Fondi russi, indagato anche Meranda, Gdf a casa di Vannucci

Uomini della guardia di finanza a casa di Francesco Vannucci a Suvereto, in provincia di Livorno. Quattro investigatori delle fiamme gialle sono arrivati poco prima delle 16 e hanno suonato il campanello all'abitazione chiedendo di parlare con l'ex bancario. La Procura di Milano sta facendo accertamenti e valutando le posizioni di Vannucci e Gianluca Meranda , le due persone che si sono fatte avanti dicendo di aver partecipato all'incontro all'hotel Metropo di Mosca dove era presente anche Gianluca Savoini. Dopo una fase di identificazione certa per riscontrare la loro effettiva presenza i due potrebbero esser presto iscritti nel Registro degli indagati e convocati dai pm, come accaduto con Savoini.

Perquisizione nei confronti di Meranda. La Gdf di Milano, su delega della Procura, sta effettuando perquisizioni anche nei confronti dell'avvocato Gianluca Meranda, il legale romano che ha ricevuto contestualmente un avviso di garanzia, ed è quindi indagato, nell'ambito dell'inchiesta per corruzione internazionale sul caso dei presunti fondi russi alla Lega. Alla perquisizione dovrebbe essere presente anche il pm milanese Gaetano Ruta e un esponente dell'ordine degli avvocati di Roma.

Ieri Vannucci ha contattato l'ANSA dicendo di essere stato presente al colloquio nell'albergo moscovita, dove si sarebbe svolta la presunta trattativa per un affare sul petrolio che doveva anche servire, stando ad una registrazione, a far arrivare, da un lato, soldi alla Lega e dall'altro tangenti a funzionari russi.

Vannucci ha, però, spiegato di essere stato presente «in qualità di consulente esperto bancario che da anni collabora con l'avvocato Gianluca Meranda», il legale romano che già nei giorni scorsi era venuto allo scoperto, e ha aggiunto: «Lo scopo dell'incontro era prettamente professionale e si è svolto nel rispetto dei canoni della deontologia commerciale. Non ci sono state situazioni diverse rispetto a quelle previste dalle normative che disciplinano i rapporti di affari».

Nei giorni scorsi, Meranda sempre all'ANSA aveva raccontato di aver avuto con Gianluca Savoini, il leghista presidente dell'associazione LombardiaRussia e indagato per corruzione internazionale, «incontri precedenti» anche in Italia. «Durante il nostro incontro a Mosca, dove si è trattato di una normale operazione professionale - ha aggiunto - non era presente Matteo Salvini ed escluderei che lui sapesse qualcosa di questo incontro».

Dopo una necessaria fase di identificazione certa di Meranda e Vannucci, con accertamenti della Gdf anche per trovare riscontri sulla loro effettiva presenza a quell'incontro, da quanto si è capito, i passaggi successivi dovrebbero essere la loro iscrizione nel registro degli indagati e la loro convocazione per interrogatori. Nell'audio, infatti, si sentono i due italiani che erano con Savoini nella hall trattare con i tre interlocutori russi. Al centro del dialogo il presunto accordo corruttivo su cui indagano l'aggiunto De Pasquale e i pm Ruta e Spadaro.


Nei primi anni 2000 Francesco Vannucci divenne vicesegretario della Margherita per tutta la provincia di Livorno, ma quando nel 2004 non fu nominato assessore provinciale, si aprì una fase critica all'interno del partito locale e nel 2006 l'allora segretario Maurizio Scatena gli tolse la delega con l'appoggio della direzione locale. Così, a Livorno, si ricorda l'impegno politico di Vannucci, l'ex bancario Mps poi divenuto consulente commerciale, che ha detto di essere stato presente alla cena dell'Hotel Metropole di Mosca con Meranda e Savoini. «Non lo vedo da anni ma mi ricordo che era molto dinamico e attivo nel partito», dice oggi l'ex segretario provinciale della Margherita a Livorno nel periodo 2003-2007, Maurizio Scatena. « Vannucci - ricorda ancora Scatena - divenne vicesegretario provinciale come esponente dell'area Piombino-Val di Cornia, da cui proveniva, e faceva parte della corrente di Francesco Rutelli». Quindi, racconta ancora l'ex segretario provinciale della Margherita a Livorno, nel 2004, «quando Giorgio Kutufà venne eletto presidente della Provincia, Vannucci maturò l'aspettativa di essere chiamato a fare l'assessore, se non ricordo male al Bilancio.

In realtà venne fatta una scelta diversa, non diventò mai assessore, da quel momento avviò un atteggiamento fortemente critico all'interno del partito, al punto che un paio d'anni dopo, nel 2006, mi trovai costretto a revocargli la delega da vicesegretario provinciale perché non si poteva andare avanti con quelle tensioni. In quella decisione ebbi ampio appoggio della direzione provinciale del partito». Da questo momento l'attività politica di Vannucci su Livorno si riduce ma continua in Val di Cornia, dove vive ancora oggi e dove risulta che fu tra i fondatori del Partito democratico comunale a Suvereto.

Mercoledì 17 Luglio 2019, 16:22
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