Green Pass per bar, locali e matrimoni: quando serve
di Francesco Malfetano

Green Pass per ristoranti, bar e matrimoni: ecco quando serve e quando no. Tutte le regole

Non più solo matrimoni. A partire dal 6 agosto il Green Pass, ottenuto anche con una sola dose di vaccino, sarà obbligatorio anche per accedere a bar e ristoranti. Solo al chiuso però. Il lasciapassare infatti non è necessario se si ha intenzione di consumare solo un caffè al bancone o se il locale in questione ha uno spazio esterno. A stabilirlo è stato il decreto varato ieri dal Consiglio dei Ministri e presentato in conferenza stampa dal premier Mario Draghi. Il testo peraltro - oltre a definire con esattezza in quali attività è possibile entrare solo se in possesso di un tampone (anche antigenico) con esito negativo nelle ultime 48 ore, di un certificato di guarigione dal Covid19 emesso negli ultimi 6 mesi e ovviamente di almeno una dose di vaccino somministrata da più di 14 giorni - ribadisce anche chi e come bisognerà effettuare i controlli. Oltre che in quali sanzioni si rischia di incappare qualora si violasse le disposizioni.

 

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Green Pass, ecco quando serve e quando no


Andiamo però con ordine. Come spiegato anche dal ministro della Salute Roberto Speranza, il Green Pass sarà obbligatorio per tutti coloro che hanno intenzione di consumare un pasto seduti al tavolo all’interno di un ristorante (dove comunque dovranno essere rispettate tutte le indicazioni di distanziamento e gli obblighi imposti fino ad oggi, come la mascherina). Se invece si trova posto all’esterno non c’è alcun obbligo. La medesima regola è valida ovviamente anche per i bar che, in più, hanno dalla loro la possibilità di non richiedere il documento ai clienti che consumano al bancone. Al pari delle feste private come i banchetti matrimoniali inoltre, a dotarsi della certificazione non devono essere solo sposi e clienti ma anche tutto il personale.

 

 

Tanto in sala quanto in cucina in pratica, bisognerà che siano tutti vaccinati. Sarà cura del titolare verificarlo altrimenti, come specificato all’interno del decreto, non solo si rischia di incappare in una sanzione pecuniaria dai 400 ai mille euro (la stessa destinata eventualmente ai clienti) ma soprattutto, in caso di recidiva in 3 differenti giorni, il gestore del locale rischia la chiusura dell’attività per un periodo compreso tra 1 e 10 giorni.

 

 

I controlli

È evidente quindi che, per l’accesso agli spazi interni, deve essere sua premura utilizzare l’app VerificaC19 del ministero della Salute per verificare la validità del pass dei propri clienti. La procedura è semplice sia per questi ultimi che per gli esercenti. I clienti dovranno solo mostrare il proprio Qr Code ai gestori in modo che questi possano inquadrarlo. Sull’app in dotazione agli esercenti comparirà quindi una spunta verde in caso affermativo (o un segnale rosso in caso negativo) con il nome e la data di nascita del cliente. A quel punto, come spiegato dal decreto legge pubblicato in gazzetta ufficiale il 17 giugno scorso, il gestore dovrà controllare che i dati anagrafici della persona coincidano con riportati dall’app. Il tutto in pochi istanti. Così ci si potrà godere in sicurezza il proprio pranzo.

 

 

 

 

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Sabato 24 Luglio 2021, 09:51
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