Giustizia, Cartabia: «La riforma del Csm è fondamentale, rispettare scadenza»

La Guardasigilli è a Palazzo Madama per illustrare la relazione sull'amministrazione della Giustizia

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Il ministro della Giustizia Marta Cartabia è in Aula al Senato per presentare la relazione sull'amministrazione della Giustizia. Dal sovraffollamento delle carceri alla riforma del Csm e i femminicidi: sono tanti i temi, spinosi, emersi nella relazione.

Perché il ministro Vittorio Colao e la ministra Marta Cartabia sono considerati continuatori dell’agenda Draghi senza Draghi e figure di garanzia per il cammino del Pnrr e il varo delle riforme connesse 

Vediamo le dichiarazioni della Guardasigilli oggi in Senato.

Riforma Csm - «Sono certa che nelle prossime settimane potremo progredire nella scrittura anche di questo atteso capitolo di riforma, che il Pnrr ci impegna ad approvare entro il 2022. La Camera ha già calendarizzato la discussione in aula e quella scadenza dovrà essere rispettata. Per parte mia continuerò, come ho fatto nei mesi scorsi e come ben sanno tutti coloro con cui ho avuto interlocuzioni sul tema, a dare la mia massima disponibilità per accelerare il corso di questa riforma e per sollecitarne l'esame da parte dei competenti organi del Governo».La ministra ha definito la riforma «fondamentale». Cartabia ha ricordato che la riforma del Csm è stata «ancora di recente» sollecitata dal Presidente della Repubblica oltre che da alcune forze politiche. E che il disegno di legge delega è già incardinato alla Camera su iniziativa del precedente Governo. E gli emendamenti governativi, proposti al termine di «più occasioni di confronto con i responsabili giustizia delle varie forze politiche» e più interlocuzioni con Anm, Csm e avvocatura «sono oggi all'attenzione del Governo».

Il Consiglio superiore della Magistratura è l' organo di amministrazione della giurisdizione e di garanzia dell’autonomia e dell’indipendenza dei magistrati ordinari. Ha rilevanza costituzionale ed è presieduto dal Presidente della Repubblica.

 

Giustizia tributaria - «Entro il 2022 dovremo portare a termine anche la riforma della giustizia tributaria, a cui stiamo lavorando insieme al Mef», è un passaggio della relazione sull'amministrazione della giustizia da parte della ministra Guardasigilli. «Delega penale, delega civile, minori e diritto di famiglia, insolvenza: sul piano delle riforme tanto lavoro è stato fatto; molto altro lavoro ci attende», ha aggiunto Cartabia. 

Sovraffollamento carceri è arrivato al 114% -  Il primo e più grave tra tutti i problemi delle carceri «continua ad essere il sovraffollamento: ad oggi su 50.832 posti regolamentari, di cui 47.418 effettivi, i detenuti sono 54.329, con una percentuale di sovraffollamento del 114%. È una condizione che esaspera i rapporti tra detenuti e rende assi più gravoso il lavoro degli operatori penitenziari, a partire da quello della polizia penitenziaria, troppo spesso vittima di aggressioni», ha sottolineato la ministra nella sua relazione. 

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Alcune carceri «non sono degne del nostro Paese e della nostra storia. Venerdì scorso, sono stata al carcere di Sollicciano a Firenze e ho potuto vedere di persona le condizioni indecorose di questo, come di altri istituti, nonostante la manutenzione straordinaria in atto. Indecoroso e avvilente per tutti. E non a caso, sono tantissimi gli episodi di autolesionismo, mentre questo 2022 registra già drammaticamente cinque suicidi. Vivere in un ambiente degradato di sicuro non aiuta i detenuti nel delicato percorso di risocializzazione e di certo rende più gravoso il già impegnativo lavoro di chi ogni mattina varca i cancelli del carcere per svolgere il suo lavoro».Lo ha detto la ministra della Giustizia Marta Cartabia al Senato.

«Se vogliamo farci carico fino in fondo dei mali del carcere, in primo luogo perché non si ripetano mai più episodi di violenza, ma più ampiamente perché la pena possa davvero conseguire la sua finalità, come prevista dalla Costituzione, occorre concepire e realizzare una strategia che operi su più livelli: gli improcrastinabili investimenti sulle strutture penitenziarie, un'accelerazione delle assunzioni del personale, una più ricca offerta formativa per il personale in servizio e la diffusione dell'uso delle tecnologie, tanto per le esigenze della sicurezza, quanto per quelle del 'trattamentò dei detenuti», ha detto Cartabia.

