Mara Carfagna: «Laboratorio per i moderati, ma non sosterremo mai Conte»
di Barbara Jerkov

Mara Carfagna: «Laboratorio per i moderati, ma non sosterremo mai Conte»

«Sgombriamo subito il campo da possibili equivoci».

Sgombriamo, onorevole Mara Carfagna.
«La nostra associazione, Voce libera, non è né un partito né una corrente di FI. E noi non siamo i nuovi responsabili che sosterranno il Conte bis».

E cosa siete allora?
«Un’associazione che nasce per mettere insieme idee e persone che vanno oltre anche la cerchia dei parlamentari o dei dirigenti di partito. E per mettere anche un po’ di benzina nel motore della politica del motore di centrodestra. Perché il centrodestra italiano non può vincere solo di “morte all’Europa” o di “stop ai barconi”, ma deve saper offrire soluzioni serie alle sfide globali con cui facciamo i conti».

Mi faccia riassumere: noi siamo altro da Salvini. Giusto?
«Questa sarebbe l’ambizione di un partito e noi, lo ripeto, non siamo un partito. Siamo una sorta di laboratorio per coinvolgere personalità anche sterne al nostro mondo per elaborare proposte su temi concreti».

Non mi ha risposto sul vostro rapporto con Salvini, però.
«Io penso che lui abbia bisogno di un’area moderata, liberale, garantista, europeista di sana e robusta costituzione per essere sicuro di vincere le elezioni e anche per rassicurare l’Europa e i mercati. Però, ripeto, questo è un discorso che riguarda un partito, e Voce libera non nasce come partito ma per andare oltre i recinti dei partiti».

Andare oltre fino a sostenere magari singoli provvedimenti del governo rosso-giallo?
«No, no, no. Questa associazione si propone di dare voce all’Italia moderata, liberale, riformista, europeista e quindi aderirà chiunque ne condivida spirito e obiettivi. Ci saranno anche persone aderenti a partiti diversi, ma sempre appartenenti a questo perimetro ideale, così come personalità che non fanno parte di nessun partito. Perché l’obiettivo è aprire, costruire ponti e dare voce a un’Italia plurale e non confinata dentro determinati steccati».
 
Lo sa, vero, che dentro FI sono in tanti a guardare a lei come l’anti-Salvini?
«E’ chiaro che sto ricevendo attenzione da molti colleghi che vogliono dare una mano, mi preoccuperei se fosse il contrario. Ma a tutti dico: non è una corrente di FI né tantomeno un partito, perché io un partito ce l’ho già ed è FI».

E allora perché questa stessa mission di “aprirsi” non può essere condotta semplicemente da FI ma serve un nuovo soggetto?
«Perché sicuramente FI attraversa un momento di difficoltà, il mondo di FI è preoccupato da tempo non solo per il declino elettorale ma anche per la sensazione che FI si sia un po’ rassegnata ad essere il terzo partito della coalizione. Chi non si rassegna all’attuale 6% prova a lottare, per difendere la voce dei liberali italiani che negli ultimi mesi è diventata troppo flebile e rischia di lasciare spazio a una deriva sovranista ed estremista».

E’ vero che avete contatti con Renzi e Calenda?
«Assolutamente no. Stiamo ricevendo già tante adesioni anche oltre FI ma tutto abbiamo in mente fuorché dar vita a un progetto di “responsabili per Conte”. Non abbiamo nulla a che fare con eventuali operazioni di palazzo, per essere ancora più chiara: io non sosterrò mai questo governo. Penso che sia dannoso per il Paese. Era difficile fare peggio del Conte 1 eppure ci stanno riuscendo».

Sarà una delusione per chi pensava che ci fosse una costola di FI pronta a staccarsi, guidata da lei, per sostenere il governo e la legislatura.
«Voglio stroncare senza se e senza ma questa suggestione».

E quindi qual è la prospettiva?
«L’associazione serve a dare idee nuove che faranno bene al centrodestra e a FI. Ci sono già alcuni progetti pronti. Penso ad alcune campagne sul tema dell’occupazione femminile, sulla giustizia, sul Sud. Ma penso anche a offrire soluzioni concrete per sbloccare la stagnazione economica. Molti italiani non credono più alla politica perché alimenta le paure ma non le affronta».

E Berlusconi in tutto questo? 
«Offrire idee, proposte praticabili alle grandi emergenze del Paese, è esattamente quello che voleva fare il presidente con l’Altra Italia. L’Altra Italia è un’idea forte che non ha avuto ancora piena realizzazione. Spero che succeda. In questo momento dobbiamo temere solo l’immobilismo, non certo lo sviluppo di nuove iniziative».

Appunto, c’è anche l’Altra Italia. Perché serviva un ulteriore pensatoio se l’obiettivo non fosse a un certo punto mettervi in proprio?
«Vede, la nostra è una grande scommessa. I partiti nascono da lunghi processi e devono poggiare sul consenso popolare, ma lo spirito con cui affrontiamo questa avventura è l’ottimismo e l’euforia. Poi naturalmente vedremo dove questa scommessa ci porterà».

Quindi, soprattutto se si voterà col proporzionale, Voce libera potrebbe presentarsi?
«Non si sa né quando né con che sistema si voterà. Al momento non è proprio all’ordine del giorno».

Francesca Pascale da un po’ di tempo non smette di elogiarla. Sarà anche lei dei vostri?
«Francesca Pascale non va tirata per la giacca, la sua è una posizione delicata. Ha espresso in maniera coraggiosa  e libera le sue idee, ha tutto il diritto di farlo, ma non va strumentalizzata».
Ultimo aggiornamento: Domenica 15 Dicembre 2019, 16:18
© RIPRODUZIONE RISERVATA