Roberto Giachetti ricoverato in ospedale: è in sciopero della fame e della sete per salvare Radio Radicale da oltre ottanta ore «Vado avanti»

Roberto Giachetti ricoverato in ospedale: è in sciopero della fame e della sete per salvare Radio Radicale: «Vado avanti»

Roberto Giachetti è stato ricoverato in ospedale dopo 83 ore di digiuno della fame e della sete a cui si è sottoposto per sostenere la causa di Radio Radicale, a rischio chiusura. Lo ha disposto il personale medico dopo aver riscontrato «segni clinici di disidratazione e ipotensione con astenia marcata».

Il ricovero è stato effettuato presso l'ospedale San Carlo di Nancy di Roma dal dott. Luca Luigi Manetti, Direttore U.O.C. di Pronto Soccorso presso l'ospedale romano, che, si legge nel bollettino medico, «ha richiesto al paziente la ripresa immediata dell'assunzione di alimenti solidi e liquidi. Di fronte al rifiuto da parte dell'On. Giachetti, il dott. Manetti ha disposto il ricovero in ambiente ospedaliero per osservazione clinica». Giachetti intende proseguire la propria iniziativa nonviolenta che ha come obiettivo quello di assicurare la vita di Radio Radicale attraverso la proroga della convenzione con il Mise per la trasmissione delle sedute del Parlamento. Alle 19 il deputato del Pd si collegherà in diretta con Radio Radicale dall'ospedale dove è stato ricoverato.

«Vado avanti» con lo sciopero della fame e della sete «perché sono ore decisive per Radio Radicale. Ringrazio moltissimo» coloro che hanno espresso vicinanza e solidarietà all'iniziativa intrapresa, «però è del tutto evidente che non si può interrompere» lo sciopero «perché le persone sono legittimamente preoccupate per me». «Siamo davanti a una partita a due tempi - va avanti Giachetti - e questo è l'unico treno che passa per salvare» l'emittente radiofonica. Dunque Giachetti rivolge un «appello ai presidenti delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera», affinché «dichiarino l'ammissibilità degli emendamenti volti a prorogare la convenzione con il Mise di altri 6 mesi. Me lo auguro non per me, ma per Radio Radicale e per la storia che rappresenta: si può e si deve trovare un modo» per salvarla. «Io continuerò a combattere - assicura - c'è lo strumento e la volontà politica della stragrande maggioranza» per prorogare la convenzione, «operiamo tutti perché in queste ore venga dichiarata l'ammissibilità e tra una settimana si possa dare via libera a questo emendamento per dare respiro e trovare una soluzione».
Lunedì 20 Maggio 2019, 18:15
© RIPRODUZIONE RISERVATA