Dl Semplificazioni, da cantieri a Pa
Norme su enti locali e università

Dl Semplificazioni, bozza di 100 pagine: da cantieri a Pa. ​Norme su enti locali e università

Un dl 'pesante' , 96 pagine e 48 articoli per «semplificare il sistema Italia», dal regime degli appalti ai progetti green. È la nuova bozza del Dl semplificazioni ora sul tavolo del Consiglio dei ministri che dovrebbe vararla. Quattro i i titoli principali: semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia; semplificazioni procedimentali e responsabilità; misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell'amministrazione digitale e infine semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy.

Il modello Genova, le modifiche alle norme sugli appalti. Dopo settimane di trattative, sono i nodi più discussi del decreto semplificazioni, a tardare l'approdo in Consiglio dei ministri di quella che il premier Giuseppe Conte ha definito «la madre di tutte le riforme». Conte porta il testo, di una cinquantina di articoli, in Cdm a notte fonda, alla vigilia di una visita istituzionale in Portogallo e Spagna che lo porterà nel vivo della partita europea per i fondi del Recovery fund. Sbloccare gli investimenti, semplificare i procedimenti della P.a., è un pezzo cruciale del programma che il governo presenterà a Bruxelles: le linee guida vengono tratteggiate nel Piano nazionale delle riforme, che il ministro Roberto Gualtieri presenta nello stesso Cdm. Ma il braccio di ferro tra M5s e Iv da un lato, Pd e Leu dall'altro, va avanti fino all'ultimo.

Si discute delle soglie per gli appalti, delle norme che riguardano le autorizzazioni per l'edilizia. Ma oggetto del contendere è soprattutto la lista delle grandi opere pubbliche da sbloccare con l'affidamento a commissari straordinari, tanto che in una delle ultime bozze si prevede che ci sia tempo per redigerla fino a fine anno. E non si esclude neanche che il decreto venga approvato «salvo intese», una formula che prolungherebbe ancora una partita tutta interna alla maggioranza che va avanti da settimane. Conte è deciso a condurre in porto il testo, che dovrebbe illustrare in una conferenza stampa martedì mattina. Quasi 100 pagine di nuove semplificazioni, dall'accelerazione dei cantieri ai rapporti con la pubblica amministrazione. La bozza del decreto in arrivo sul tavolo del Cdm conferma le deroghe per un anno per le assegnazioni degli appalti, rivede i reati di responsabilità erariale e abuso d'ufficio e spinge sulla digitalizzazione della P.a, con le autocertificazioni che si potranno fare via app, banche dati che si dovranno parlare e pubblico che richiederà una sola volta i dati in suo possesso. Si velocizzano anche le valutazioni di impatto ambientale (Via) e la bada ultralarga. E per incentivare la trasformazione 'green' si introducono una serie di norme per l'installazione delle colonnine di ricarica delle auto elettriche, a partire dalle aree di servizio in autostrada. Nel testo in ingresso in Cdm spuntano anche due norme per la «stabilità finanziaria degli enti locali» e per «l'organizzazione del sistema universitario». 


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È stata molto discussa, nel governo, la modifica dell'abuso d'ufficio e del danno erariale, ritenute da Conte essenziali per superare il 'blocco della firmà, ossia la ritrosia dei funzionari pubblici a firmare gli atti, che rallenta molte procedure pubbliche. Per danni causati «da omissione o inerzia», i funzionari saranno perseguibili per colpa grave, mentre per danni legati a loro azioni dovrà essere provato il dolo. Le maglie dell'abuso d'ufficio diventano meno stringenti, ma con riferimenti puntuali a specifiche disposizioni di legge, per superare i dubbi di chi non voleva cambiare la norma (Iv ne aveva chiesto lo stralcio, denunciando la norma come un favore fatto ad alcuni sindaci, come quello di Torino). Nuove soglie vengono decise per gli appalti senza gara fino al 31 luglio 2021, con diversi scaglioni per lavori, servizi e forniture: appalti diretti entro i 150 mila euro, mentre tra i 150 mila e la soglia comunitaria (circa 5 milioni) si introducono via via più operatori da mettere a confronto. Procedure accelerate anche per gli appalti oltre la soglia comunitaria, con corsia preferenziale per le opere necessarie a superare l'emergenza Covid. Dopo lo stralcio del condono, sono però le disposizioni sugli appalti a far discutere di più la maggioranza.

Le riunioni si succedono fino all'ultimo, a ridosso del Consiglio dei ministri previsto alle 21.30 ma slittato ancora di oltre un'ora, per definire la lista delle opere pubbliche da sbloccare affidandole a commissari. L'autorità anticorruzione ha sollevato dubbi per i rischi per la legalità nel superare le procedure attuali. M5s e Iv, in sintonia con Conte, vogliono però che il modello adottato a Genova per il ponte Morandi acceleri il maggior numero possibile di opere pubbliche: «Dobbiamo sbloccare 120 miliardi di opere, seguendo il modello Expo, non il modello Raggi», afferma Matteo Renzi. Ma Pd e Leu si battono fino all'ultimo per limitare il più possibile la lista delle opere da affidare a commissari: il modello Genova, è la tesi, è difficilmente replicabile. Probabilmente ci sarà tempo entro il 31 dicembre per stilare una lista degli «interventi infrastrutturali» da affidare a «commissari straordinari». La lista arriverà con uno o più dpcm, su proposta del Mit e sentito il Mef, e «previo parere delle competenti commissioni parlamentari». Una ulteriore lista potrà arrivare poi entro giugno 2021.
 
Ultimo aggiornamento: Martedì 7 Luglio 2020, 01:33
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