Erika Stefani, la ministra racconta il coma: «Mi sentivo come un quadro di Mondrian, ma ho vinto la morte»

Erika Stefani, la ministra e il coma per aneurisma: «Mi sentivo come un quadro di Mondrian, ma ho vinto la morte»

Compirà 47 anni a luglio, è in politica dal 1999 ed è appena diventata ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie del governo presieduto da Giuseppe Conte. Quello che però molti non sanno di Erika Stefani, esponente della Lega, è che nel 2012 finì in coma per quattro giorni, a causa di un aneurisma cerebrale. A distanza di oltre sei anni, la carriera della neo-ministra ha preso svolte esaltanti, portandola fino a palazzo Chigi, e oggi Erika Stefani racconta così la sua esperienza in bilico tra la vita e la morte: «Ebbi la sensazione che all'improvviso si fosse spenta la luce. Mi sentivo come un quadro di Mondrian, con i quadrati di colore che si scioglievano e poi lentamente cominciavano a mischiarsi, tutto sommato è stato piacevole».

Erika Stefani strega tutti: la neo ministra è miss Senato​



L'uscita dal coma, e il ritorno alla vita, avvenne il 12 gennaio del 2012. Da allora, come confessato anche a Il Tempo, la ministra festeggia quella data come se fosse un secondo compleanno: «Per me è stata come una seconda nascita, quando mi risvegliai non sapevo cosa fosse successo, non ricordavo nulla. Credevo di avere avuto un incidente in moto, una mia grande passione ereditata da mio padre, ma le gambe e le braccia erano a posto». Per tornare a guardarsi allo specchio, però, ci volle tempo: «Ero rapata a zero perché avevo subito una craniotomia e avevo perso 10 chili. Sembravo uscita da un lager. Qualche mese dopo, fui nuovamente operata a Milano, per chiudere un altro aneurisma. Ma sono ripartita».

Nel 2013, infatti, Erika Stefani approdò per la prima volta in Parlamento, riuscendo ad essere eletta al Senato. Dopo la rinascita, la sua carriera politica ha vissuto solo momenti esaltanti: «Quando si sfida la morte e si vince la partita, se per certi versi ci si sente più forti, per altri si è più consci dei propri limiti. E si assapora di più la rinnovata esistenza. Che in ogni istante non va mai sprecata».
Lunedì 11 Giugno 2018 - Ultimo aggiornamento: 16:28
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