Matteo Renzi contro Salvini,lo scontro a Porta a Porta. Dall'immigrazione a quota 100, i due d'accordo solo nel bocciare Virginia Raggi

di Marco Esposito
Ci siamo, Matteo Renzi contro Matteo Salvini. Matteo Vs Matteo. Il leader del centrodestra contro colui che vorrebbe essere, nuovamente, il leader del centrosinistra. Colui che appena due mesi fa era il "re del governo", contro colui il quale, secondo molti opinionisti, l'ha disarcionato. Il ring - per l'incontro dell'anno - è quello di Porta Porta, l'arbitro, ovviamente, è Bruno Vespa. 

L'INTRODUZIONE

«Sono tredici anni che in Italia non c'è un confrotnto televisivo tra due leader politici; era il 3 aprile 2006 Prodi contro Berlusconi, poi più niente» Inizia così il duello tra i due Matteo, tra i due "senatori semplicie", con il ringraziamento di Bruno Vespa. E proprio il conduttore di Porta a Porta prova a "spezzare" la tensione mostrando il precedente duello del 2009: e mostra la foto di due giovanissimi politici che si confrontavano ad Omnibus su La7 circa dieci anni fa. 

Per l'occasione anche Porta a Porta cambia look: non ci sono le tradizionali poltrone della trasmissione, ma un banco semicircolare con il conduttore in mezzo. I due leader scelgono entrambi lo stile classico. Completo blu per Matteo Salvini e Matteo Renzi, con cravatta scura a tinta unita per il senatore Pd, scura con piccola fantasia per il capo leghista. Spilla di Alberto da Giussano per l'ex ministro dell'Interno. 

IL PRIMO BATTIBECCO

Il primo scontro tra i due arriva - ovviamente sul Papete. Con Salvini che lamenta di essere stato accusato per essere andato in spiaggia e che i giornali hanno in qualche modo attaccatto anche il figlio. Mentre Renzi risponde che a Salvini veniva contestato quello che aveva detto - il famoso "pieni poteri" chiesto a gran voce e non certo l'essere andato in vacanza con il figlio. «Stare in spiaggia col figlio è legittimo - ha detto Renzi - ma se sei un ministro non stai in piazza, stai nelle istituzioni. Conosci tutte le sagre del Paese, stai sempre a mangiare, hai uno stomaco d'amianto. Allora fai il presidente della pro loco...».

IL NUOVO GOVERNO

«L'ultimo sondaggio dà la Lega al 33%, il governo è nato per non far votare gli italiani sennò vince la Lega». Attacco stavolta Matteo Salvini rispondendo sui motivi per i quali ha fatto fatto cadere il governo. «Erano tre mesi che il M5S bloccava tutto, era un no alla Tav, alla Flat Tax, all'Autonomia, perfino alle Olimpiadi. Sto al governo se posso fare le cose - ha aggiunto -, se Di Maio disfa di notte quel che faccio di giorno, non si può. Era un'agonia. Renzi si è inventato un governo sotto un fungo, vediamo quanto dura». 

Renzi replica attaccando a sua volta: «Il colpo di sole del Papete che ha preso il collega Salvini lo fa rosicare ancora adesso: mai era accaduta una crisi in una dinamica istituzionale. Quando si vota lo decide la Costituzione, non il menù di un beach club». Poi continua: «Non giudico le ferie delle persone. Ma avrei preferito che fosse andato in missione ai vertici europei. Le riunioni europee sono importanti: lei ha fatto sette vertici, partecipando solo a uno su sette. Ha votato al Senato l'1,3% delle volte. Stare in spiaggia con il figlio è legittimo ma se fai il ministro non vai nelle sagre di Paese. Dovrebbe andare al G7, non alla proloco».

