Il nuovo Dpcm mette in ginocchio gli spettacoli. Quando Conte disse: «I nostri artisti che ci fanno tanto divertire»

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Con la firma del nuovo Dpcm il presidente Conte ha decretato la chiusura di teatri, cinema e luoghi di spettacolo. Un duro colpo al settore in estrema sofferenza. Una nuova chiusura che potrebbe infliggere un colpo mortale alla categoria degli artisti penalizzati sin dalla prima ora.  «Verrà offerta - dice  il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa da Palazzo Chigi - una nuova indennità mensile una tantum per gli stagionali dello spettacolo».

I lavoratori di cinema, teatri e del settore musicale erano stati oggetto di una infelice espressione del premier che suscitò polemica tra i professionisti del settore quando annunciò - con il Decreto Rilancio firmato a maggio - «Un occhio di attenzione per i nostri artisti che ci fanno tanto divertire».

 

ASSESSORI CULTURA A CONTE, 'TEATRI, CINEMA E MUSEI LUOGHI PIÙ SICURI DEL PAESE' «La misura assunta oggi nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che dispone la sospensione degli spettacoli in teatri, cinema e sale da concerto, colpisce il settore produttivo italiano che più di ogni altro ha saputo adottare misure efficaci e responsabili nel contrasto alla diffusione epidemica da Covid-19. L'evidenza statistica dimostra che oggi proprio i teatri e i cinema sono, in virtù del senso di responsabilità dimostrato nell'applicazione delle misure medico-sanitarie da gestori, lavoratori e pubblico, i luoghi più sicuri del Paese, insieme a musei, spazi espositivi ed altri luoghi della cultura, mantenuti aperti dal Decreto. In questa luce, la sospensione degli spettacoli appare ingiustificata visto che le misure disposte considerano invece compatibili altre attività che per la propria natura non possono garantire i livelli di protezione adottati nei luoghi di spettacolo, per il pubblico come per gli operatori». Lo scrivono al presidente del Consiglio Giuseppe Conte una serie di assessori alla cultura. I firmatari sono: Luca Bergamo, Vicesindaco con delega alla Crescita Culturale - Roma, Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura - Milano, Eleonora de Majo, Assessora alla Cultura e al Turismo - Napoli, Barbara Grosso, Assessora alle Politiche Culturali, dell'Istruzione, per i Giovani - Genova, Francesca Paola Leon, Assessora alla Cultura - Torino, Matteo Lepore, Assessore alla Cultura e al Turismo - Bologna, Paola Mar, Assessora al Patrimonio, Promozione della città, Università, e Toponomastica - Venezia, Paolo Marasca, Assessore alla Cultura - Ancona, Ines Pierucci, Assessora alle Politiche Culturali e Turistiche - Bari, Paola Piroddi, Assessore alla Cultura - Cagliari, Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura - Firenze. «Il settore dello spettacolo, che vede impegnate centinaia di migliaia di professionisti, è inoltre uno dei più rilevanti settori produttivi italiani, e ha recentemente richiamato dalla CIG quasi la totalità dei lavoratori al fine di garantire una paga dignitosa e un corretto trattamento delle diverse professionalità impegnate: sono le donne e gli uomini che hanno profuso il loro straordinario impegno per riaprire teatri, cinema e sale da concerto nel pieno rispetto dei protocolli per la tutela della salute. Da amministratori pubblici responsabili delle politiche culturali nei nostri territori seguiamo con estrema apprensione e preoccupazione l'andamento dei contagi da Covid-19 e siamo consci del fatto che nuove misure restrittive siano senza dubbio necessarie per contrastare la recrudescenza del Virus nel nostro Paese», proseguono.


Ultimo aggiornamento: Domenica 25 Ottobre 2020, 14:43
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