Donne in politica nel mirino degli hater: la ministra Azzolina ultima vittima
di Lorena Loiacono

La ministra Azzolina ultima vittima: donne in politica nel mirino degli hater

Offesa, vittima di ingiurie sessiste, minacciata e finita sotto scorta. Gli attacchi social degli ultimi giorni, contro la ministra Lucia Azzolina, non hanno niente a che fare con la critica politica. Il motivo? Apparentemente lo scontro sui concorsi della scuola. Ma è solo un pretesto: la stessa storia si ripete da anni per molte donne nominate ministre. Giudicate e attaccate non per le loro idee o per i loro errori politici ma principalmente per il loro aspetto fisico e il loro essere donna.

Maria Elena Boschi si sfoga: 
«Ho sofferto tanto, danno alle nuove generazioni»​

Ieri a scatenare le polemiche anche la frase del senatore Moles (Forza Italia) che, rivolgendosi alla Azzolina, ha detto: «La credibilità è come la verginità, chi la perde non la recupera». Subito dopo sono arrivate le scuse: «Sono stato frainteso». La Azzolina è finita nel mirino degli haters sui social, anche appartenenti al mondo della scuola, non solo per la gaffe sull’imbuto ma anche, e molto prima, per il colore del suo rossetto: troppo rosso.

E via allora con offese sessiste. Troppo rosso anche il vestito della ministra ai Trasporti Paola De Micheli durante una seduta alla Camera: da Casapound le diedero della prostituta scrivendo che aveva «appena staccato il turno dalla Salaria». Non andava bene neanche il vestito con cui giurò al Quirinale la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova: «Sembra una balena», con una fila di offese sulla sua linea. Lo stesso blu era stato indossato anche dall’allora ministra alle Riforme, Maria Elena Boschi, sempre per il giuramento al Colle: in quel caso però non era il vestito a dar fastidio: qualcuno creò un volgare fotomontaggio in cui faceva uscire dai pantaloni un perizoma. Tutto falso, ovviamente, ma bastò agli haters per scaricare una valanga di insulti sessisti.


Qualche anno prima toccò anche a Mara Carfagna: non appena giurò al Quirinale, venne rispolverato un suo vecchio calendario che non aveva nulla a che vedere con il suo impegno politico. C’è poi Giorgia Meloni, tra i leader politici più seguiti: offesa per il suo aspetto fisico, venne presa di mira anche in gravidanza, da un ex brigatista. Della ministra all’integrazione Cécile Kyenge, invece, non andava bene il colore della pelle: l’onorevole Calderoli la definì un “orango” ( almeno lui è stato condannato a un anno e 6 mesi) ma anche atti di vandalismo fin dentro il cortile di casa.

E Rosy Bindi? Due volte ministra, alla Sanità e alle Politiche per la famiglia, su di lei resta celebre la frase di Silvio Berlusconi «più bella che intelligente». Per non parlare della furia social contro Laura Boldrini: non appena venne nominata Presidente della Camera apparve nuda in una foto. Anche in questo caso era una fakenews, ma si scatenò lo stesso la valanga di insulti sui social.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 29 Maggio 2020, 12:52
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