Giulia Sarti, spunta la chat con l'ex: «Tesò, Rocco dice che devo denunciarti»

di Michela Allegri e Valentina Errante

ROMA Addossare al compagno tutte le responsabilità per salvare il Movimento. «Tesò le Iene hanno i nomi da mesi e mi hanno chiesto se denuncio te, perché mi stanno chiedendo come uscire da questa storia. Io ho detto di no, mi piglio tutta la colpa io». Così Giulia Sarti scrive nel febbraio 2018 all'allora fidanzato Andrea De Girolamo, al secolo Tibusche Bogdan, quando all'interno dei Cinquestelle comincia il terremoto per i mancati versamenti al Movimento da parte dei parlamentari.

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E quando il caso è già diventato una bufera e lui chiede alla donna se davvero siano le Iene a sollecitare la denuncia, la Sarti risponde: «No, no, me l'ha chiesto Ilaria (Loquenzi ndr) con Rocco (Casalino ndr) per salvarmi la faccia. Sono fuori». Di lì a poco, però, lo avrebbe accusato di appropriazione indebita additandolo come il responsabile delle mancate dazioni previste dal regolamento. È una desolante vicenda privata, con pesanti ripercussioni politiche, quella che emerge dalla richiesta di archiviazione dei pm di Rimini Davide Ercolani ed Elisabetta Melotti. Bogdan, il tecnico informatico che avrebbe dovuto salvare la parlamentare dopo che le sue foto, molto private, erano state trafugate e diffuse online, ha gestito davvero i soldi della donna, versando migliaia di euro alla sua vera compagna, ma la parlamentare ne era consapevole. Di più. I pm precisano: «Gli chiedeva continui consigli e valutazioni sulle proprie questioni private e quelle relative alla vita politica».

I SOLDI
Il decreto di archiviazione della procura ripercorre l'origine di quella che la Sarti credeva essere una storia d'amore. Quando nel 2013 le foto intime della parlamentare sono finite online, Angelo Tofalo, attuale sottosegretario alla Difesa, le presenta il tecnico informatico residente a Salerno, che si trasferisce a Roma per proteggerla. Di lì a poco la parlamentare stringerà un rapporto sempre più stretto con Bogdan, tanto da ospitarlo in casa sua, pagargli vitto, alloggio, spese telefoniche e affidargli i suoi conti, con tanto di password. La gestione è totalmente nelle mani del tecnico informatico, che spende i soldi della Sarti, a suo dire con il placet della parlamentare. Circostanze che, per la procura, sono confermate dalle conversazioni tra i due. Anche i bonifici al Movimento sarebbero rientrati in quella fiducia totale.

LA LETTERA
«Sono fuori, abbiamo sbagliato, è andata così. Amen. Abbiamo sbagliato... Devo scrivere un'email subito, ti mando il testo prima di inviare». Così il 13 febbraio 2018 la Sarti parlava con quello che, nonostante tutto, riteneva il fidanzato. Poi gli inviava la bozza della mail, indirizzata ai vertici del Movimento, per avere un consiglio. «23.483,81. Non ci sono parole, caro Matteo e caro Luigi, ho verificato ora tutti i versamenti effettuati dal 2013 ad oggi. La situazione è molto grave mi scuso per non averla controllata prima». Segue l'elenco dei bonifici eseguiti e quelli prima effettuati e poi cancellati. «La considero una palese violazione delle nostre regole - aggiunge la donna - Affronto tutto quello che c'è da affrontare... il Movimento viene prima di qualsiasi altra cosa. Ditemi se devo fare un post, un video o altro per sospendermi o per autoaccusarmi di coglioneria». Bogdan replicava: «Perfetta». E la parlamentare: «Niente attacchi di panico, mici, lucidità e onestà sempre». Andrà diversamente. «Mi stanno tempestando», dirà poco dopo ancora in chat. E poi: «Devo scrivere un post e Ilaria lo controlla». Il giorno seguente tutto cambia: «Ti devo denunciare, ci sono più di 12mila euro da ottobre a oggi che ti sei versato... non ci sono altre soluzioni». E lui risponde: «Ma denunciare per cosa? Mai preso un cent senza che tu lo sapessi... A te non servono i soldi indietro ti serve solo denunciare qualcuno». La storia la scrivono i pm, per i quali, però, Bogdan non ha responsabilità: dall'esame del materiale informatico «si evince come Bogdan avesse un importante ruolo nella vita politica e privata dell'onorevole Sarti, quest'ultima aveva piena fiducia nell'uomo e, oltre a commissionargli ogni incombenza riguardo alla gestione del conto, pagamento delle bollette, affitto ed altro, gli chiedeva continui consigli e valutazioni sulle proprie questioni private e quelle relative alla vita politica».

 
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 10:47
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