Governo Draghi, ci sarà un ministero per la Transizione ecologica: in pole Enrico Giovannini

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Il voto su Rousseau sul governo Mario Draghi partirà domani 11 febbraio. Lo ha annunciato il capo politico M5S Vito Crimi. La votazione inizialmente prevista per oggi è slittata per le tensioni all'interno dei pentastellati e dopo il messaggio di Grillo che ieri ha chiesto alla base di avere pazienza e aspettare di ascoltare Draghi. Poi, una telefonata tra l'ex presidente della Bce e l'ex comico ha sbloccato lo stallo.

 

Beppe Grillo per tenere la base compatta ieri sera ha puntato sull'istituzione di un super ministero alla Transizione ecologica e oggi M5S su questo punto ha incassato il sì di Draghi. A ricoprire l'incarico potrebbe essere l'ex presidente Istat Enrico Giovannini.

 

Il quesito su Rousseau

«Sei d'accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?». Questo il quesito su cui si esprimeranno domani gli iscritti del M5S su Rousseau, pubblicato sul Blog delle Stelle.

 

Conte: votare sì al governo Draghi

Conte presidente del M5S? «Io non ambisco a incarichi personali e formali, l'importante è avere una traiettoria politica da offrire agli elettori», dice il premier uscente Giuseppe Conte intercettato dai cronisti nei pressi di Palazzo Chigi.

 

«Se fossi iscritto a Rousseau - aggiunge - voterei si perché ci sono tali urgenze che comunque è bene che ci sia un governo». A quanto apprende l'Adnkronos, una telefonata tra Draghi e Grillo, avrebbe sbloccato l'impasse legato al voto della base pentastellata. La telefonata ci sarebbe stata in tarda mattinata, attorno all'ora di pranzo, da qui la decisione di accelerare con il voto dei militanti, che dovrebbe partire al più tardi domattina. E seppure Draghi ha scelto di non dichiarare, la conferma della presenza di un ministero della Transizione ecologica nel governo arriva dall'incontro tra il premier incaricato e le associazioni ambientaliste. L'ufficialità se la intesta la presidente del Wwf, Donatella Bianchi: il dicastero «ci sarà» e le sue «competenze saranno concentrate».

 

Sono le parole che in qualche modo consentOno a Grillo di dire che ha incassato una vittoria per il Movimento, consentendo di dare al Recovery plan un respiro ambientalista. Ora la parola spetta alla Rete, e non è escluso -riferiscono fonti grilline- che il fondatore del M5S torni a far sentire la sua voce con un nuovo video da pubblicare prima del voto. Grillo: «Draghi? Mi aspettavo banchiere di Dio, invece è un grillino» M5S, voto online sospeso Le acque all'interno del Movimento 5 stelle sono sempre più agitate e il rischio scissione è concreto. Tanto per cominciare il voto online sulll'imminente governo Draghi, come aveva fatto capire ieri sera Beppe Grillo, è stato sospeso. Ed è una decisione che è stata fortemente caldeggiata dal garante M5S e che arriva dopo un'altra assemblea infuocata notturna su Zoom.

 

È stata convocata dai parlamentari ribelli che non vogliono votare la fiducia a Draghi. C'erano: Barbara Lezzi, Bianca Laura Granato, Rosa Silvana Abate, Raphael Raduzzi, Pino Cabras, Andrea Colletti, Leda Volpi, Mattia Crucioli, Jessica Costanzo, Alvise Maniero, Paolo Giuliodori ed Elio Lannutti. Hanno partecipato in tutto una media di 890 fra portavoce e attivisti. Barbara Lezzi durante l'assemblea ha detto:

 

