Il premier Conte: «Ci meritiamo il sorriso dopo settimane di duri sacrifici. Sul Mes decideremo in Parlamento»

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di Domenico Zurlo
Il premier Giuseppe Conte è intervenuto in conferenza stampa in diretta da Palazzo Chigi, per fornire aggiornamenti sulla cosiddetta fase 3 dell'emergenza coronavirus, a un mese dall'inizio della fase 2 e nel giorno in cui sono ricominciati gli spostamenti tra le diverse regioni. Se fino a ieri infatti non era possibile muoversi da una regione all'altra senza una giustificazione, da oggi gli spostamenti sono tornati liberi. Conte ha fatto il punto anche sul quadro economico e sulle 'ricette' che il suo governo ha in mente per fronteggiare la crisi.

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«A distanza da circa un mese dal 4 maggio i numeri, possiamo dirlo con la relativa prudenza, sono incoraggianti. Gli ultimi monitoraggi non segnalano situazioni critiche o di sovraccarico delle strutture ospedaliere: il trend dei nuovi casi diagnosticati è in costanze diminuzione in tutte le regioni. Questo ci conforta, dimostra che la strategia adottata è stata ed è quella giusta, e ci dà fiducia in vista delle decisioni che saremo chiamati ad adottare nelle prossime settimane», le parole del premier. Sulla scuola ha confermato che a settembre riapriranno i plessi scolastici con didattica in presenza.

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"CI MERITIAMO IL SORRISO" «Colgo un rinnovato entusiasmo: siamo inoltrati nella bella stagione, c'è grande attenzione per questa socialità ritrovata. Giusto, giustissimo, ci meritiamo il sorriso e l'allegria dopo settimane di duri sacrifici, ma è bene ricordare sempre che se ci ritroviamo adesso in questa condizione, tra i primi Paesi europei che può permettersi di riavviare in condizioni di sicurezza, è perché abbiamo accettato di compiere dei sacrifici, e di modificare le nostre radicate abitudini di vita».

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MASCHERINE E DISTANZIAMENTO «Dico solo: facciamo attenzione. Le uniche misure efficaci sono il distanziamento fisico e l'utilizzo delle mascherine. Abbandonare queste precauzioni perché si ritiene che il virus sia scomparso è una grave leggerezza: i dati dei contagi, pur in calo, continuano ad essere registrati quotidianamente». «Ora concentrarci sul brand Italia nel mondo: in tutti questi mesi la bellezza dell'Italia non è mai andata in quarantena». «Dobbiamo fare i conti con l'emergenza economica e sociale. Ci rendiamo conto dei ritardi, ci rendiamo conto che ci stiamo confrontando con una legislazione che non era affatto pronta a erogazioni così generalizzate. Di questi ritardi ho chiesto già scusa e stiamo intervenendo per pagare più velocemente bonus e ammortizzatori sociali». 

ORA EMERGENZA ECONOMICA «Questa crisi deve essere un'occasione per superare i problemi strutturali e ridisegnare il Paese», ha aggiunto il premier. «Stiamo lavorando a questo piano di Rinascita, questo recovery plan. Dovremo lavorare su innovazione, banda larga per tutto il Paese». «Ora c'è un nuovo inizio. Dobbiamo agire nel segno dello spirito del 2 giugno, nel segno della condivisione». «Abbiamo un'occasione storica: la commissione Ue, grazie anche al sostegno dell'Italia ha messo in campo una proposta. Noi dovremo cogliere questa opportunità e saper spendere bene questi soldi. Sul progetto di spesa che sapremo realizzare si misurerà la credibilità non solo del governo ma del sistema Italia», le parole di Conte. 

UNITA' PER LE RIFORME «Chiedo a tutte le forze politiche di collaborare sulle riforme già in cantiere in Parlamento», ha aggiunto il premier. «Convocherò a Palazzo Chigi tutti gli attori, le parti sociali, dobbiamo fare presto».  «Ora serve coraggio e lungimiranza, contro visioni di parte e riduttive». «Dobbiamo lavorare meglio per sostenere le imprese, dobbiamo lavorare sull'inclusione e contrastare le diseguaglianze. È un progetto impegnativo ma la somma che metterà l'Ue a disposizione dell'Italia non potrà essere considerata un tesoretto di cui potrà disporre il governo di turno. Sarà una risorsa a favore del sistema Paese, di cui il governo si fa carico». 

EUROPA «Chiederemo di partecipare sicuramente al progetto Sure e parteciperemo al progetto Bei», ha detto il premier, che a domanda sul Mes ha risposto: «Per quanto riguarda il Mes, come ho già detto, quando avremo tutti i regolamenti li porterò in Parlamento e con il Parlamento decideremo. Ricordo che è un prestito, vanno valutate una serie di previsioni inserite nel regolamento». 

«Non intendo queste somme per l'Italia dalla Ue un tesoretto di cui deve disporre il governo, quindi ovviamente ci sarà confronto con le opposizioni. È un piano di lungo periodo è giusto che si faccia con le opposizioni». «Molti sono ancora insoddisfatti perchè uno choc come questo chiede tantissime risorse. Noi ci stiamo affrettando, abbiamo fretta per elaborare il progetto e farci trovare pronti ma stiamo lavorando per anticipazioni più consistenti». 

AUSTRIA L'Austria? «Ci sono alcuni Paesi che ritengono di adottare misure nei confronti di Stati che hanno una curva di contagio più elevata. Ma non vi è motivo per queste misure discriminatorie, non vorrei che l'Italia dovesse pagare il prezzo di una grande trasparenza» mostrata sulla pandemia. «Sono decisioni discriminatorie che non ritengo accettabili». 

FISCALITA' PER IL SUD  «Il Sud avrà una attenzione privilegiata. Con il ministro Provenzano stiamo lavorando ad una fiscalità di vantaggio per l'intero Meridione. Se riusciamo a coniugare una fiscalità di vantaggio con gli investimenti programmati possiamo rendere attrattivo davvero il nostro Sud». 

 
 
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 3 Giugno 2020, 22:22
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