Conte si è dimesso. «Mi assumo il coraggio che manca a Salvini» Consultazioni al via dalle 16

Conte si è dimesso al Quirinale. «Mi assumo il coraggio che manca a Salvini». Consultazioni al via dalle 16

Giornata decisiva per la crisi del governo. Il premier Giuseppe Conte, dopo l'intervento in Senato di chiusura al dibattito durato oltre tre ore, si è recato al Quirinale per rassegnare l'incarico nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Pochi minuti dopo le dimissioni ha lasciato il Quirinale. Le consultazioni, ha reso noto il Colle, inizieranno domani alle 16 e dureranno due giorni: nell'attesa il capo dello Stato ha chiesto a Conte di curare gli affari correnti. I "big" saliranno al Colle nella giornata di giovedì: alle 11 Mattarella vedrà il Pd, alle 16 la Lega e alle 17 il M5S.



Il dibattito al Senato. Il dibattito, durato oltre tre ore, si è aperto con un discorso di 48 minuti nel quale Conte ha affermato che l'azione dell'esecutivo gialloverde si interrompe qui. «Rifarei tutto», è stata la replica del vice premier, Matteo Salvini, che ha ascoltato il presidente del Consiglio seduto accanto a lui sui banchi del governo per andare poi a replicare dal suo scranno di senatore. In serata la Lega ha ritirato la mozione di sfiducia al premier. All'uscita dal Senato, però, Matteo Salvini è tornato a parlare di «inciucio» tra M5S e Pd e di «insulti» che gli sarebbero stati rivolti da Conte. 

 
 


Salvini: «Insulti di Conte degni del Saviano di turno. Io rifarei tutto» DIRETTA

CONTE IN SENATO, LA DIRETTA 
 

Ore 21.13 Le consultazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella inizieranno domani alle 16 al Quirinale. Lo rende noto il Quirinale.

Ore 21.00 Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ha lasciato il Quirinale dopo pochi minuti. Il premier dimissionario ha rassegnato le proprie dimissioni nelle mani del capo dello Stato, Sergio Mattarella. In piazza numerosi giornalisti e una decina di curiosi.


Ore 20.10 Conte riprende la parola al termine del dibattito per parlare della politica sull'immigrazione. «Questo governo ha avuto la capacità di affrontare il problema in termini più ampi e più complessi», ha detto Conte. «Non rinnego nulla delle azioni di governo. Sul decreto sicurezza bis l'impianto approvato è equilibrato». Conte ha insistito sul concetto di "leale collaborazione" nel Governo: «io ho parlato poco ma l'ho fatto perché in virtù di questo concetto ho cercato di evitare di partecipare alla quotidiana polemica politica». Sul ritiro della mozione di sfiducia da parte della Lega: «Se amiamo le istituzioni e i cittadini abbiamo il dovere della trasparenza. Impegnarsi in una manovra economica non è la stessa cosa che impegnarsi su una competizione elettorale. Prendo atto che il leader della Lega Matteo Salvini ha stentato a comprendere i comportamenti di leale collaborazione e ha mancato ad assumersi la responsabilità dei suoi comportamenti».

Ore 19.44 La Lega ha deciso di ritirare la risoluzione per la sfiducia a Conte per due ragioni: la prima è che non avrebbe senso dopo aver ascoltato il premier annunciare le dimissioni. La seconda, perchè avendo aperto uno spiraglio a lavorare assieme per completare le riforme, sarebbe stato incoerente presentarla, prima di aspettare la replica del Premier. Lo fanno sapere fonti della Lega.

Ore 19.28 La Lega ha ritirato la mozione di sfiducia al Senato presentata a suo tempo nei confronti del governo Conte. Lo apprende l'Ansa da qualificate fonti di maggioranza.

Ore 18. 44 «Ho scoperto che Conte non mi sopportava da mesi, da una vita...francamente mi è dispiaciuto scoprirlo oggi». Così Salvini in diretta su Facebook. «Mi viene come il dubbio che qualcuno stesse lavorando a un inciucio con il Pd da mesi, è m'è venuto da quando hanno votato Ursula».

Ore 18.06 «Salvini la sua scelta l'ha già fatta. Chiedendo di tornare al voto non vuole più governare con il M5S. Chiedendo di sfiduciare Conte non vuole più questo governo. Quindi si dimetta e basta o ha paura di perdere la poltrona?». Lo sottolineano fonti del M5S replicano alle parole di Salvini che ha proposto di completare le riforme prima di tornare al voto.

