Grillo, la proposta "sortition": «Basta elezioni, estraiamo i politici a sorte»

Grillo, la proposta "sortition": «Basta elezioni, estraiamo i politici a sorte»

Stop ai politici di professione. Il futuro delle assemblee rappresentative sta in una parola: «sortition». Beppe Grillo rilancia dal suo blog «l'intuizione» di Brett Hennig, che teorizza la «selezione casuale» come mezzo per rinnovare e rendere davvero democratico l'esercizio della politica.

«Sembra assurdo - riflette - ma pensateci un attimo. Le selezioni dovrebbe essere equa e rappresentativa del Paese. Il 50% sarebbero donne. Molti sarebbero giovani, alcuni vecchi, altri ricchi, ma la maggior parte di loro sarebbero gente comune. Sarebbe un microcosmo della società. Tuttavia, ci sarebbe un importante effetto collaterale: se sostituissimo le elezioni con il sorteggio e rendessimo il nostro parlamento veramente rappresentativo della società, significherebbe la fine dei politici e della politica come l'abbiamo sempre pensata
».

E ancora: 
«Non è così pazza come idea. La selezione casuale è stata un elemento chiave del modo in cui si è svolta la democrazia nell'antica Atene, dove le elezioni erano considerate dei "dispositivi aristocratici" e che "i politici di carriera erano una cosa da evitare". Il 'laboratoriò per l'applicazione di questa teoria, potrebbe essere il Senato. «Forse - azzarda il garante del M5S - il primo passo sarebbe una seconda camera nel nostro parlamento (...) un senato dei cittadini, se volete».

Intanto il comitato di garanzia del M5S ha approvato il nuovo "regolamento per il trattamento economico dei portavoce eletti nel Parlamento italiano, nel Parlamento europeo e nei Consigli regionali", pubblicandolo sul blog. Ecco cosa prevede: "Il taglio delle indennità e dell'assegno di fine mandato - scrivono i 5stelle - il rinnovato impegno a superare il privilegio dei vitalizi, sostituendolo con una pensione calcolata come per qualsiasi lavoratore, la rinuncia a qualsiasi doppie indennità o rimborsi per altre cariche istituzionali ricoperte e la trasparente e regolare rendicontazione delle indennità, dei rimborsi". E ancora: "Nello specifico, i parlamentari dovranno restituire almeno 2.000 euro al mese e potranno trattenere un importo forfettario di 3.000 euro mensili, che diventano 2.000 per chi risiede in Provincia di Roma. Per cosa? Per far fronte alle spese di soggiorno, vitto, trasporti e telefoniche".

Giovedì 28 Giugno 2018, 11:43
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