Italia Viva di Renzi? Più lacrime che sorrisi
di Marco Esposito

Italia Viva di Renzi? Più lacrime che sorrisi

Una delle scelte più difficili di tutta la propria vita. È in questo modo che alcuni deputati e senatori Democratici descrivono la scelta di rimanere o meno nel Pd dopo la scissione di Matteo Renzi. Alcuni esponenti democratici che hanno condiviso il cammino dell'ex sindaco di Firenze fin dal primo momento, non se la sono comunque sentita di abbandonare il partito per aderire a Italia Viva. Ma la nuova barca renziana ormai è salpata, e il varo dei gruppi parlamentari è a un passo. Saranno 25-26 i deputati che aderiranno al movimento dell'ex segretario e 15 i senatori. Tredici, compreso Renzi, provengono dal Pd, la quattordicesima, Donatella Conzatti, arriva invece da Forza Italia, il quindicesimo dovrebbe essere Riccardo Nencini del Psi.

SCISSIONE E LACRIME
Italia Viva non è ancora nata, ma le polemiche con gli oramai ex compagni del PD già si fanno strada, anche se sottotraccia. In molti nel PD, infatti, fanno notare che i deputati e i senatori che hanno seguito Renzi sono tutto sommato pochi, soprattutto perché la stragrande maggioranza di loro è stata portata in Parlamento proprio dall'ex leader. E in effetti i fedelissimi che si sono defilati non sono pochi: Anna Ascani, che condivise la battaglia congressuale di Roberto Giachetti, alla fine ha preferito rimanere nella casa madre. Ma anche il capogruppo Dem in Senato Andrea Marcucci, era talmente provato emotivamente che qualcuno giura di averlo visto piangere nel momento dell'ufficializzazione della scissione di Renzi; per non parlare di Patrizia Prestipino, colei che forse per prima appoggiò Renzi nel suo cammino, quando farlo era considerato un'eresia all'interno del Pd bersaniano. I renziani dal canto loro, invece, puntano ad arrivare a 50 Parlamentari entro la Leopolda di fine ottobre.

DA MILANO CON FURORE
Chi si è scagliato con parole molto forti contro Renzi, invece, è Beppe Sala. Il sindaco di Milano, infatti, su facebook ha accusato Renzi di essere incapace di rimanere in una comunità senza esserne il capo. «Credo - scrive Sala in un post - che le ragioni vere di questa scelta risiedano invece altrove. Lo dico con rispetto per Matteo, ma credo che faccia molta fatica a stare in una comunità collaborativa, preferendo invece un sistema che risponda pienamente a lui. È questo quello che più ci distingue».

IL NIET DI MARA CARFAGNA
A Matteo Renzi arrivano gli auguri di Silvio Berlusconi, il quale però assicura che non ci sarà nessuna emorragia di parlamentari da Forza Italia verso Italia Viva, dopo l'uscita della Conzatti. E intanto martedì sera Mara Carfagna ha incontrato a cena i deputati a lei più vicini, e, come da sempre affermato, nessuno dalla sua componente è intenzionato a seguire Renzi nella sua avventura.
Giovedì 19 Settembre 2019, 05:01
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