Nura Musse Ali di nuovo nella bufera. Le parole choc della consigliera del Pd: «Sono i fondamentalisti a nominare gli imam italiani»

Nura Musse Ali di nuovo nella bufera. Le parole choc della consigliera del Pd: «Sono i fondamentalisti a nominare gli imam italiani»

Nura Musse Ali torna a far discutere. Dopo essersi detta favorevole alla presa di potere da parte della frangia estremista di jihadisti in Afghanistan, la consigliera regionale del Pd nella commissione delle pari opportunità della Regione Toscana è di nuovo nella bufera. 

 

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«È il fondamentalismo islamico a nominare gli imam italiani», queste le parole choc di Nura Musse Ali che hanno nuovamente fatto alzare un polverone su di lei e su tutti i Dem. La figura della 35enne di origini somale era già stata messa in discussione nei giorni scorsi quando, in un'intervista al Tirreno, si dichiarò favorevole al regime talebano definendolo «un passaggio inevitabile e obbligato perché l'Afghanistan inizi un cammino autonomo di maturazione. I fondamentalisti lì, infatti rappresentano la maggioranza e gli occidentali vengono visti come stranieri che hanno peggiorato la situazione». 

Da lì era scaturita una vera e propria gogna mediatica nei suoi confronti con una successiva condanna trasversale a livello politico verso le sue parole, con i Dem che hanno subito preso le distanze da tali affermazioni e che portarono Nura Musse Ali a correggere il tiro. Successivamente, infatti ha dichiarato di considerare reato promuovere o sostenere moralmente o materialmente le organizzazioni intergraliste e criminali, compreso il regime talebano tradizionale. E non solo, specificò che i talebani sono tutto quello contro cui si batte da quando era bambina e che ha dovuto subire sulla sua pelle le conseguenze del fondamentalismo, pagandone le conseguenze per anni.

 

Adesso, però, la consigliera regionale ci è ricascata e le sue parole hanno choccato tutti nuovamente. Durante la riunione della Commissione pari opportunità, ha dichiarato: «Il fondamentalismo islamico opera anche qua - dice -. Nelle moschee fanno pressione affinché si insediano imam provenienti dalla loro scuola giuridica. Mentre gli imam italiani o comunque occidentali non potrebbero esercitare pienamente. Il silenzio dello Stato rispetto a queste tematiche è visto come se si facesse un torto all'Islam, ma si fa un torto alla sicurezza. Ci sono pressioni sui finanziamenti per la costruzione delle moschee e sull'orientamento religioso dell'imam da scegliere. Lo Stato non si esprime su questo ma dovrebbe riflettere».

Una delle prime a scagliarsi contro le nuove parole choc di Nura Musse Ali è stata Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega, che ha perso alle ultime elezioni per diventare presidente della Regione Toscana ai danni di Eugenio Giani.

«Se Musse Ali sa di più su terrorismo, parliE il Pd cosa fa adesso? la lascia ancora al suo posto?», queste in sintesi le parole di Susanna Ceccardi alla consigliera del Pd. «Le dichiarazioni di Nura Musse Ali sulla pericolosità del fondamentalismo islamico in Italia sono importanti - continua la Ceccardi -, ma sembra quasi che ne sappia di più. Se conosce realtà specifiche nel nostro Paese dove i terroristi trovano terreno fertile ne parli con le autorità competenti».

«Adesso il Pd cosa dirà? Continuerà a difenderla anche se ha candidamente ammesso che le moschee che il Pd vorrebbe costruire ovunque sono finanziate e controllate dagli estremisti?Trovo paradossale che Musse Ali da una parte veda con favore il ritorno dei talebani al potere in Afghanistan e, dall’altra, ci dica di preoccuparsi piuttosto del fondamentalismo qua da noi. Le sue parole sono sempre animate da una sorta di rancore verso l’Occidente e la nostra cultura. E’ sempre molto più pronta a puntare il dito contro noi della Lega che a esprimere un giudizio di condanna verso il regime talebano, verso il quale addirittura esprime fiducia. Questa sua sorta di outing in Commissione è molto strano e, considerando l’insieme dei concetti espressi in questa e altre sedute, sembra quasi che dica: ‘non occupatevi di quel che accade in Afghanistan, o in altri Paesi islamici, ma pensate a casa vostra’. E invece noi della Lega da sempre poniamo l’attenzione sul tema dei fondamentalisti che mettono le mani nelle moschee in Occidente per fare proseliti, tanto quanto, ad esempio, la negazione dei diritti civili delle donne nei Paesi come l’Afghanistan. I due aspetti non si escludono a vicenda, come invece vorrebbe la consigliera targata Pd. Prendiamo atto che, come emerge dal dibattito, Nura Musse Ali è ancora al suo posto, nonostante la richiesta di dimissioni arrivate anche da vari esponenti del Pd, compreso il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, ma, e questo è grave, non dalle altre componenti dem della Commissione».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 8 Settembre 2021, 16:24
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