Barbano contro Fico: «In bus alla Camera? Si umilia la politica»

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di Valeria Arnaldi
ROMA - «C'è un'estetica della miserabilità che si esprime nell'esibizione di una improbabile normalità o della rinuncia a ciò che sarebbe dovuto. Anziché rafforzare la credibilità della politica, questi gesti ne umiliano il ruolo».

Non usa mezzi termini Alessandro Barbano, che ha appena pubblicato il suo nuovo libro
Troppi diritti. L'Italia tradita dalla libertà (Mondadori), per commentare atti «come andare in autobus a presiedere la Camera» o «restituire l'indennità di funzione per un incarico istituzionale».



Decisioni che denunciano una mentalità precisa. E pericolosa. «In nome di un'abiura del potere quale che sia, ci siamo abituati a considerare l'auto blu della terza carica dello Stato come un'indebita guarentigia, ignorando che a certe condizioni non solo è dovuta e necessaria, ma esprime anche il rango di un Paese. Connessa a questa profanazione dei simboli è quell'invidia per chi detiene il potere che fa parte di un racconto distruttivo e cinico della democrazia e che allontana i migliori dall'assumere responsabilità».


 
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Il risultato è in un Paese afflitto dal dirittismo - «l'atteggiamento ideologico che porta a trasformare i diritti in pretese» - in una società che ha perso la coscienza del merito come valore e in uno scenario politico - e non solo - in cui l'emozione vince sulla logica e le promesse pesano più dei fatti. «Abbiamo eliminato la responsabilità che si accompagna alla gerarchia, senza sconfiggere il nepotismo ma aggravandolo. Il divorzio tra sapere e potere è processo della democrazia di internet in cui quantità batte qualità: l'utopia di una democrazia partecipativa. Non occorre rinnegare la tecnologia, ma imparare a governarne i processi. Una sfida italiana e globale».

Come affrontare la situazione? «Si è rinunciato alla lettura complessa, preferendo la semplificazione. È necessaria una riqualificazione della cultura della democrazia, fatta da scuola e media. Serve un pensiero forte». Per ricostruire la coscienza della democrazia stessa, libera da false promesse e condanne di altrettanto falsi privilegi. 

Ultimo aggiornamento: Venerdì 13 Aprile 2018, 16:51
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