Reddito di cittadinanza: «Assegno revocato se si rifiuta il posto di lavoro»

Il presidente Inps Tridico apre al governo, le modifiche allo studio

Reddito di cittadinanza: «Assegno revocato se si rifiuta il posto di lavoro»

di Alessandra Severini

Il governo a guida Giorgia Meloni ha fra i suoi obiettivi una revisione sostanziale del reddito di cittadinanza. Ieri il presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha aperto a possibili modifiche dicendosi «totalmente d’accordo a che le erogazioni vadano effettivamente a chi ne ha diritto secondo i requisiti di legge». Ma il numero uno dell’istituto di previdenza ha anche difeso l’operato dell’Inps, sottolineando come «abbia svolto sempre con responsabilità e competenza le funzioni di ente erogatore» effettuando «controlli ex ante anche laddove non fosse previsto espressamente dalla legge» proprio per individuare «preventivamente possibili indebiti».

Reddito di cittadinanza, Durigon: «Non finirà il 31 dicembre ma cambiamenti subito»

Stretta su frodi e truffe

 

Lega e Fratelli d’Italia hanno più volte attaccato il reddito, puntando il dito contro le frodi e le truffe oggetto di indagini delle Procure e solo qualche giorno fa il sottosegretario Durigon ha ipotizzato che i controlli siano affidati ai Comuni e non più all’Inps per renderli più capillari ed efficaci. Ma pur con le sue criticità, soprattutto sul fronte delle politiche attive del lavoro, il reddito è stato una misura di sostegno importante per le famiglie più in difficoltà, soprattutto durante la pandemia. Lo ha riconosciuto anche la Banca d’Italia e lo sostengono i sindacati che chiedono cautela nell’aggredire uno strumento «indispensabile contro la povertà, in aumento in questi mesi». Probabilmente ne parleranno anche con il premier nell’incontro previsto per mercoledì prossimo. L’esecutivo però potrebbe già nella legge di bilancio ridurre le risorse da destinare al reddito e farle convergere su altri obiettivi. Secondo i dati Inps nei primi nove mesi del 2022 sono stati spesi oltre 6 miliardi per il reddito e la pensione di cittadinanza.

Le modifiche

 

Dalla sua entrata in vigore, nell’aprile 2019, sono stati erogati circa 25,9 miliardi, per un importo medio dell’assegno pari a 550 euro. Dalle dichiarazioni di alcuni esponenti del governo le prime modifiche potrebbero prevedere la decadenza dell’assegno già al primo rifiuto di un’offerta congrua e il coinvolgimento delle agenzie interinali nella fase di ricerca di un posto di lavoro per i percettori di reddito.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 7 Novembre 2022, 13:32
© RIPRODUZIONE RISERVATA