Giorgia Meloni, la nuova strategia (che paga): niente strappi in attesa del semestre bianco

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di Francesco Malfetano

Attacca gli avversari e pure gli alleati, poi stira ma non strappa l'alleanza, si indigna ma evita il muro contro muro: la Giorgia Meloni leader - per i sondaggi - del primo partito italiano non è più solo il volto e il motore dell'unica opposizione del governo Draghi. Veste i panni della stratega consapevole che urla e prove di forza sono importanti almeno quanto il saperle limitare: almeno per il momento. E così mentre l'amico Matteo Salvini vende caro ogni "zero virgola" che gli cede e fa di tutto per allentarne l'ascesa nel centrodestra, Meloni temporeggia e attende che scatti il semestre bianco le consenta di alzare i toni sull'esecutivo e che passino le elezioni comunali per rispondere alle bordate leghiste. 

 

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Giorgia Meloni, dalla Rai a Milano

Ora però è il momento di tenere il punto. Dopo il pantano del Copasir che l'ha costretta a una battaglia campale per portare Adolfo Urso alla presidenza, ora è di nuovo amareggiata. Così usa toni forti - non che sia una novità - e descrive «l’esclusione dal Cda Rai» come «un atto deflagrante sul piano istituzionale, ha conseguenze enormi sulla democrazia». Anzi fa in modo che sembri a rischio l’unità della coalizione nella corsa alla presidenza della Calabria e in altri Comuni dove ancora non si è definita un’intesa. Al punto che sono caduti nel vuoto i tentativi degli alleati (non i leghisti) per farla essere a Milano alla presentazione del candidato sindaco Luca Bernardo e «trovare una soluzione» come spiegano da Forza Italia.

 

 

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La decisione di disertare tra le polemiche (il «fatevi delle domande e datevi delle risposte» scandito dalla "sua" Daniela Santanché a pallazzo delle Stelline ieri, a Milano) è una richiesta ben precisa. Un "non dimentico" che senza dubbio, nell'ottica di un equilibrio ora utile anche alla Lega, le farà ottenere qualcosa. La presidenza della commissione di Vigilanza Rai oggi guidata dal senatore forzista Barachini magari, ma sempre dovendosi accontentare che passi il messaggio politico di una compensazione e non di una vittoria. D'altronde questo è il gioco delle tre carte che Salvini porta avanti da mesi nel centrodestra per evitare che i benefici di essere all'opposizione finiscano per pesare troppo all'interno dell'alleanza. Al punto che il leader del Carroccio le risponde: «Ci penserò io a garantire che i loro diritti non vengano violati». Un'uscita che però, finisce per far infuriare ancora di più la Meloni: «Vorrebbe “proteggerci” chi non riesce a proteggere nemmeno sé stesso dallo strapotere della sinistra? Non abbiamo bisogno di protezione», si è sfogata con i suoi secondo il Corriere. 

 

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Il testa a testa in pratica, non è per niente al capolinea. E lo testimoniano anche i sondaggi. Fratelli d'Italia è di nuovo il primo partito nelle intenzioni di voto degli italiani. Dopo il sorpasso di due settimane fa e il controsorpasso della Lega, la Meloni e i suoi sono infatti tornati in testa nella rilevazione Swg del Tg La7. Con 20,8% delle preferenze, ha pochi decimi di vantaggio su Salvini, ma tanto basta per dimostrargli che a lasciare gli equilibri così come sono e subire ogni tanto, è una strategia che paga. 

 


Ultimo aggiornamento: Domenica 18 Luglio 2021, 10:01
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