Ore 17.27 «Giuseppe Conte utilizza parole auliche per nascondere l'obiettivo reale: difendere le poltrone del Movimento 5 Stelle. Non si può invocare il rispetto della Costituzione e poi tramare per un osceno governo Cinquestelle-Pd che ha come unico obiettivo quello di impedire agli italiani di esercitare la loro sovranità, prevista dall'articolo 1 della Costituzione. Andremo dal Presidente Mattarella a ribadire che Fratelli d'Italia non c'è per nessun inciucio: chiediamo elezioni subito, perché dalle elezioni può nascere un governo forte e coeso, capace di difendere gli interessi italiani». È quanto dichiara il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

Ore 17.05 «Alcuni errori gravi in questi anni di governo ci sono stati, sicuramente li vogliamo correggere». Così il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci rispondendo ai giornalisti sulle condizioni di un accordo con M5S, «condizioni programmatiche, nell'interesse del Paese», le ha definite il renziano Marcucci. Ore 16.37 Le parole di Conte sono «da apprezzare» ma c'è il «rischio di una autoassoluzione». Per questo «qualsiasi nuova fase politica non può non partire dal riconoscimento di questi limiti strutturali di quanto avvenuto in questi mesi». Lo dichiara in una nota il Segretario del Pd Nicola Zingaretti.

Ore 16.30 Interviene in Senato l'ex premier Matteo Renzi. «Non si è mai votato in autunno, c'è da evitare l'aumento dell'Iva e serve un governo non perché noi ci vogliamo tornare ma perchè l'aumento dell'Iva porta crisi dei consumi non è un colpo di Stato cambiare il governo ma un colpo di sole aprire la crisi ora ora, questo è il Parlamento non il Papeete», ha detto Renzi.

Ore 16.29 Nell'Aula del Senato sventola il Rosario. Lo sventolano il senatore della Lega Simone Pillon e il ministro degli affari europei Lorenzo Fontana durante l'intervento di Salvini nella parte sul rosario. E' bagarre, con un senatore del Pd che al leader della Lega urla «mostraci le stimmate», mentre la presidente Elisabetta Alberti Casellati ricorda che non è consentito esporre in Aula simboli religiosi. Intanto Monica Cirinnà espone un cartello su cui si legge qualcosa sul Mojito e un altro con la scritta: «La più bella notizia per tutti, non sei più ministro in spiaggia».

Ore16.02 Replica di Salvini al premier

Salvini replica e bacia il crocifisso: «Governo interrotto per i "no" che bloccavano". Insulti di Conte degni del Saviano di turno. Io rifarei tutto»


Ore 15.58 «Ora il presidente della Repubblica guiderà il Paese in questo passaggio delicato. Colgo l'occasione per ringraziarlo per il sostegno che mi ha dato». Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento in Senato.

Ore 15.56 «Alla fine di questo dibattito mi recherò dal Presidente della Repubblica per dimettermi». Lo afferma il premier, Giuseppe Conte, intervenendo nell'Aula del Senato.

Ore 15.53 Tu che «ispiri la tua azione alle concezioni sovraniste, permettimi di richiamare il pensiero di un sovrano illuminato, Federico II di Svevia», per il quale anche il potere del sovrano non si deve levare al di sopra della legge. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte al Senato, rivolgendosi a Matteo Salvini. «Non abbiamo bisogno di persone e uomini con pieni poteri - ha aggiunto - ma che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità».(


Ore 15.47 «Quando il presidente del consiglio si presenta in aula per rendere una informativa richiesta dal parlamento stesso», come avvenuto per i presunti fondi russi alla Lega, «il rispetto delle istituzioni vorrebbe che si rimanesse in Aula ad ascoltarlo e non c'è ragione che giustifichi l'allontanamento». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte rivolgendosi agli «amici del Movimento Cinque Stelle».

Ore 15.43 «La crisi in atto compromette l'azione di questo governo che qui si arresta». Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento in Senato.

Ore 15.40 «Chi ha compiti di responsabilità dovrebbe evitare di accostare agli slogan politici i simboli religiosi. Sono episodi di incoscienza religiosa che rischiano di offendere il sentimento dei credenti e di oscurare il principio di laicità alla base dello Stato moderno». Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel corso delle comunicazioni al Senato.

Ore 15.39 «Se avessi accettato di venire qui al Senato per riferire sulla vicenda russa che oggettivamente merita di essere chiarita anche per i riflessi sul piano internazionale...».Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento in Senato. E il vicepremier Salvini commenta con un gesto eloquente, tirando idealmente una riga nel vuoto con due dita.

