Coronavirus, psicosi anche alla Camera: «Tampone a tutti in Parlamento»

«Il mio regno per un'Amuchina». La politica ai tempi del coronavirus si conferma ancora una volta specchio del Paese, tra tic, nevrosi e comprensibile preoccupazione per il diffondersi del 'nemico invisibilè arrivato dall'Oriente. E così, a Montecitorio, alla ripresa dei lavori dopo il week end nero che ha visto il numero dei contagi in Italia salire vertiginosamente, gli onorevoli si confrontano: e se da un lato c'è chi ostenta sicurezza e self control, dall'altro non manca chi, allarmatissimo, chiede misure drastiche. Le chat - soprattutto quelle dei 5 Stelle - sono in subbuglio: «Ieri c'era chi non voleva rientrare, in tanti chiedono di fare il tampone a tutti in Parlamento. Inoltre, alcuni colleghi non vogliono partire in missione», si sfoga con l'Adnkronos una parlamentare. «Cosa ho risposto? Chi vuole, stia a casa. Così lavoreremo più in fretta con chi c'è!».
 
 

In Aula spunta addirittura la prima mascherina. A sfoggiarla è la parlamentare di Fratelli d'Italia Maria Teresa Baldini, chirurga di professione: «È nostro dovere di parlamentari lanciare i messaggi giusti in termini di prevenzione. Non voglio dire ai colleghi cosa fare, è una scelta individuale, ma come medico è una scelta che consiglio», dice.



Poi la deputata di Fdi va oltre: «Penso che la mascherina dovrebbero indossarla tutti. O, almeno tutti coloro che operano o frequentano luoghi affollati: scuole, cinema, mezzi pubblici». Drastico il leghista Guglielmo Picchi: «Dopo una seria e approfondita valutazione credo che le attività parlamentari vadano sospese». Ma da Montecitorio assicurano: «Tutto prosegue regolarmente».

«Ci sono miei colleghi deputati impediti dal partecipare ai lavori alla Camera perché 'chiusì nei territori sottoposti a restrizioni per l'emergenza coronavirus. Credo che questo sia un vulnus per i nostri lavori», avverte l'esponente della Lega Roberto Turri, spiegando che per i deputati davanti a Montecitorio si sarebbe «aspettato dei controlli all'ingresso e invece nulla...». Ci pensa il deputato Giorgio Trizzino, medico, a tranquillizzare i preoccupatissimi colleghi più giovani: «Non si tratta di nulla che non rientri nella normale ciclicità delle diffusioni virali e batteriche in un mondo che per fortuna ha una immensa diversità naturale. Oggi abbiamo grandi conoscenze e questo grazie ad uno dei sistemi sanitari più efficienti al mondo», afferma il chirurgo siciliano, facendo appello alla «maturità» dei suoi compagni di partito.

Ultimo aggiornamento: Lunedì 24 Febbraio 2020, 18:25
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