Coronavirus, Decaro e De Luca contro le 'passeggiate consentite': «Non possiamo allentare ora»
di Enrico Chillè

Coronavirus, Decaro e De Luca contro le 'passeggiate consentite': «Non possiamo allentare ora»

Una notizia che ha fatto piacere alle famiglie, quella della circolare del Viminale sulle 'passeggiate consentite' alle famiglie con bambini, ma che fa preoccupare non poco quegli amministratori locali che, in piena emergenza coronavirus, le stanno provando tutte per far restare i cittadini a casa. Non ha tardato ad arrivare la reazione, ad esempio, di Antonio Decaro, sindaco di Bari, e di Vincenzo De Luca, presidente della Campania, che chiedono al Ministero dell'Interno di rivedere quella decisione e di non allentare le misure in un momento cruciale.

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Antonio Decaro, in una diretta Facebook nella tarda serata di ieri, ha affrontato il tema. «Rischiamo di trovare persone per strada in un momento in cui stiamo cercando di contenere il più possibile perché ci siamo accorti che contenendo, con le restrizioni, stiamo appiattendo quella curva che non sta per fortuna raggiungendo il picco» - ha affermato il sindaco di Bari e presidente dell'Anci - «In questo momento in cui avevamo convinto tutti a stare a casa, avevamo dato una stretta anche sui runner - dice -, dare la possibilità ai genitori di poter accompagnare i figli e le persone più anziane fuori casa significa avere un altro allentamento. Non sarà facile convincere le persone a uscire solo se c'è davvero bisogno».

Anche Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, nelle ultime ore ha stigmatizzato il chiarimento sulle passeggiate con i bambini. E lo ha fatto con l'energia e il furore che lo hanno contraddistinto nelle ultime settimane: «Se in un quartiere escono cinquecento genitori con bambini al seguito, chi controlla il distanziamento di almeno un metro tra genitore e genitore, fra bambino e bambino? Chi controlla che la passeggiata avvenga nelle vicinanze dell'abitazione? Chi controlla che l'uscita duri un'ora e non una mattinata? Chi controlla i motivi di necessità? Non oso neanche immaginare quello che succederebbe in queste condizioni, nel fine settimana di Pasqua. Sarebbe come dare il via libera a tutti: una tragedia».
Il governatore della Campania, poi, lancia un monito ai cittadini e anche al Governo: «Il risultato sarebbe una riesplosione del contagio tra due settimane, dopo l'incubazione del virus. E così, anziché ridurre il calvario di questi giorni, lo si prolunga all'infinito con un danno incalcolabile per la salute dei cittadini. Mentre si lavora al rilancio graduale dell'economia, si farebbe ripiombare l'Italia nell'emergenza più drammatica. E questo ancora di più al Sud, dove arriva solo ora l'onda forte del contagio, e dove si è riuscito a stento a governare l'ondata dei rientri dal Nord. Anziché dare respiro ai bambini e agli anziani, rischiamo di doverli tenere chiusi in casa a giugno e a luglio! Questa sì sarebbe una tragedia. Per questi motivi ribadisco che in Campania è assolutamente vietato uscire per strada, al di là dei casi consentiti».

La stessa opinione di Antonio Decaro e Vincenzo De Luca è stata espressa anche da Attilio Fontana, presidente della regione più martoriata dall'emergenza coronavirus, la Lombardia. «Ho avuto un colloquio con la ministra Lamorgese per chiarire quanto stabilito dalla circolare. In questo momento, consentire le passeggiate sarebbe un grave errore e quella disposizione è stata un equivoco» - ha spiegato Fontana - «Fino al 4 aprile restano valide le stesse, identiche misure stabilite dall'ordinanza regionale. Forse servono ulteriori chiarimenti dal Governo, ma rispetto a prima non cambia nulla».
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 1 Aprile 2020, 15:20
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