Processi troppo lunghi - «Processi irragionevolmente lunghi rappresentano un vulnus per tutti». Per questo« l'azione del Ministero della giustizia è stata orientata con determinazione verso un obiettivo che ho ritenuto cruciale: riportare i tempi della giustizia entro limiti di ragionevolezza». Con uno «sforzo» rivolto «in linea di continuità con l'azione del precedente governo» ad «assicurare le necessarie risorse umane, materiali, strumentali, per permettere alle procure e ai giudici lo svolgimento della loro altissima funzione», ha detto Cartabia. Un intervento aperto con il ricordo della lettera ricevuta l'8 marzo scorso dalla madre di una vittima sul lavoro che le segnalava le difficoltà di celebrare il processo sulla morte del figlio e il suo timore di morire prima di vederne la fine. Per la ministra dunque i processi troppo lunghi sono una sconfitta per tutti. «Per gli indagati e per gli imputati, che subiscono oltre il necessario la pena del processo e il connesso effetto di stigmatizzazione sociale. Per i condannati, che si trovano a dover eseguire una pena a distanza di tempo, quando ben possono essere - e per lo più sono - persone diverse da quelle che hanno commesso il reato. Per gli innocenti, che hanno ingiustamente subito oltre misura il peso di un processo che può aver distrutto relazioni personali e professionali. E soprattutto per le vittime e per la società, che non ottengono in tempi ragionevoli un accertamento di fatti ed eventuali responsabilità, come è doveroso in un sistema di giustizia che aspiri ad assicurare la necessaria coesione sociale».

«All'Italia non si chiedono interventi "tampone" destinati a esaurirsi nell'orizzonte temporale del Piano (Pnrr), ma uno sforzo preordinato ad un miglioramento definitivo. Del resto, sappiamo bene che la modernizzazione e l'efficienza del sistema giudiziario incidono direttamente sulla solidità economica del Paese: tra gli studi, uno recente di Banca d'Italia stima che la riduzione della durata dei processi di circa il 15% porti all' aumento di almeno mezzo punto percentuale del Pil. E inoltre la maggiore efficienza del sistema giudiziario stimola gli investimenti interni ed esterni e indirettamente migliora le condizioni di finanziamento per famiglie e imprese. Anche questa la posta in gioco, dunque», ha spiegato la ministra Cartabia. 

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Siamm - Il ministero della Giustizia punta sulla digitalizzazione, la cui qualità «condiziona già oggi e condizionerà sempre di più la qualità della risposta dei servizi della giustizia, e la sua tempestività». Lo ha evidenziato la ministra che tra i tanti interventi in corso ha citato «il recentissimo avvio del nuovo applicativo Siamm Pinto digitale»: una piattaforma per le procedure di pagamento degli indennizzi dovuti per la violazione della ragionevole durata del processo, e un progetto per risolvere il nodo dei cosiddetti «tempi del carrello», cioè «i tempi, a volte davvero troppo lunghi , di transito del procedimento da un grado all'altro del giudizio». «Un tempo che - ha aggiunto - in talune realtà si misura in termini di mesi, se non di anni. Un tempo solo sprecato, a danno di tutti». Questo progetto, selezionato dalla Dg Reform della Commissione europea, punta a risolvere il problema dei «tempi di attraversamento del fascicolo» e «potrà portare un grande beneficio proprio alla durata dei giudizi di appello, uno degli snodi più critici del sistema».

Ergastolo ostativo - «In materia di giustizia penale, tra le riforme ancora da attuare non possiamo dimenticare quella sul 4-bis della legge sull'ordinamento penitenziario, che so essere di prossima discussione in Commissione giustizia alla Camera: a maggio scadranno infatti i 12 mesi di tempo dati dalla Corte Costituzionale al Parlamento per intervenire sulla materia, nel rispetto dei principi costituzionali e salvaguardando le specificità e le esigenze del contrasto soprattutto alla mafia e alla criminalità organizzata in generale», ha spiegato Cartabia parlando della riforma dell'ergastolo ostativo.

Giulio Regeni - «Ci stiamo adoperando per assicurare alle nostre autorità giudiziarie ogni supporto perché possa svolgersi il processo sul caso Regeni». Lo ha assicurato la ministra della Giustizia Marta Cartabia parlando al Senato.

Donne uccise - «Troppi i casi di violenza sulle donne, troppi i femminicidi, troppe le violenze sui bambini, troppi i drammi che originano in ambito domestico di cui abbiamo notizia quotidianamente. 'Una vera barbariè, ha giustamente detto qualcuno di voi». È questo uno dei passaggi dell'intervento della ministra della Giustizia Marta Cartabia al Senato. 

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Corruzione - «Dobbiamo ancora perfezionare il recepimento, ed è necessario farlo il prima possibile, della direttiva sul whistleblowing, prezioso strumento di contrasto alla corruzione, in parte già presente nel nostro sistema grazie agli interventi normativi varati nel 2012 e nel 2017», ha detto la Guardasigilli sottolineando che la corruzione richiede «attenzione» e richiamando le parole sul tema del capo dello Stato. «C'è una costante preoccupazione sulla piaga della corruzione, che richiede continua attenzione, per la sua capacità di divorare le risorse pubbliche e minare il rapporto di fiducia tra Stato e cittadini, come ebbe a sottolineare il presidente della Repubblica». 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 19 Gennaio 2022, 11:12
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