Elezioni, cosa succede adesso: Camere al via dal 13 ottobre, a novembre il nuovo governo

Le consultazioni al Quirinale, poi il probabile incarico a Meloni e la fiducia in Parlamento

Elezioni, cosa succede adesso: Camere al via dal 13 ottobre, a novembre il nuovo governo

di Alessanda Severini

Già oggi la composizione del nuovo Parlamento sarà chiara ma per l’insediamento dello stesso e soprattutto per la formazione del nuovo governo bisognerà aspettare ancora un po’. La legge di bilancio, la crisi energetica e quella internazionale suggeriscono di non perdere tempo ma molto dipenderà dalla volontà delle forze politiche di trovare un’intesa. In ogni caso, nell’ipotesi migliore, si arriverà alla fine di ottobre.

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PRIMA SEDUTA DELLE CAMERE.

Le Camere si riuniranno per la prima volta il 13 ottobre poiché come vuole l’articolo 61 della Costituzione i due rami del Parlamento vengono convocati «non oltre il ventesimo giorno» dal voto. Il primo atto sarà la nomina dei due presidenti di Camera e Senato.


CONSULTAZIONI.

 

Una volta eletti i vertici del Parlamento, prenderanno il via le consultazioni del Capo dello Stato. Al Quirinale Mattarella sentirà i capigruppo, i leader delle coalizioni, gli ex presidenti delle Camere e i presidenti emeriti della Repubblica per capire gli orientamenti prima di affidare l’incarico a formare il nuovo esecutivo. È ovvio che se dalle urne esce una maggioranza chiara e coesa, il giro di consultazioni potrebbe essere rapido (un paio di giorni) e l’incarico affidato al leader indicato dalla coalizione vincente. Se invece il risultato del voto è equilibrato o se una maggioranza chiara si dovesse formare in una sola Camera i tempi potrebbero dilatarsi anche di molto.

 


INCARICO.

 

L’incarico può essere pieno e in questo caso il prescelto si presenterà dopo pochi giorni con una lista di ministri. Ma può essere anche con “riserva” e allora il presidente incaricato svolgerà, a sua volta, delle consultazioni che lo porteranno a sciogliere la riserva e a presentare la lista dei ministri al Colle o a rinunciare. Potrebbe anche accadere che il capo dello Stato affidi ad una personalità terza un incarico “esplorativo” per vedere se si potrà dar vita a una nuova maggioranza.


FORMAZIONE DEL GOVERNO.

 

Il tempo necessario alla formazione del governo è variabile. La media nelle ultime legislature è stata di 30-35 giorni, quindi si potrebbe arrivare a novembre. Non sono mancati esempi di periodi molto più lunghi. Nella scorsa legislatura, ad esempio, dopo le elezioni del 4 marzo 2018, il governo giallo-verde si insediò solo il 1° giugno. Una volta definita la lista dei ministri e concordata con il Colle, il governo potrà giurare al Quirinale. Infine, entro 10 giorni, dovrà chiedere e ottenere la fiducia dai due rami del Parlamento. Solo allora l’Esecutivo sarà nel pieno dei propri poteri.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 26 Settembre 2022, 08:11
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