Ore 15.37 «Non abbiamo bisogno di persone e uomini con pieni poteri, ma che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte al Senato. «Le crisi di governo, nel nostro ordinamento, non si affrontano e regolano nelle piazze - ha spiegato - ma nel Parlamento. In secondo luogo, il principio dei pesi e contrappesi è fondamentale perché sia garantito l'equilibrio del nostro sistema e siano precluse vie autoritarie».

Ore 15.32 «Il Paese ha urgente bisogno che siano completate le misure per favorire la crescita economica e gli investimenti. Abbiamo predisposto vari strumenti che con questa incertezza rischia di non essere valorizzati. Caro ministro dell'Interno, promuovendo questa crisi di governo ti sei assunto una grande responsabilità di fronte al Paese. Ti ho sentito chiedere »pieni poteri« e invocare le piazze a tuo sostegno, questa tua concezione mi preoccupa». Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel corso delle comunicazioni al Senato.

Ore 15.30 «La verità è che all'indomani del voto europeo, Salvini ha posto in essere un 'operazione di distacco e pretesto per lasciare il governo: questa decisione tuttavia ha compromesso lavoro legge di bilancio». Lo afferma il premier, Giuseppe Conte, intervenendo nell'Aula del Senato. Mentre Conte pronunciava queste parole, Salvini, al suo fianco, diceva di no con la testa. A un certo punto del discorso di Conte, Salvini ha visibilmente scosso la testa. Lo sguardo dei due si è incrociato, è Salvini è stato visto dire «non va, non va....»
 
 


Ore 15.28 Matteo Salvini scuote la testa più volte, appare molto perplesso mentre il presidente del Consiglio Giuseppe Conte gli snocciola le critiche all'atteggiamento assunto dalla Lega, che accusa di opportunismo politico. Ha lo sguardo fisso al centro dell'Emiciclo, dove ci sono i deputati M5S e prende appunti. Luigi Di Maio è immobile: una sfinge: tiene le mani giunte sul banco e scambia ogni tanto una parola con Danilo Toninelli che gli siede accanto.

Ore 15.27 «Questo governo è nato per intercettare l'insoddisfazione dei cittadini, che avevano manifestato un desiderio di cambio di passo, che ora viene bruscamente interrotto». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte al Senato.

Ore 15.26 «Questa decisione è stata annunciata subito dopo aver incassato la fiducia sul dl sicurezza bis, con una coincidenza elettorale che suggerisce opportunismo politico». Lo afferma il premier, Giuseppe Conte, intervenendo nell'Aula del Senato.

Ore 15.24 «I comportamenti adottati in questi ultimi giorni dal ministro dell'interno rivelano scarsa responsabilità istituzionale e grave carenza di cultura costituzionale. Mi assumo la responsabilità di quello che dico». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte al Senato.

Ore 15.24 «Quando si assumono così rilevanti incarichi istituzionali e dando il via del governo del cambiamento si assumo precisi doveri verso i cittadini e verso lo Stato». Lo afferma il premier, Giuseppe Conte, intervenendo nell'Aula del Senato. «Far votare i cittadini è l'essenza della democrazia, sollecitarli a votare ogni anno è irresponsabile».

Ore 15.21 «Il nuovo governo avrebbe difficoltà nel contrastare l'aumento dell'iva e sarebbe esposto agli sbalzi dello spread». Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento in Senato.

Ore 15.19 «Questa crisi interviene in un momento delicato dell'interlocuzione con le istituzioni Ue. In questi giorni si stanno per concludere le trattativa per i commissari e io mi sono adoperato per garantire all'Italia un ruolo centrale. È evidente che l'Italia corre il rischio di partecipare a questa trattativa in condizioni di oggettiva debolezza». Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel corso delle comunicazioni al Senato.

Ore 15.19 «La decisione di innescare la crisi è irresponsabile. Per questa via il ministro dell'interno ha mostrato di seguire interessi personali e di partito». Lo ha detto i premier Giuseppe Conte nelle sue comunicazioni al Senato

Ore 15.18 «I tempi di questa decisione espongono a gravi rischi il nostro Paese». Lo ha detto i premier Giuseppe Conte nelle sue comunicazioni al Senato parlando della decisione di Salvini di avviare la crisi di Governo. «Con i tempi di questa crisi si mette il Paese a rischio di ritrovarsi in esercizio provvisorio. Questo è altamente probabile». Lo afferma il premier, Giuseppe Conte, intervenendo nell'Aula del Senato.

