Ddl Zan, approvata alla Camera la legge contro l'omotransfobia. La Lega protesta: «Libertà»

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Il disegno di legge Zan sull'omotransfobia ottiene il primo via libera alla Camera dei Deputati. Sono stati infatti 265 i voti favorevoli e 193 quelli contrari, dopo la discussione in mattinata.

 

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Primo via libera della Camera al ddl Zan per il contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all'orientamento sessuale e all'identità di genere. Il testo ha ottenuto 265 voti a favore, 193 contrari e un'astensione ed è stato votato a scrutinio segreto. Cinque deputati di Fi (Bartolozzi, Polverini, Vito, Perego e Prestigiacomo), si sono espressi a favore in dissenso dal gruppo. Il testo passa ora al Senato.

 

PROTESTE IN AULA Proteste del centrodestra in aula alla Camera, con fazzoletti a mò di bavagli e grida «libertà, libertà» dei deputati di Lega e Fratelli d'Italia prima del voto sul ddl Zan contro l'omofobia. C'è stato anche un richiamo del presidente Roberto Fico.

 

Le reazioni all'approvazione sono discordanti anche all'interno delle stesse appartenenze politiche. Soddisfatta Susanna Cenni, deputata Pd: «Finalmente approvato un testo civile, importante, che vuole garantire tutele e diritti a chi ha troppo spesso subito violenze, aggressioni, discriminazioni ed in contesti di grande solitudine. La proposta di legge approvata vuole colpire i fabbricanti dell'odio, ma pone anche le basi per far crescere la cultura del rispetto e della conoscenza , anche grazie al ruolo fondamentale delle istituzioni scolastiche. Con oggi un'Italia più civile ed inclusiva rafforza principi costituzionali e diritti civili». Contraria invece Maria Teresa Bellucci di Fdi: «Il ddl è carente sulla prevenzione, avevamo proposto l'introduzione nelle scuole dell'educazione all'intelligenza emotiva, la presenza dello psicologo scolastico, figura che manca solo in Italia, il riconoscimento delle competenze non formali e lo stanziamento di risorse economie per sostenere le scuole e gli insegnanti nella lotta alle discriminazioni».

 

Riccardo Magi, deputato di Radicali +Europa, è critico sul ddl: «Le sanzioni penali non sono lo strumento migliore per arginare la violenza. Servono soprattutto prevenzione, informazione, istruzione, come previsto dalla seconda parte della legge. Ma più di ogni altra cosa serve il pieno riconoscimento dei diritti. E per farlo davvero dobbiamo modificare il nostro diritto di famiglia, rimuovendo gli ostacoli che impediscono un'uguaglianza effettiva delle persone LGBTQ+ in materia di matrimonio civile, riconoscimento automatico dei figli e accesso alla procreazione assistita».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 4 Novembre 2020, 14:09
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