Naufragio migranti con 117 morti, Orlando a Salvini: «Si farà un secondo processo di Norimberga e non potrà negare»

di Simone Pierini
«Continua un genocidio e direi al ministro Salvini: si farà un secondo processo di Norimberga e lui non potrà dire che non lo sapeva». L'ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, a margine della cerimonia in ricordo del magistrato Paolo Borsellino, in via D'Amelio, in cui è intervenuta anche la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, commentando l'ultimo naufragio e le morti di migranti al largo delle coste di Tripoli che ha provocato 117 morti.

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«Il decreto Sicurezza è sostanzialmente un insulto agli italiani, produce un clima di paura tra i dipendenti del Comune ma anche tra i migranti che si sentono improvvisamente franare il terreno sotto i piedi». Ha aggiunto Orlando parlando con i cronisti. Nei giorni scorsi il sindaco di palermo aveva inviato una direttiva agli uffici dell'anagrafe ordinando la sospensione dell'applicazione del decreto Sicurezza. «Nei giorni scorsi i dipendenti erano talmente preoccupati dal clima che si sta costruendo - ha detto - al punto da non voler consentire un'autorizzazione nonostante non fosse impedito dal decreto Salvini, ma noi andiamo avanti».

Alla domanda su quando firmerà le prime iscrizioni anagrafiche, ha replicato ai giornalisti: «Sono in corso le istruttorie, una volta terminate provvederò' a firmare queste iscrizioni». Per il sindaco «così si produce un effetto molto grave, anche un clima di odio nel quale si inserisce l'uccisione del sindaco di Danzica», «con il quale insieme abbiamo testimoniato un bisogno di accoglienza. Il mio collega aveva pubblicamente dichiarato che tra l'esperienza palermitana e l'indicazione del suo governo, lui stava dalla parte di Palermo»

«A Palermo siamo passati da un 'tempo di vergogna' a 'tempo di orgoglio' - dice Orlando - Eravamo la capitale della mafia, una città governata da Cosa nostra, in cui il sindaco era un mafioso amico dei mafiosi, oggi non è più così. Tuttavia non ci basta che si applichi la legge, vogliamo anche che si applichi la Costituzione. E io, dovendo scegliere tra una legge ingiusta, disumana e criminogena e la Costituzione, interpretando quello che pensa questa città che è cambiata, applico la Costituzione».
Ultimo aggiornamento: 21:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA