Salvini attacca: «L'Italia non è più il campo profughi di tutt'Europa»

Salvini: «L'Italia non è più il campo profughi di tutt'Europa: stop all'accoglienza degli immigrati»

Matteo Salvini all'attacco: «L'Italia non è più il campo profughi di Bruxelles, Parigi, Berlino. E non è più disposta ad accogliere tutti gli immigrati in arrivo in Europa». Nel giorno in cui Sos Mediterranee e Medici senza frontiere annunciano la ripresa delle operazioni di soccorso nel Mediterraneo centrale davanti alla Libia con una nave battente bandiera norvegese, il vicepremier  leghista torna a scontrarsi con Parigi, e con Berlino, sulle politiche migratorie e sui soccorsi ai migranti.

Il ministro dell'Interno ha scritto una lettera al collega Christophe Castaner alla vigilia della riunione convocata dal governo francese a Parigi e aperta ai 28 paesi membri dell'Ue proprio per tentare di trovare una soluzione alla questione degli sbarchi. A spingerlo, gli stessi motivi alla base dello scontro con Castaner e con il ministro tedesco Horst Seehofer al vertice informale di Helsinki: nella bozza del documento che sarà portato alla riunione di domani, infatti, Parigi ripropone la proposta franco-tedesca nella quale si afferma che i migranti vanno sbarcati nel «porto vicino più sicuro», già bocciata in Finlandia da Italia e Malta. È necessario, si legge nella bozza, un «meccanismo più prevedibile ed efficiente» in modo da «consentire lo sbarco sicuro, dignitoso e rapido» dei migranti soccorsi nel «porto sicuro più vicino». Sbarchi che «dovrebbero essere effettuati il più rapidamente possibile, tenendo conto della vulnerabilità delle persone interessate e delle capacità di accoglienza nei porti di sbarco». «Non firmerò mai un documento così» ha detto Salvini giovedì ad Helsinki definendo la proposta «inammissibile».

Ed oggi è tornato all'attacco: Francia e Germania «non possono decidere le politiche migratorie ignorando le richieste dei paesi più esposti come noi e Malta». Il ministro, come aveva già annunciato, non sarà nella capitale francese. Ma ai tecnici del Viminale che parteciperanno alla riunione ha dato mandato di «muoversi esclusivamente nel perimetro delineato, evitando nuove e diverse dichiarazioni non coerenti con i lavori svolti finora». La posizione resta dunque quella espressa nel documento portato da Italia e Malta alla riunione di Helsinki: hotspot in tutti i paesi, redistribuzione obbligatoria dei migranti, rimpatri a livello Ue o ripartiti tra i 28, più espulsioni con la creazione di una lista di paesi sicuri in modo che chi proviene da quei paesi sarebbe rimpatriato automaticamente, ulteriore stretta sulle Ong, revisione delle regole Sar per «impedire abusi» che favoriscono un'immigrazione «illegale e incontrollata».

Proposte che, scrive ancora Salvini nella lettera a Castaner, «hanno fatto registrare (ad Helsinki, ndr) un diffuso apprezzamento apportando al confronto significativi ed utili elementi per una nuova impostazione del tema». Ma intanto lo scontro rischia di spostarsi in mare. La Ong francese Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere hanno annunciato il ritorno nelle acque internazionali davanti alla Libia dopo quasi un anno di sospensione dell'attività in seguito al blocco dell'Aquarius. Stavolta ad operare sarà la 'Ocean Viking', una nave di 70 metri con 31 persone tra equipaggio e volontari battente bandiera norvegese.

«Da un anno assistiamo a un deterioramento della risposta dell'Ue alla tragedia umana nel Mediterraneo», ha detto il direttore delle operazioni di Sos Mediterranee Frédéric Penard mentre per la presidente di Msf Italia Claudia Lodesani si «torna in mare perché non possiamo restare in silenzio mentre persone vulnerabili subiscono sofferenze evitabili». Cosa pensi dell'iniziativa, Salvini lo aveva già scritto su twitter nei giorni scorsi: «adesso partono pure dal Mare del Nord per venire ad aiutare gli scafisti nel Mediterraneo, roba da matti...Ong avvisata, mezza salvata: in Italia non sbarcate».

Domenica 21 Luglio 2019, 18:37
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