Il Big Bang del Movimento 5 Stelle: spaccatura tra "governisti" e "duri e puri". Dibba e Di Maio visioni diverse: si va verso una scissione?
di Marco Esposito

Il Big Bang del Movimento 5 Stelle: spaccatura tra "governisti" e "duri e puri". Dibba e Di Maio visioni diverse: si va verso una scissione?

«Non faremo nessuna alleanza con i partiti, né con quelli che si dicono di sinistra, né con quelli che si dicono di destra». Così tuonava dal Blog del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo nel giugno 2017. Ebbene, se nascesse il governo Draghi, supportato da una maggioranza “europeista”, i pentastellati si sarebbero alleati nei primi due anni e mezzo di legislatura praticamente con tutto l’arco parlamentare, Fratelli d’Italia esclusi. Dalla Lega al Partito Democratico, da Leu a Italia Viva, il (semi)cerchio potrebbe chiudersi con il nuovo esecutivo che li vedrebbe governare insieme a Forza Italia, ai radicali e ad Azione. 


Nulla di cui stupirsi dunque se, dopo un tale tourbillon di alleanze, il M5S sia diviso al suo interno in innumerevoli fazioni, con diversi orientamenti davanti alla possibilità di sostenere il nascente Governo Draghi. 


DI MAIO - È il leader dei governisti per antonomasia. Subito dopo l’incarico a Draghi è rimasto in silenzio, mentre molti colleghi iniziavano a porre veti e ultimatum sui social. Vuole fortissimamente la nascita del nuovo governo e per convincere il maggior numero di parlamentari sta puntando fortemente sull’opzione del “governo politico”. Che - tradotto - vuol dire che i posti nell’esecutivo saranno ancora appannaggio della politica.

 


DI BATTISTA - Rappresenta il MoVimento delle origini. Dei duri e puri. Di quelli che ancora oggi fanno fatica ad allearsi con chicchessia, figuriamoci fare un governo con Renzi e Berlusconi guidato da Mario Draghi, l’uomo dell’Euro. La sua posizione appare ormai inconciliabile con quella Di Maio. Potrebbe creare un nuovo MoVimento che non inciderebbe più di tanto negli equilibri parlamentari ma che alle urne potrebbe sottrarre molti consensi al M5S.

 


CONTE - E Giuseppe Conte? Ieri il Presidente del Consiglio uscente ha parlato quasi da leader del Partito «Io ci sono e ci sarò» ha detto, prima di “indicare” al Movimento la via dell’appoggio al governo nascente facendo leva proprio sull’aspetto politico del governo.
Per il Movimento è arrivato il momento di giocare la partita decisiva per il proprio futuro. E oggi a Roma sbarca Beppe Grillo per compattare le fila dei suoi, e - forse - per partecipare alle consultazioni con il Presidente incaricato Draghi.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 5 Febbraio 2021, 11:33
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