Manovra, oggi l’esame dei leader. Conte incontra Macron e Rutte

di Alberto Gentili
Sono ore difficili per Giuseppe Conte. Il premier è a Bruxelles con una consegna rigidissima e senza margini dettata da Matteo Salvini e Luigi Di Maio: «La manovra economica non si cambia». Peccato che Angela Merkel ed Emmanuel Macron, Jean-Claude Juncker e Mark Rutte, solo per citare alcuni protagonisti, chiedano proprio il contrario. Vorrebbero che quella manovra di bilancio venisse rivisitata e corretta. Perché aumenta il deficit e il debito il prossimo anno, mentre a giugno Conte aveva promesso di ridurli. Perché quei numeri, contro cui il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha lottato, sono una palese violazione delle regole della moneta unica.

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Oggi, prima del pranzo dei leader dell’eurozona, Conte proverà a sminare il campo e a rendere il successivo processo meno duro, incontrando Macron e il leader olandese Rutte che aveva fatto sapere di voler affrontare in plenaria la questione delle «violazioni italiane». Il premier dirà che la manovra favorisce la crescita, che grazie alla crescita nel 2021 il debito calerà di 4 punti. Soprattutto allargherà le braccia: “i leader del governo non intendono correggere nulla”. Una posizione difficile da gestire. E resa ancora più difficile dalla tempesta che a Roma si è innescata sul condono fiscale, con accuse velenose e sospetti pesanti tra 5stelle e Lega: una maggioranza ben oltre l’orlo di una crisi di nervi.
 

C’è un brutto clima, per il governo italiano, a Bruxelles. Ormai viene data per scontata la bocciatura della manovra da parte della Commissione e l’apertura di una procedura di infrazione per deficit eccessivo. E allo stesso tempo tutti sanno che Salvini e Di Maio di quella sanzione se ne infischiano, pronti ad appuntarla sul petto nella campagna elettorale per le elezioni europee di maggio. Così l’obiettivo di tutti sembra essere uno solo: evitare una tempesta finanziaria e il rischio contagio agli altri Paesi che potrebbe ferire gravemente la moneta unica. E poi aspettare che passi la stagione elettorale. Fino ad allora a Bruxelles, fino a giugno, sarà tutto fermo e cristallizzato. Ogni dossier bloccato, compreso quello sui migranti. 
Giovedì 18 Ottobre 2018 - Ultimo aggiornamento: 13:03
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