Fratelli d'Italia, Fidanza si autosospende: «Mai avuti finanziamenti irregolari». I pm milanesi aprono un'inchiesta

Dopo l'inchiesta di Fanpage trasmessa da Piazzapulita il capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento europeo fa un passo indietro. Meloni: «Non giudico miei dirigenti da un filmato»

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Fidanza fa un passo indietro. «Dopo aver visto il servizio confezionato ieri sera da Fanpage e mandato in onda da Piazzapulita voglio ribadire ai miei amici, ai miei elettori e a quelli di tutto il mio partito che non ho mai ricevuto finanziamenti irregolari» e che «non c'è e non c'è mai stato in me alcun atteggiamento estremista, razzista o antisemita». Lo afferma in una nota il capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento europeo Carlo Fidanza. «Ritengo opportuno autosospendermi da ogni ruolo e attività di partito al fine di preservare Fratelli d'Italia da attacchi strumentali», aggiunge Fidanza. 

 

 

 

Fidanza si autosospende: «Non sono razzista»

«Non c'è e non c'è mai stato in me alcun atteggiamento estremista, razzista o antisemita. Semmai, nelle immagini pubblicate, ironicamente contestavo proprio le inaccettabili affermazioni a suo dire goliardiche di Roberto Jonghi Lavarini, che non hanno né possono avere alcuna cittadinanza in Fratelli d'Italia, partito in cui peraltro lo stesso non è iscritto né ricopre alcun ruolo». Intanto la Procura di Milano apre un'inchiesta con le ipotesi di finanziamento illecito ai partiti e riciclaggio.

 

 

Meloni: «Non giudico miei dirigenti da un filmato»

«Chiedo ufficialmente a Fanpage di darmi il girato di questi tre anni. Sono rigida ma non me ne vogliate se non giudico i miei dirigenti sulla base di un filmato. Non ho problemi a rispondere, ma non chiedetemi di valutare un dirigente sulla base di un video montato da voi e curiosamente mandato in onda a due giorni dal voto. Disponibili a prendere decisione se responsabilità reali, ma vi chiedo l' intero girato di cento ore. Sono sempre stata chiara sull'onestà e siu rapporti con alcuni ambienti». Così la leader di FdI Giorgia Meloni sull'inchiesta pubblicata da Fanpage. «Vedrò Fidanza certamente», aggiunge.

 

 

L'inchiesta 

Sistemi di 'lavanderia' per pulire finanziamenti in nero, incontri con esplicite battute razziste, fasciste e sessiste: questo lo spaccato che emerge da una inchiesta realizzata da Fanpage, con il sistema dell'insider, giornalista sotto copertura, tra esponenti di Fdi a Milano. Il giornalista, tre anni fa, si è finto un uomo d'affari a cui interessava finanziare un gruppo politico italiano al fine di ottenere vantaggi per il proprio business e ha iniziato a frequentare un gruppo di personaggi di estrema destra a Milano. Il capo, secondo l'inchiesta, è Roberto Jonghi Lavarini, detto il «Barone nero», condannato a due anni per apologia del fascismo. Tramite Lavarini, il giornalista di Fanpage conosce Carlo Fidanza, europarlamentare e capo delegazione di Fratelli d'Italia. Si stabilisce cosi un rapporto che consente all'insider di frequentare il gruppo di esponenti di Fdi durante eventi e riunioni della campagna elettorale per le elezioni comunali a Milano per la quale sostengono la candidatura al consiglio comunale dell'avvocato Chiara Valcepina. Entrambi chiedono finanziamenti al presunto uomo d'affari, col quale sono ormai in confidenza: «Le modalità sono: versare nel conto corrente dedicato. Se invece voi avete l'esigenza del contrario e vi è più comodo fare del black, lei si paga il bar e col black poi coprirà altre spese», dice Fidanza al giornalista sotto copertura. Javarini, che è deputato a queste operazioni, entra più nei dettagli: Il «barone nero» spiega di avere «una serie di lavatrici» per il finanziamento alla campagna elettorale che sostiene di avere usato più volte. Durante alcune riunioni del gruppo, inoltre, con la telecamera nascosta si riprende anche altro: molti dei partecipanti non condividono, con commenti pesanti, la scelta del candidato sindaco della coalizione, Luca Bernardo. Volano, nello stereotipo neofascista, battute su negri, ebrei, migranti e riferimenti al discorso di Hitler alla birreria di Monaco di Hitler, oltre a commenti sessisti. E c'è anche un momento in cui si prende in giro Paolo Berizzi, giornalista sotto scorta perché minacciato dai neonazisti. La telecamera nascosta riprende poi Longhi Javarini, che sostiene, senza fare nomi nè circostanze, di essere parte di «un gruppo trasversale, diciamo esoterico, dove ci sono diversi massoni. Poi c'è tutto un filone di ammiratori di Hitler, in più abbiamo un nostro informale servizio di informazioni e sicurezza, abbiamo una rete di ex militari». Un'organizzazione trasversale ai partiti sostiene: «Noi abbiamo contatti politici all'interno del centrodestra, non solo nella Lega ma anche in Fratelli d'Italia e persino Forza Italia», afferma.


Ultimo aggiornamento: Sabato 2 Ottobre 2021, 00:13
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