Meloni e il centrodestra, FdI non cede agli alleati: dateci il 50% dei collegi

L'incontro a Montecitorio del centrodestra: Salvini e il Cav partono da posizioni molto distanti

FdI non cede agli alleati: dateci il 50% dei collegi

di Emilio Pucci

Prima l'accordo sulla premiership, poi discutiamo di collegi. Fratelli d'Italia vuole che venga sciolto subito il nodo su chi andrà a palazzo Chigi in caso di vittoria del centrodestra alle urne. Non si accettano veti, né non detti. Si respingono quelli che un big del partito definisce ricatti. «Perché - l'osservazione - non è che si può ancora una volta giocare a carte coperte. È finito il tempo dei governi giallo-verdi e dei governi tecnici. A decidere devono essere gli italiani».

Silvio Berlusconi frena Giorgia Meloni: «Con te candidata premier la coalizione perde voti»


Oggi al vertice della coalizione che si terrà alle 17 a Montecitorio, negli uffici della Lega, dovrebbe comunque arrivare un passo avanti. La decisione che dovrebbe essere presa è che ogni forza politica dell'asse indicherà il proprio candidato premier. L'attacco a tre punte. Forza Italia punta su Antonio Tajani, la Lega su Matteo Salvini e FdI su Giorgia Meloni. Il patto è che chi prende più voti indica il candidato premier. Il leader ex lumbard lo ripete da tempo, FI frena perché - questa la tesi - intende recuperare l'elettorato moderato, il timore è che rilanciando subito la regola che vige nel centrodestra una parte degli elettori non si sentirebbe rappresentata. Ma non ci sono pregiudiziali, la premessa.

 


I SEGGI
Tuttavia al tavolo Berlusconi e Salvini vorranno discutere anche di seggi. La proposta del Cavaliere è quella di assegnare alle tre più grandi forze politiche dell'alleanza il 33% e fare in modo che il partito azzurro si faccia carico di Noi con l'Italia (ieri Lupi ha presentato il nuovo simbolo, «siamo - ha spiegato - un pilastro del centrodestra») e dell'Udc. Ma la Meloni vuole che si parta dai sondaggi attuali secondo i quali Fratelli d'Italia rappresenta il 50% e oltre dei voti della coalizione. FI e Lega non ci stanno. Chiedono di considerare gli ultimi risultati storici, di fare una media ponderata con le Europee e le scorse politiche. E di basarsi in ogni caso sui sondaggi regionali. Questo vuol dire - per spiegarla con le parole di un big leghista - che Fratelli d'Italia al nord deve abbassare le pretese. «Perfino in Veneto - osserva un altro esponente ex lumbard - chiedono l'impossibile». «Noi possiamo arrivare al 45% ma non possiamo scendere di più», taglia corto un esponente di primo piano di Fdi. La battaglia dunque è appena cominciata. E il nodo sui collegi non dovrebbe sciogliersi oggi, perlomeno è questa la strategia di Fratelli d'Italia che prima vuole rassicurazioni sul nodo della premiership. «Altrimenti non ha senso governare insieme», ha detto a chiare lettere la Meloni due giorni fa.
Ma sia Salvini che Berlusconi non credono affatto che la presidente di Fdi voglia strappare. Si porrebbe in un autoisolamento pericoloso, ne andrebbe della sua credibilità, il ragionamento. Il Cavaliere e l'ex ministro dell'Interno invocano un patto contro la sinistra. «La sinistra con il Rolex», la chiama il presidente di FI. «Nessuno vuole perdere e da soli non si vince», il refrain dell'ex premier. Il convincimento dei due leader è che Fratelli d'Italia non potrà quindi sottrarsi ad un accordo. Ma la Meloni vuole che l'intesa sia chiara, che si parta per esempio da un patto anti-inciucio. E che non ci siano giochetti né ora né dopo il voto.


I SOSPETTI
Il clima è quello dei sospetti ma nella coalizione comunque si tenterà di far partire la campagna elettorale con un messaggio di unità. Il problema è che la corsa al posto al sole è partita e, per esempio, in FI - dove c'è sempre il nodo-Carfagna e la possibilità che il Cavaliere apra anche a volti nuovi - c'è il timore di venire esclusi. Per quanto riguarda la coalizione al momento è previsto che ogni partito del centrodestra presenti il suo programma ma l'obiettivo è quello di arrivare a un documento unitario. La delegazione leghista all'incontro sarà composta, oltre che da Salvini, anche dal vice segretario Giancarlo Giorgetti e dal vice presidente del Senato Roberto Caderoli, esperto leghista di leggi elettorali e collegi. Con Berlusconi saranno presenti il coordinatore nazionale di FI Tajani e la responsabile per i rapporti con gli alleati Licia Ronzulli. Mentre Meloni sarà accompagnata dal vice presidente del Senato Ignazio La Russa. All'incontro non si parlerà di regionali. Per il giorno dopo Fdi ha convocato una direzione nazionale. «Senza un'intesa noi andiamo da soli», il ragionamento di un big del partito.
 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 27 Luglio 2022, 05:50
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