Lockdown in Italia, nuovo dpcm del Governo: in arrivo nuove restrizioni regionali. Cosa cambia

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Emergenza covid e ipotesi lockdown. E' stata convocata una riunione urgente a palazzo Chigi a Roma con il premier Giuseppe Conte, i capidelegazione di maggioranza, il ministro Francesco Boccia, il sottosegretario Riccardo Fraccaro e il Cts sul tema Coronavirus. Alla riunione convocata dal premier partecipa anche il Comitato tecnico scientifico (Cts), si spiega, perchè saranno analizzati i rapporti dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss). I numeri della pandemia sono preoccupanti e si studiano nuove restrizioni in varie regioni italiane.

 

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LE DECISIONI SUL TAVOLO: COSA SARA' DECISO

 

Quali decisioni imminenti ci attendono? Una stretta a livello locale nelle zone del territorio nazionale dove l'indice Rt è più alto. Questa l'ipotesi a cui sta lavorando il governo in queste ore. Sembra prendere forza la possibilità di fermare gli spostamenti tra regioni, fatti salvi motivi di lavoro, salute e urgenza. Possibilità caldeggiata dal ministro della Giustizia e capodelegazione M5S, Alfonso Bonafede. Un nuovo dpcm è atteso per lunedì 2 novembre. Del tema, a quanto si apprende da fonti dell'esecutivo, si sarebbe parlato nella riunione fiume pomeridiana a palazzo Chigi tra Giuseppe Conte, i capi delegazione ed il Cts. Alla riunione erano presenti anche Silvio Brusaferro (Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità), Franco Locatelli (Presidente del Consiglio Superiore di Sanità), Agostino Miozzo (coordinatore del Cts) e il commissario Domenico Arcuri. Per la giornata di oggi non sono attese decisioni ma Conte e la maggioranza dovrebbero tornate a riunirsi domani.

 

 

 

 

IPOTESI LOCKDOWN

In questa fase c'è la possibilità di chiusura di attività, sospensione di eventi e limitazione della mobilità della popolazione in aree geografiche. Se il Governo, aiutato dagli esperti, dovesse riconoscere che l'Italia si trova ormai a questo stato verranno chiusi ristoranti e bar (inizialmente con orari ridotti, ma potrebbe anche diventare una chiusura totale). Potrebbero essere chiuse scuole e università e luoghi di lavoro. Ci sarebbero limitazioni di spostamenti non solo tra Regioni ma anche tra diverse Province e comuni. A quel punto le successive decisioni del governo sarebbero prese seguendo l'andamento della curva epidemiologica, con l'obiettivo di abbassare in maniera decisa il numero di contagi e riuscire a rimettere in piedi un tracciamento adeguato delle persone positive e dei loro contatti.

 

IL MINISTRO DI MAIO

Riunioni di governo "si stanno tenendo incessantemente per il prossimo dpcm, che sicuramente sarà più restrittivo". Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un'intervista alla festa del quotidiano 'Il Foglio'. "Dobbiamo capire se anticipare le mosse per evitare che la curva peggiori", aggiunge il titolare della Farnesina.

 

"Ci deve essere un coordinamento tra governo centrale e regioni - dice poi commentando la decisione di alcune regioni di chiudere le scuole per frenare i contagi - Non lo dico per fare polemiche, che non servono, però serve un minimo di coordinamento per affrontare un tema importante".

Ora il premier Conte è costretto a mettere in dubbio la continuità della scula in presenza; e infatti in qualche modo "apre" alla Didattica a distanza. «La curva sta subendo una impennata così rapida che rischia di mettere in discussione la didattica in presenza, alcuni presidenti di regione lo hanno fatto, non è il nostro obiettivo, noi continuiamo a difendere fino alla fine la didattica in presenza. Ma dobbiamo mantenerci vigili per seguire e assicurare la tutela della salute de tessuto economico».


Ultimo aggiornamento: Domenica 1 Novembre 2020, 10:25
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