Ore 15.14 Questo passaggio «merita di essere chiarito in un pubblico dibattito che consenta trasparenza e assunzione di responsabilità da parte di tutti i protagonisti della crisi. Io ho garantito che questa sarebbe stata un'esperienza di governo all'insegna della trasparenza e del cambiamento e non posso permettere che questo passaggio possa consumarsi a mezzo di conciliaboli riservati, comunicazioni rilasciate sui social o per strada». Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel corso delle comunicazioni al Senato.

Ore 15.11 «Ho chiesto di intervenire per riferire sulla crisi di governo innescata dalle dichiarazioni del ministro dell'interno e leader di una delle due forza di maggioranza». Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento in Senato. «La decisione della Lega è stata grave».

Ore 15.10 Il presidente del Consiglio Conte comincia a parlare in Senato

Ore 15.05 Matteo Salvini entra nell'Aula del Senato e si avvia, tra gli applausi dei senatori leghisti, al banco del governo. Il ministro Alberto Bonisoli si alza e gli lascia il posto. Ma il vicepremier resta in piedi. Alle sue spalle, in piedi tutti gli altri ministri della Lega, appoggiati alla balaustra sotto la presidenza del Senato. Resta seduto solo Lorenzo Fontana. Tra Salvini e Di Maio neanche l'incrocio di uno sguardo.

IL DIBATTITO Si aprirà un dibattito che dovrebbe durare 3 ore e 45, dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte al Senato, che dovrebbe lasciare Palazzo Madama prima di un eventuale voto. È quanto è emerso all'unanimità dalla riunione dei capigruppo al Senato che si è riunita nella sala Pannini e appena conclusa. È stata convocata nei giorni scorsi per definire il 'perimetro' della discussione subito dopo l'informativa di Conte.
 

LEGA, APPLAUSI A SALVINI «Lunghi applausi a Matteo Salvini dal gruppo della Lega, determinato e compatto. Prima il bene degli italiani poi il resto. La Lega unica forza politica che non ha paura di confrontarsi con i suoi datori di lavoro, i cittadini, che non parla di poltrone ma di sviluppo del Paese». Lo si legge in una nota della Lega, diffusa al termine della riunione dei senatori con Matteo Salvini.

CONTE, LA LETTERA DI DI MAIO «Caro Giuseppe oggi è un giorno importante. Il giorno in cui la Lega dovrà rispondere delle proprie colpe per aver deciso di far crollare tutto, aprendo una crisi in pieno agosto, in spiaggia, solo per ricorrere i sondaggi. Oggi al Senato, i ministri M5S saranno al tuo fianco. Ci presenteremo a testa alta. Qualunque cosa accada volevo dirti che è stato un onore lavorare insieme in questo governo. Se una perla rara, un servitore della Nazione che l'Italia non può perdere». Lo scrive su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio. «Tutti, ognuno di noi, sa di stare dalla parte giusta della storia. Qualunque cosa accada, volevo dirti che è stato un onore lavorare insieme in questo Governo. Vorrei sfruttare l'opportunità di questo post per ringraziarti. Sì, ringraziarti. Quando tutta Italia ha conosciuto Giuseppe Conte, lo ha conosciuto come uno dei membri della squadra di Governo del Movimento 5 Stelle. Era il 2 marzo del 2018, io ero candidato Premier e tu mi avevi dato la disponibilità a ricoprire il ruolo di candidato Ministro della Funzione Pubblica. Sono sicuro lo avresti fatto ai massimi livelli e saresti stato il Ministro più amato d'Italia. Ma, diciamocelo, saresti stato sprecato. Allora avevamo ben compreso le tue capacità e competenze, non ancora invece la tua profonda umanità. Per fortuna, quando è nato questo Governo, a me e Alfonso Bonafede venne l'idea di proporre te come Presidente del Consiglio di garanzia tra le due coalizioni», scrive Di Maio nella sua lettera aperta. «In 14 mesi hai salvato l'Italia da due procedure di infrazione, hai rappresentato l'Italia ai tavoli europei ottenendo i margini di bilancio per dare ai cittadini Quota 100 e il Reddito di Cittadinanza. Hai saputo farti amare dagli Italiani soprattutto nelle aree più disagiate del Paese. Qualunque cosa accadrà oggi, sappi che per me e per tutti noi vederti in quel ruolo è stato motivo di orgoglio. Sei una delle scelte di cui vado più fiero nella mia vita. Forza amico mio!», conclude il leader del M5S.

 
Martedì 20 Agosto 2019, 08:44
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