Iraq, Craxi rievocato sui social: «Ah se ci fosse il leone della politica estera, invece c’è Di Maio»

di Mario Ajello
Vent’anni fa moriva Craxi. E quanti rimpianti di fronte a una questione mediorientale incendiato e all’Italia assente e non considerata dai partner internazionali per affrontare il caso Iran e la nuova guerra possibile con gli americani. Pier Luigi Castagnetti, cattolico democratico di lunga esperienza e di tanta sapienza, twitta: “Nelle varie fasi della prima repubblica l'Italia contava perché aveva uomini che sapevano competere in politica interna e unirsi in politica estera.

De Gasperi e Saragat, Fanfani e La Malfa, Moro e Berlinguer, De Mita e Craxi, Andreotti e De Michelis. 40 anni di pace nel Mediterraneo e in Medio Oriente”. Tanti altri sui social dicono: “Ah se ci fosse Craxi, il gran leone della politica estera, e invece c’è Di Maio”. 

 



C’è chi scrive: “Nessuno dei nostri ministri degli esteri degli ultimi 20 anni ha mai contato nulla. Tranne Craxi, che all'epoca si é fatto sentire e rispettare”. 

E la vicenda incandescente non è naturalmente solo quella del Medio Oriente ma anche quella della Libia, che è praticamente casa nostra. E sui social lo sfogo è identico: @Paragonando il ruolo nel mondo arabo di Enrico Mattei, Andreotti, Bettino Craxi con gli attuali, è probabile che i politici di oggi siano più vicini a Marte che al Mediterraneo”. Il “rimpiango Craxi”, l’”aridatece Craxi”, è il tormentone. Bettino è morto 20 anni fa però e la nostra politica è quella che è.
Ultimo aggiornamento: Domenica 5 Gennaio 2020, 12:09
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