Fornero, tasse e reddito di citadinanza: il costo del contratto M5S-Lega sale oltre quota 100 miliardi

Contratto M5S-Lega, Fornero, tasse e reddito di citadinanza: il costo sale oltre quota 100 miliardi

Cancellazione, o superamento della Fornero, reddito di cittadinanza, taglio delle tasse e delle accise sulla benzina, sterilizzazione dei rialzi dell'Iva. Il contratto di governo Lega-Movimento 5 Stelle vale molto di più di una manovra finanziaria, ma alle voci di spesa su cui si è imperniata la campagna elettorale se ne aggiungono ora altre, moltissime, che fanno lievitare i costi del programma oltre quota 100 miliardi. Considerando le stime sulle singole misure di tecnici e osservatori economici, la forchetta oscilla tra i 100 e i 150 miliardi, spalmati in più anni, ma che avranno bisogno di adeguate coperture, nel programma non del tutto messe a fuoco.

In realtà, il testo del contratto così come messo a punto finora, quantifica concretamente solo alcuni degli interventi proposti, come appunto il reddito di cittadinanza (17 miliardi), il potenziamento dei centri dell'impiego (2 miliardi), la revisione della legge Fornero (5 miliardi), a cui va aggiunta la sterilizzazione dell'Iva (come noto 12,4 miliardi nel 2019 e 19,5 miliardi nel 2020). Complessivamente circa 55 miliardi.

Tutte le altre misure, a partire da quella che viene ancora chiamata flat tax, ma che è progressivamente scomparsa lasciando spazio a due aliquote, fino al rilancio dell'edilizia penitenziaria e agli incentivi per l'acquisto di auto elettriche, non sono cifrate. Anche perché molti degli interventi restano vaghi, come la cancellazione delle accise sulla benzina (ma solo quelle ritenute anacronostiche).

FISCO, DA CLAUSOLE IVA A NUOVE ALIQUOTE - Il nodo dello stop ai rialzi Iva sta nella qualità delle coperture: se saranno strutturali, le clausole varranno 12,4 miliardi nel 2019 e circa 7 nel 2020; se invece saranno una tantum, come nel caso dello 'stralciò dei debiti con il fisco di cui si parla nel contratto, dal 2020 si riproporrebbero altri 19,5 miliardi, facendo salire il conto biennale a circa 32 miliardi. Il contratto nomina poi la 'flat tax', anche se le aliquote sono diventate due sia per le famiglie che per le imprese: al 15% e al 20%. Per le famiglie è prevista un'unica deduzione di 3.000 euro. Secondo i calcoli del Sole 24 ore, il costo varierebbe tra i 45 e i 50 miliardi.

REDDITO MA ANCHE PENSIONE DI CITTADINANZA - Il contratto stanzia per l'assegno mensile da 780 euro 17 miliardi annui, a cui aggiungere 2 miliardi per il potenziamento dei centri per l'impiego. Secondo le stime dell'Inps, il costo sarebbe però doppio, pari a 35-38 miliardi. Per la pensione di cittadinanza, nominata anch'essa ma non quantificata, il costo oscillerebbe tra 4 miliardi (se limitata a chi al momento percepisce l'assegno sociale) e 20 miliardi (se si dovesse allargare a coloro che percepiscono una pensione inferiore a 780 euro).

STOP ALLA FORNERO, ADDIO PENSIONI D'ORO - Per sanare gli squilibri della legge in vigore sul fronte previdenziale, il contratto parla di 5 miliardi. Si potrà uscire dal mondo del lavoro quando la somma di età anagrafica e età contributiva darà 100, con l'obiettivo di consentire il raggiungimento dell'età pensionabile con 41 anni di contributi. Secondo Stefano Patriarca, a lungo consulente di Palazzo Chigi, il costo potrebbe però arrivare a circa 12-15 miliardi di euro. L'accordo Lega-M5S prevede anche la proroga di opzione donna e il taglio alle pensioni d'oro sopra i 5.000 euro al mese.

TAGLI AD ACCISE E GIOCHI - «Eliminare le componenti anacronistiche delle accise sulla benzina». Il contratto fissa anche questo proposito, ma senza dettagli. Il peso di Iva e accise è di circa il 60% sul prezzo dei carburanti, con costi che si sono andati fossilizzando, dalla guerra in Abissinia all'alluvione di Firenze. Le accise sono nel tempo diventate strutturali e negli ultimi anni hanno avuto altre destinazioni, ad esempio il rinnovo del contratto del trasporto pubblico locale. Nel 2017 lo Stato ha incassato 27 miliardi. Tagliandone il 15-20% il mancato gettito sarebbe di 5-6 miliardi. Stesso dicasi per i giochi: il contratto parla di una riduzione di slot e Vlt che creerebbero comunque un buco per l'erario.

MAMME, SANITÀ, FORZE DELL'ORDINE, LA LISTA SI ALLUNGA - Tra le voci di spesa saltano agli occhi anche il rifinanziamento del Fondo sanitario, la riduzione della «compartecipazione dei cittadini» alla spesa sanitaria, l'assunzione di carabinieri e poliziotti, dotati di nuovi mezzi, centri regionali per l'immigrazione, un nuovo programma di edilizia scolastica, i rimborsi per le baby sitter, i premi per le mamme che tornano al lavoro dopo la maternità e gli sgravi per le imprese che le mantengono al lavoro, l'Iva zero sui prodotti per l'infanzia, la rottamazione auto a favore dell'elettrico, gli investimenti nella rete idrica, internet gratis per tutti, la decontribuzione per le assunzioni nel turismo, l'abolizione della tassa di soggiorno con relativi trasferimenti ai Comuni. Oltre alla nascita del ministero del Turismo e dei Disabili.

CAPITOLO COPERTURE, ARRIVA PACE FISCALE - Il contratto parla di saldo e stralcio dei debiti con il fisco, specificando che è «esclusa ogni finalità condonistica». Si è parlato di incassi per 30 miliardi, ma - dopo la rottamazione - stime tecniche si aggirano su 2-3 miliardi. Molto è affidato alla spending review, senza però - anche in questo caso - entrare nel dettaglio: «Esattamente i conti con il taccuino non li abbiamo fatti. - ha detto la 5S Laure Castelli - Però parliamo di 60-70 miliardi che secondo noi si possono recuperare». Tra le voci di entrata anche la «web tax turistica» contro «la concorrenza sleale» dei portali stranieri «che creano danni enormi agli operatori e alle casse dello Stato». 

 
Giovedì 17 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 21:19
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