Coronavirus, Conte: «Misure prorogate al 13 aprile, non possiamo allentarle. Stiamo a casa almeno fino a Pasqua»
di Domenico Zurlo

Coronavirus, Conte: «Misure prorogate al 13 aprile, non possiamo allentarle. Stiamo a casa almeno fino a Pasqua»

Emergenza coronavirus, dovremo stare a casa almeno fino a Pasqua. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo Chigi intorno alle 20.20, andata in onda in diretta Facebook ma anche sui principali canali televisivi italiani: il premier ha confermato la proroga delle misure restrittive in tutta Italia almeno fino al 13 aprile. «Non posso garantire che il 14 aprile tornerà tutto come prima. Dovremo fare sacrifici anche nella festività di Pasqua», ha sottolineato Conte.

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«Oggi abbiamo superato 13mila decessi, è una ferita che mai potremo sanare. Non siamo nella condizione di poter allentare le misure che abbiamo disposto o di alleviare i disagi e risparmiare i sacrifici. Siamo sempre in contatto con i comitati scientifici che vedono i primi risultati di queste misure, ma non siamo ancora nelle condizioni di interrompere le misure restrittive: il nuovo dpcm proroga le misure fino al 13 aprile».

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«Non siamo nelle condizioni di dire che il 14 aprile allenteremo le misure. Quando gli esperti ce lo diranno, entreremo nella fase 2 di allentamento graduale per poi passare alla fase 3 di uscita dall'emergenza, della ricostruzione, del rilancio», ha aggiunto il Presidente del Consiglio nella conferenza stampa di stasera. Solo dopo che sarà iniziata la «fase 2» di allentamento graduale dei divieti si potrà «poi passare alla fase 3 di uscita dall'emergenza, della ricostruzione, del rilancio». 

PASSEGGIATE E ALLENAMENTI «Non abbiamo affatto autorizzato l'ora del passeggio coi bambini. Abbiamo solo detto che quando un genitore va a fare la spesa si può consentire anche l'accompagno di un bambino. Ma non deve essere l'occasione di andare a spasso e avere un allentamento delle misure restrittive». Nel nuovo dpcm si vietano gli allenamenti anche degli atleti professionisti «onde evitare che delle società sportive possano pretendere l'esecuzione di una prestazione sportiva anche nella forma di un allenamento. Ovviamente gli atleti non significa che non potranno più allenarsi: non lo faranno in maniera collettiva ma individuale».

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CONTINUARE GLI SFORZI «Ci rendiamo conto che se smettessimo di rispettare le regole e iniziassimo ad allentare queste misure, tutti gli sforzi sarebbero vani e pagheremmo un prezzo altissimo. Oltre al costo psicologico, economico e sociale, saremmo costretti a ripartire di nuovo. Per questo invito tutti a conitnuare a rispettare le misure: c'è una sparuta minoranza di persone che non rispetta le regole, vorrei ricordare che abbiamo disposto delle sanzioni molto severe e onerose dal punto di vista economico perché non ci possiamo permettere che l'irresponsabilità di alcuni sia un danno nei confronti di tutti».
"MES INADEGUATO" Il premier ha parlato anche del Mes: «Il Mes così com'è è inadeguato a fare fronte a questa emergenza». «È uno strumento nato per choc asimmetrici, noi stiamo attraversano uno tsunami di portata epocale. Il Mes può essere in prospettiva, se verrà snaturato e posto nell'ambito di un ampio ventaglio di interventi, senza condizionalità preventive o successive, può essere uno strumento fra gli altri che ci offriranno la possibilità di mettere in piedi una strategia europea».
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 1 Aprile 2020, 21:36
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