«Nicole Minetti come Cappato con Dj Fabo, ha aiutato le Olgettine a prostituirsi e ad essere libere»

«Nicole Minetti come Cappato con Dj Fabo, ha aiutato le Olgettine a prostituirsi e ad essere libere»

di Domenico Zurlo

Avreste mai immaginato di leggere un parallelismo tra il suicidio assistito di un uomo che, per troppa sofferenza, non vuole più vivere, e una ragazza che vende il suo corpo prostituendosi? Lo ha fatto l'avvocato Pasquale Pantano, uno dei legali dell'ex showgirl e consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti, che davanti alla Corte d'Appello di Milano, nel secondo grado 'bis' del processo Ruby, ha posto la questione di illegittimità costituzionale della legge Merlin mettendo a confronto la posizione della giovane - ora dj tra Miami e Ibiza - con quella di Marco Cappato.

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Secondo Pantano, come nel caso di Dj Fabo (morto in Svizzera col suicidio assistito) Cappato aiutò quell'uomo nell'esercizio di un diritto, ossia «la libertà di decidere della propria vita», anche Nicole ha dato un aiuto alle 'Olgettine', ospiti di Silvio Berlusconi ad Arcore, «nell'esercizio libero della prostituzione» che rientrerebbe dunque in una generica libertà di autodeterminazione. La difesa della Minetti, così come quella di Emilio Fede - anch'egli sotto processo - ha chiesto prima l'assoluzione, per poi sollevare appunto la questione di incostituzionalità del favoreggiamento alla prostituzione «quando non c'è costrizione ma libero esercizio».

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PARALLELISMI Il nuovo appello 'bis' era scaturito dalla decisione della Cassazione, a settembre 2015, di rinviare gli atti ad un altro giudizio di secondo grado per colmare alcune «lacune motivazionali» della sentenza. «Non si comprende come possa essere criminologicamente rilevante - ha spiegato l'avvocato Pantano - aiutare qualcuno nell'esercizio libero della prostituzione, in una società che si è evoluta rispetto alla prostituzione degli anni '40 a cui si riferisce la legge Merlin. All'epoca - ha aggiunto - non c'erano le escort che oggi si offrono liberamente». E ancora: «Se non c'è violazione della sfera di libertà, come avviene invece nella tratta delle prostitute 'schiave', non c'è reato».



"ASSOLVETE FEDE" Dal canto suo, nella scorsa udienza l'accusa, nella persona del sostituto pg Daniela Meliota aveva insistito sulla tesi del «sistema prostitutivo» per chiedere sia di respingere la questione di illegittimità costituzionale che la conferma delle condanne per Emilio Fede e per l'ex consigliera lombarda, rispettivamente a 4 anni e 10 mesi e a 3 anni. Uno dei legali dell'ex direttore del Tg4, l'avvocato Salvatore Pino, ha chiesto venga assolto dalle accuse di tentata induzione di Ambra Battilana, Chiara Danese e Imane Fadil (parti civili) e dal favoreggiamento di altre tre ragazze (tra loro Roberta Bonasia «la prediletta di Berlusconi»), tra cui la stessa Ruby («episodio questo, tra l'altro, prescritto», ha aggiunto il legale). 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 7 Maggio 2018, 21:38
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