«Sto pensando al bene del Paese ma anche al bene del Movimento 5 stelle. Se noi dovessimo entrare in questo governo perderemmo credibilità e serietà. Putroppo conquisteremmo solo una pessima reputazione. Quando abbiamo fatto il governo con la Lega avevamo messo dei punti precisi, poi abbiamo fatto il governo con il Pd per non consegnare il Paese a Salvini. Ma ci sono stati degli errori nell'attribuzione dei ministeri: il Ministero dell'Economia doveva andare alla forza che ha il 33% non il 18%. Ora si tratta di fare un governo con chi ci ha traditi: Renzi e Salvini. E poi dovremmo metterci al tavolo con Berlusconi: sarebbe devastante». Lezzi propone un'astensione: «Tanto anche se noi ci sfilassimo questo governo non cadrà mai, allora se noi restassimo fuori potremmo conservare la libertà di vedere tutti i provvedimenti che arrivano in Parlamento. Quindi, è chiaro che se il governo sapesse che c'è un terzo dei parlamentari pronto a votargli contro ai provvedimenti che vanno contro i cittadini, sono sicura che sarebbe un governo molto più attento». Il senatore Crucioli ha definito “imbarazzante” l’intervento serale di Grillo in streaming. «Dobbiamo fare qualcosa. Siamo ad un bivio. Teniamoci in contatto», ha detto.

 

 

Il governo Draghi avrà un superministro per la Transizione green come chiesto da M5S. La conferma è arrivata tramite i rappresentanti del Wwf nelle dichiarazioni seguite alle consultazioni di oggi con il premier incaricato. Un tassello decisivo per sbloccare la costruzione della squadra di governo del Professore visti i tormenti grillini con la base (e un pezzo di parlamentari) in subbuglio sul via libera a Draghi. In pole per il nuovo ministero della Transizione ecologica - al centro di una telefonata oggi tra l'ex numero uno della Bce e Beppe Grillo - ci sarebbe, a quanto si apprende, l'economista Enrico Giovannini.

Ministero per la Transizione ecologica, cosa è

Sul modello francese, il nuovo dicastero potrebbe accorpare Sviluppo Economico e Ambiente. Non dovrebbe quindi andare ad un esponente pentastellato, ma a un 'tecnico'. Anche perché se gli ingressi politici dovessero essere contenuti (magari uno per ogni forza politica?), resterebbe 'libera' la casella per il Movimento. E il nome che si avanza con più forza resta quello di Luigi Di Maio. Sempre che Giuseppe Conte resti veramente fuori dalla squadra Draghi.

 

Al momento, sullo schema a cui sta lavorando il premier incaricato, le certezze sono poche. Nei partiti resta la convinzione di un mix tecnico-politico. Ma con quali percentuali, ruolo e peso a seconda di ciascun gruppo parlamentare sarebbe ancora da definire. E la sensazione, nelle ultime ore, è di uno spazio contenuto per la politica. E non è un particolare da poco. Anche per gli equilibri interni ai partiti. Prendi il Pd. Per rappresentare le varie anime dem servirebbero almeno tre caselle tra Andrea Orlando, Dario Franceschini e Lorenzo Guerini. Andrà fatta una scelta, con ogni probabilità. Anche di Nicola Zingaretti si è parlato e lo stesso segretario dem non ha escluso totalmente l'ipotesi, come accaduto in altre occasione quando si parlava di rimpasto del Conte 2. Un eventuale ingresso che però - se ci fosse anche la Lega al tavolo del Cdm - renderebbe tutto molto complicato.

Un'altra personalità che avrebbe molta difficoltà a fare parte di un governo con ministri della Lega è Roberto Speranza. Chi ha parlato nelle ultime ore con il ministro uscente della Sanità (sempre tra i più apprezzati nei sondaggi sul Conte 2) lo descrive come molto preoccupato.

 

Chi è Enrico Giovannini

Ma chi è il candidato al ministero per la Transizione ecologica Enrico Giovannini? Ex presidente dell’Istat, oggi è docente e coordinatore dell’Alleanza per lo Sviluppo sostenibile. Il suo nome circola da giorni nei toto-ministri del governo Draghi. Per lui si è ipotizzato anche il dicastero del Lavoro, ruolo già ricoperto dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 nel governo Letta. Sposato, padre di due figli, è stato anche Chief Statistician dell'OCSE dal 2001 all'agosto 2009.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 10 Febbraio 2021, 20:40
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