoci abbiamo anche valutato che tutto sommato poteva prestarsi a equivoci qualche causa di non punibilità, che avrebbe consentito di stimolare contribuenti ad aderire ma avrebbe dato un segnale di
fraintendimento, quindi non ci sarà nessuna causa di non punibilità».

«C'è un accordo politico per cui in sede di conversione di questo decreto legge troveremo una formulazione adeguata a tutti i contribuenti che versano in situazioni di specifiche, oggettive, oggettiva, difficoltà economica», ha proseguito Conte. «Nella sostanza ora consentiremo un ravvedimento operoso ma abbiamo pensato che forse resta scoperto una delle promesse contenute nel contratto», ha aggiunto.

«Finalmente si chiudono due o tre giorni surreali, nessuno aveva intenzione di scudare, condonare regalare, non tutto il male vien per nuocere, tutto è bene quel che finisce bene», ha detto Salvini. C'è l'accordo «per recuperare quello che c'era nel contratto e non aveva trovato spazio, il saldo e stralcio delle cartelle di Equitalia, per le persone che versano in difficoltà economiche. Chiudiamo questa settimana con serenità, fiducia, compattezza e con questo impegno, e qua ci sono tre uomini di parola». 

«Enorme successo il recupero della Pace Fiscale, del saldo e stralcio delle cartelle di Equitalia che nel decreto originario non c'era e il Parlamento recupererà!», ha poi affermato Salvini. 

 


Niente sconti per gli evasori. Delle misure di pax fiscale «beneficeranno solo coloro che hanno fatto dichiarazione dei redditi», ma che «per difficoltà» non sono riusciti a saldare i conti con lo Stato, ha detto ancora Salvini. La dichiarazione integrativa varrà «solo su base annua, sui 100mila euro di imponibile. Non per singola imposta», dunque non verrà consentito di cumulare lo sconto, hanno poi precisato Salvini e Di Maio, rispondendo alle domande dei cronisti a Palazzo Chigi.

«Potenziamo lo strumento di saldo e stralcio delle cartelle Equitalia per tutte le persone in difficoltà. Abbiamo ribadito all'unanimità in Consigio dei ministri che non c'è alcuna volontà di favorire chi ha capitali all'estero. Grazie a questo decreto nasce oggi uno Stato amico che aiuterà la parte più debole dei contribuenti. È stato un pomeriggio di lavoro proficuo», ha poi affermato Di Maio.

 


«Non c'è nessuna volontà di fare una patrimoniale», ha sottolineato Conte sia i due vicepremier. 

«Non c'è alcuno proposito di uscire dall'Ue o dalla moneta unica, stiamo bene in Ue le cui regole vogliamo modificare», ha detto ancora Salvini. Parole a cui fanno seguito quelle dell'altro vicepremier Di Maio: «Finche resterò capo politico del M5S e finché ci sarà questo governo non c'è nessuna volontà di lasciare Ue o la zona euro, c'è la volontà di sedersi con le istituzioni Ue».


«Negli ultimi giorni è stato difficile parlarne, ma nei prossimi giorni troveremo un accordo», ha detto ancora Di Maio  a proposito degli emendamenti M5S al decreto sicurezza di cui ieri Salvini si era lamentato. 

Stamani, prima di ritrovare l'intesa, Salvini e Di Maio si erano lanciati frecciatine prima di vedersi per il nuovo Consiglio dei ministri. «Stavolta chiederò una copia del testo», aveva detto il ministro dell'Interno dopo aver ribadito che l'alleato M5S «sapeva tutto» circa i dettagli del decreto fiscale. «Gliene daremo due, via il condono», aveva replicato Di Maio. «Conte ha la mia stima e ha sempre ragione, l'unica cosa è che stavolta chiederò che quando lui leggerà il decreto e Di Maio prenderà nota, una copia la voglio anche io. Altrimenti poi non vorrei che si ricominciasse da capo. È un fraintendimento, un misunderstanding», aveva detto ancora Salvini a Cernobbio prima di andare a Roma. 

 
Sabato 20 Ottobre 2018 - Ultimo aggiornamento: 22-10-2018 07:22
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