Di Maio: «Chiudo l'azienda di famiglia, ora devo occuparmi dei problemi del paese»

Di Maio: «Chiudo l'azienda di famiglia, ora devo occuparmi dei problemi del paese»

Luigi Di Maio ha annunciato di aver chiuso l'azienda di famiglia, coinvolta nel recente scandalo dei lavoratori in nero assunti dal padre, Antonio Di Maio. In un'intervista al Fatto Quotidiano, il vicepremier e leader del M5S ha spiegato ancora una volta di non sapere nulla di quanto accadeva nell'azienda fondata dal padre, che ieri aveva pubblicato un video in cui aveva ammesso tutte le proprie colpe, scagionando di fatto il figlio dalle accuse emerse da un'inchiesta de Le Iene.

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«L'attività imprenditoriale della Srl è cessata da oltre un anno e oggi la stessa verrà posta in liquidazione. Ho già dichiarato di non essermi mai occupato di fatti di gestione, di essere stato operaio della ditta di mia madre per soli 4 mesi, e di aver aperto il cancello del deposito di mio padre qualche volta e niente più» - ha spiegato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico - «Ora non posso occuparmi del controllo di legalità e della revisione contabile postumi delle aziende di famiglia, io direi di finirla qui perché devo occuparmi dei problemi del Paese».

In merito alle cartelle esattoriali di Equitalia, «a mia precisa domanda, mio padre ha risposto che non aderirà alla rottamazione» prevista dalla pace fiscale, e che «non ha aderito alla rottamazione prevista nel 2015/2016», dichiara Di Maio. «Non so se alcune cartelle si estingueranno (quelle sotto i mille euro, ndr), ma resta il fatto che su un debito di circa 180.000 euro questo non migliorerebbe in maniera significativa la situazione di mio padre». Di Maio assicura che nel 2014, quando ha deciso di occuparsi della ditta di famiglia, non sapeva «assolutamente» del debito di suo padre con Equitalia. «Mio padre l'ha tenuto nascosto a noi figli. E questo lo ha già detto».

In merito all'esistenza di debiti della madre, Paolina Esposito, con l'Agenzia delle Entrate quando gli ha ceduto l'azienda, «non lo so, se ne è occupato il commercialista. Io all'epoca ho solo accettato la donazione di mia madre», conclude il capo politico del M5S.

Martedì 4 Dicembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 13:48
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