Beppe Grillo insiste: «La Tav è un progetto senza senso». E i No Tav fanno partire la diffida
di Stefania Piras

Beppe Grillo insiste: «La Tav è un progetto senza senso». E i No Tav fanno partire la diffida

Due post in un solo giorno. Neppure la domenica di luglio più calda dell'anno ferma il Garnate del M5s. Beppe Grillo sulla sua bacheca social ha dedicato ben due post contro i cantieri dell'alta velocità Torino-Lione. Ha capito che il destino della Tav è incerto, che nelle maglie del contratto di governo lo stop non c'è e quindi la ridiscussione promessa e controfirmata dagli esponenti del Movimento 5 stelle non significa certo il blocco dei cantieri. Il blocco c'era e poi è stato tolto per volere del Carroccio. Al tavolo di scrittura del contratto peraltro c'era l'attuale viceministro dell'Economia Laura Castelli con un passato da No Tav. 

«É un progetto senza senso. Appartiene al secolo passato, è vecchio, anacronistico, inutile. E a tutte le fandonie che sento che dedico queste semplici 9 risposte alle falsità che si sentono a proposito», ha scritto Grillo.

Poche ore prima insisteva: «Si è tornato a parlare di TAV, un'opera che appartiene allo scorso secolo, al passato, che rappresenta un mondo che non c'è più, un modo di fare economia e creare posti di lavoro che non ha più senso. Ecco le 9 “verità” che ancora circolano sulla Tav». E di seguito sul blog ha pubblicato i nove motivi per non assecondare il cantiere. Motivi che aveva già esposto nel suo blog il 13 dicembre 2005. 

Intanto i No Tav hanno fatto partire una lettera ai vertici Telt, la società incaricata di costruire e gestire la Tav, per diffidarli dall'avviare gli appalti della Torino-Lione. La protesta No Tav, che ieri ha portato un migliaio di persone a manifestare nei pressi del cantiere di Chiomonte, si affida ora alle carte bollate. Cinque pagine, indirizzate per conoscenza anche ai governi di Italia e Francia e alla Corte dei Conti, in cui gli oppositori al supertreno mettono nero su bianco i motivi per cui - a loro dire - non vanno portati avanti i lavori della nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità. «Noi non ci fidiamo delle dichiarazioni ai giornali, non ci fidiamo di Facebook, di Twitter o dei selfie», sottolinea Alberto Perino, storico leader No Tav, che illustra il documento nell'ultimo giorno di Alta Felicità, il festival di Venaus. «In questo momento di estrema incertezza al governo - aggiunge - chiediamo fatti. Se si vuole fermare la Tav, si devono bloccare gli appalti». Domani, in una conferenza stampa organizzata da Confindustria, il sistema produttivo piemontese si schiererà compatto a favore dell'opera che il vicepremier Di Maio vorrebbe invece rivedere con la Francia perché, dice, è un progetto vecchio di trent'anni. In questo caso, il governatore Chiamparino ha già annunciato l'intenzione di indire un referendum popolare. «Ma quale referendum - dicono i No Tav che in questi giorni hanno affollato la Valle di Susa - sono anni che diciamo no a questo scempio, sanno già che cosa pensano i cittadini». La diffida ai vertici Telt, accusati dai No Tav di «conflitto di interessi», punta il dito contro i finanziamenti: «non c'è certezza dei fondi», sostiene Perino. Che accusa la società della Torino-Lione anche di avere affidato la certificazione dei costi ad un soggetto «che non è indipendente». «Non facciano partire altri appalti - conclude - altrimenti siamo pronti ad intraprendere azioni legali nei loro confronti».

 
Domenica 29 Luglio 2018, 18:48
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