Governo, le ipotesi: Conte ter stabile, Mario Draghi in crescita (in corsa Cartabia e Cottarelli)

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di Francesco Malfetano

Il nuovo ultimatum è martedì. Restano infatti poco più di 72 ore al presidente della Camera Roberto Fico per portare "esplorare" il sentiero che porta a un terzo governo Conte. Il mandato ricevuto ieri da Sergio Mattarella però, ovviamente è solo una linea d'indirizzo. La crisi politica è tutt'altro che risolta e, al netto di strategie e dichiarazioni dei protagonisti, le carte sul tavolo sembrano ancora non essere pronte a rientrare nel mazzo. 

Ma andiamo con ordine, nel borsino della crisi ora si punta tutto sul grande ritorno di Italia Viva nella maggioranza, a sostegno quindi di un terzo governo Conte. Ieri, davanti al capo dello Stato, il Movimento 5 stelle non ha infatti posto alcun veto su Matteo Renzi, lasciando la porta socchiusa per il rientro del gruppo guidato dal senatore di Rignano. Difficile - ma solo in questo momento - che la maggioranza così ricreata possa finire con il sostenere un nome diverso da quello dell'attuale presidente del Consiglio. I vari cinquestelle Di Maio o proprio Fico circolati nei giorni scorsi, sono ritenuti troppo divisivi all'interno del Movimento stesso. Il rischio che questo deflagri in più correnti senza una figura per loro totalizzante come Conte è molto elevato. Per giunta si sono già spaccati anche su Italia Viva, con 10 senatori fermamente contrari. In ogni caso, almeno per ora, risulta quindi congelata l'opzione di un altro governo giallorosso senza il suo attuale premier.

Governo istituzionale e larghe intese


In attesa di capire come andrà la vicenda e se Fico riuscirà nel suo compito, restano sullo sfondo tutta una serie di altri scenari. Il primo, e più probabile nel caso che la strategia del mandato esplorativo al presidente della Camera risulti fallimentare, è quella di un governo istituzionale. Senza i numeri infatti, servirà ancora più "responsabilità" da parte della maggioranza per individuare delle figure aggreganti. Tra queste, come rilanciato da Renzi al Colle, la candidatura al momento più forte è quella di Mario Draghi.

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L'ex presidente della Bce però, secondo alcuni, potrebbe pure non essere in lizza per il ruolo di premier ma per diventare ministro dell'Economia e, quindi, interpretare un ruolo centrale nella gestione dei soldi in arrivo dall'Europa con il Next Generation Eu. Un "compromesso" che terrebbe anche in caldo la sua candidatura a presidente della Repubblica per il 2022. Al netto di ciò, i nomi che circolano per il ruolo di premier sono tanti e vanno dall'ex presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia al direttore dell'osservatorio Conti Pubblici Carlo Cottarelli

Governissimo, responsabili, elezioni


Altri scenari in questa fase sono considerati ben meno probabili. Un governissimo ad esempio, è stasto bocciato dal centrodestra che ha ribadito di voler andare al voto e di non essere disposto ad appoggiare altre maggioranze. Allo stesso modo pare tramontata l'idea dei responsabili a sostegno di Conte. Più volte evocati infatti, non si sono mai palesati e ne servirebbero almeno 14 o 15 al Senato per riportare la discussione al centro dell'attenzione. Lontana per il momento, anche la possibilità che si torni al voto. Lo chiede appunto solo il centrodestra, per cui le altre opzioni paiono più probabili. 


Ultimo aggiornamento: Sabato 30 Gennaio 2021, 13:47
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