Mario Draghi convocato da Mattarella: chi è l'ex presidente della Bce. Lui dovrà comporre il nuovo governo

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«La sostenibilità del debito pubblico in un certo Paese sarà giudicata sulla base della crescita e quindi anche di come verranno spese le risorse di Next Generation Eu». Sono le ultime parole affidate dal Mario Draghi alla stampa, a metà dicembre, affrontando con alcuni giornalisti i temi di stringente attualità, dai vaccini ai rischi delle imprese.

 

 

«Se le risorse saranno sprecate - ha ammonito - il debito alla fine diventerà insostenibile perché i progetti finanziati non produrranno crescita».

 

 

 

Per Draghi, con la preparazione da banchiere centrale, il nodo del debito pubblico è sempre stato centrale. «L'impatto (di Next Generation EU, ndr) sulla crescita e sulla sostenibilità del debito negli anni a venire sarà maggiore, quanto più grande è il debito iniziale - ha spiegato - Per questo è così importante che i Paesi con un debito elevato facciano una valutazione molto attenta del tasso di rendimento dei progetti che finanzieranno».

 

Le scelte devono essere oculate, ma anche il tempo non è una variabile indipendente. «Le autorità devono agire urgentemente - ha spiegato - perchè »in molti settori e Paesi siamo sull'orlo del precipizio in termini di solvibilità, specialmente per le piccole e medie imprese, con i programmi di sostegno in scadenza e il patrimonio esistente che viene eroso dalle perdite«. La consapevolezza è anche quella di gestire la fase d'emergenza e poi l'uscita dalla crisi: »Il problema - ha detto parlando a dicembre nelle vesti di co-presidente di un gruppo di lavoro del G30 - è peggiore di quel che appare perchè il massiccio aiuto in termini di liquidità, e la vera e propria confusione causata dalla natura senza precedenti di questa crisi, ne stanno mascherando le vere dimensioni«.

 

DRAGHI: IL SUO CURRICULUM

Mario Draghi è nato a Roma il 3 settembre 1947 ed è un economista, accademico, banchiere e dirigente pubblico italiano.

Formatosi all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e specializzatosi al MIT di Boston, già professore universitario, negli anni novanta diventa alto funzionario del Ministero del tesoro. Dopo un breve passaggio in Goldman Sachs, nel 2005 viene nominato Governatore della Banca d'Italia, prendendo il posto di Antonio Fazio, divenendo così membro del Financial Stability Forum (Financial Stability Board dal 2009) e del Consiglio Direttivo e del Consiglio Generale della Banca centrale europea nonché membro del Consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali.

Ha ricoperto inoltre l'incarico di Presidente del Financial Stability Forum e del Financial Stability Board. È stato Direttore esecutivo per l'Italia della Banca Mondiale e nella Banca Asiatica di Sviluppo. È membro del Gruppo dei Trenta. Dal 2011 al 2019 ha ricoperto la carica di Presidente della Banca centrale europea.


Ultimo aggiornamento: Martedì 2 Febbraio 2021, 23:28
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