IL SARCASMO DI SALVINI

Usa il sarcasmo Matteo Salvini per ribattere alle accuse di Matteo Renzi che lo attacca dicendo di aver avuto un compartamento  non umano, ma limitandosi a fare spot quando impediva ad alcune barche piene di immigrati affamati e in precarie condizioni igeniche di scendere dalle navi. «Abbiamo un genio incompreso - dice Salvini - Renzi ha sistemato tutti i problemi del mondo, ha risolto l'immigrazione, ha portato la pace sulla Terra e nessuno se ne è accorto»

L'ATTACCO DI RENZI SULLA COERENZA DI SALVINI

Matteo Renzi, probabilmente se l'era preparata "da casa", ma ha infierito sui numerosi cambiamenti di posizione del leader Leghista, da quando era contro "Roma Ladrona", ad oggi: «Salvini di parola? - dice l'ex sindaco di Firenza - Era per la Padania ed ora è nazionalista. È nato comunista padano ed è finito con quelli di Casapound. Lei tifava contro l'Italia ai Mondiali, lei ha detto di Di Maio le cose più incredibili per poi offrirgli il ruolo di premier. Non tiene la parola neanche per un minuto. È una banderuola»

QUOTA 100

 Grande sfida su quota 100 tra Salvini e Renzi. Per l'ex vicepremier è una grande conquista, che permette a molti lavoratori, di andare in pensione prima rispetto alla riforma Fornero: «Vedo che c'è una battaglia epocale di Renzi contro quota 100, ma quella è una conquista epocale». «Grazie a quota 100 - ha concluso Salvini -  si possono aiutare i lavoratori ad andare in pensione che non ce la fanno più, infermieri con la schiena rotta, camionisti»

Il senatore di Scandicci però ribatte colpo su colpo sulla riforma voluta da Salvini, ricordandone i limiti: «Temo che quota 100 sarà confermato, io sarei per non farlo. Perché non voglio confermarla? Perché per far andare in pensione un anno e mezzo prima un vigile di 64 anni come zio, sa quanto ci costa? 20 miliardi in 3 anni, una cifra pazzesca e io preferirei mettere quei soldi per le famiglie, nella busta paga dei lavoratori».

L'ATTACCO DI SALVINI A CONTE

Salvini poi attacca il presidente Conte sulla questone dei servizi segreti: «Giocare con i servizi segreti non fa bene a nessuno e se qualcuno li usa per interesse politico mi preoccupo. Non faccio processi a priori» ma «spero che Conte chiarisca subito. Aspetto che ci risponda qualcosa. I servizi segreti sono una cosa seria, da cittadino aspetto che ci dica qualcosa».

IL RUSSIA GATE

Il leader della Lega si difende anche sul versante del Russia-Gate, respingendo ogno accusa: «Il tempo è galantuomo - afferma -, sempre e comunque. Io cerco di non condizionare mai la mia attività politica dalle vicende giudiziarie, sennò dovrei cambiare idea ogni quarto d'ora», «a me hanno chiesto se avessi preso soldi dalla Russia ma non ho mai visto un rublo o un dollaro. Setaccino pure: non troveranno nulla. Non so se Conte abbia fatto qualcosa di sbagliato ma, a giudicare dalle dichiarazioni degli ultimi giorni, lo hanno smentito tutti». «Savoini ? A differenza di qualcun altro, io non batto cassa con le querele, nella mia vita non mi ha mai mosso la sete di denaro. Non querelo neanche gli avversari e i giornalisti che ogni giorno me ne dicono di tutti i colori. Penso che se lo facessi avrei già comprato un castello ma io non sono fatto così». Ma Matteo Renzi, pur ribadendo il proprio garantismo - punge l'avversario con una domanda, reiterata: «Perché non querela Savoini?»

IL CONTROPIEDE DI RENZI

In un convulso finale, in cui i due leader, anche stanchi perdono un po' di pazienza e lucidità, spicca la stoccata di Renzi. Un Salvini, forse stanco, presta il fianco ad una battuta del rivale. Cerca di punzecchiare l'ex ministro dell'interno, forte del suo pragmatismo. «Io faccio politica per passione, no per diventare ricco, altrimenti farei le conferenze in giro per il mondo (come fa Renzi ndr) pagato migliaia di dollari a conferenza. E qui arriva la stoccata di Renzi: «E' che non ti invitano a farle, Matteo»

 
Martedì 15 Ottobre 2019, 17:58
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