Reddito di cittadinanza, c'è una falla: erogato per tre mesi anche se non si ha diritto

di Francesco Bisozzi
Il reddito di cittadinanza è un Far West. All'inizio beneficerà del sostegno anche chi, in realtà, ha un reddito superiore alla soglia stabilita dall'esecutivo per accedere alla misura anti-povertà. Nell'attesa che il decretone diventi legge, l'assenza di controlli stringenti sulle domande per il sussidio, unita all'utilizzo di un indicatore come quello sulla situazione economica equivalente, che fotografa i vecchi guadagni del 2017 anziché quelli attuali, sta producendo più di un cortocircuito. Solo a settembre, quando debutterà l'Isee precompilato, i dati sulla situazione reddituale dei beneficiari del reddito di cittadinanza saranno aggiornati al 2018 e dunque attendibili. Nel frattempo, per far luce sui guadagni attuali, l'Inps sta facendo ricorso al modulo SR182, tramite cui i richiedenti segnalano le attività di lavoro subordinato o in forma autonoma avviate nel periodo successivo a quello monitorato dall'attuale Isee, indicando gli introiti a esse collegati. Ma i tempi di consegna del modulo, a cui si sommano quelli necessari per misurare l'impatto della variazioni reddituali sull'Indicatore della situazione economica equivalente e sul reddito familiare in generale, non aiutano a risolvere la questione.

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IL MODULO
Il modulo in questione non deve essere per forza presentato subito. Chi effettua la domanda per il sussidio promesso dai Cinquestelle tramite gli uffici postali ha un mese di tempo per recarsi in un centro di assistenza fiscale allo scopo di comunicare all'Inps l'integrazione. Il ricalcolo dell'Isee, alla luce del reddito prodotto dalle nuove attività segnalate nel modulo SR108, inoltre non è immediato. L'istituto di previdenza sociale calcola che in seguito a variazioni delle condizioni reddituali serviranno due mesi di tempo per revocare il sostegno o modificare gli importi precedentemente assegnati. Risultato? Nei primi tre mesi di erogazione del bonus, per via delle falle presenti nel meccanismo di erogazione del sostegno, potranno ricevere la somma promessa dai pentastellati pure coloro che a settembre avranno un valore Isee superiore a 9.360 euro e un reddito familiare oltre i seimila euro, in virtù delle maggiori entrare registrate nel corso del 2018. Chi presenta in questi giorni la domanda per il reddito di cittadinanza negli uffici postali dovrà integrarla con il modulo SR182 entro la fine del mese prossimo, ovvero dopo aver ricevuto il primo bonifico (le erogazioni partiranno nella seconda metà di aprile). Considerato che a quel punto l'Inps impiegherà fino a due mesi per aggiornare il profilo del beneficiario, per poi decidere se mettere uno stop ai bonifici o se rimodulare l'entità delle somme stanziate, chi non possiede i requisiti reddituali richiesti incasserà il sussidio almeno fino a luglio. Chi all'inizio otterrà il reddito pur avendo totalizzato nel 2018 entrate per un valore Isee superiore alla soglia dei 9.360 euro, non infrangerà tuttavia alcuna regola, a patto che soddisfi i requisiti richiesti a livello finanziario (il patrimonio mobiliare deve essere inferiore ai seimila euro) e immobiliare. Da qui l'impossibilità per lo Stato di tornare in possesso delle risorse che verranno disperse per via del vulnus normativo. Coloro che invece a settembre avranno un valore Isee superiore a 9.360 euro, sulla base delle entrate registrate nel corso del 2018, dopo l'estate verranno tagliati fuori dalla platea degli aventi diritto al bonus.
Ma la lentezza con cui l'Inps assimila le variazioni reddituali derivanti da nuove attività lavorative, avviate nei periodi che l'Isee non riesce a inquadrare, inficerà la misura anche in seguito: l'istituto di previdenza ha già stabilito che qualsiasi cosa accada i beneficiari del reddito di cittadinanza continueranno a fruire del sussidio senza variazioni per le due mensilità successive a quella in cui è avvenuta la variazione della condizione occupazionale e reddituale dell'interessato.
 
Ultimo aggiornamento: 10:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA