Eutanasia, i vescovi italiani tentano con l'ultimo appello: «Solo un atto di egoismo»
di Franca Giansoldati

Eutanasia, i vescovi italiani tentano con l'ultimo appello: «Solo un atto di egoismo»

Città del Vaticano - La Chiesa torna a fare sentire la sua voce contraria «al tentativo di introdurre nell’ordinamento pratiche eutanasiche». Nella riunione periodica i vescovi tornano sull'argomento spinoso che in queste settimane è stato al centro di appelli alle forze politiche e al governo. «È difficile non essere profondamente preoccupati rispetto alla possibilità di ammettere il suicidio assistito, promosso come un diritto da assicurare e come un’espressione della libertà del singolo. Anche se ammantate di pietà e di compassione, si tratta di scelte di fatto egoistiche, che finiscono per privilegiare i forti e far sentire il malato come un peso inutile e gravoso per la collettività» ha detto monsignor Stefano Russo, segretario generale della Cei, prendendo la parola al consiglio permanente. Russo chiama alla memoria le parole del Papa pronunciate solo tre giorni fa per ribadire che bisogna «respingere la tentazione – indotta anche da mutamenti legislativi – di usare la medicina per assecondare una possibile volontà di morte del malato, fornendo assistenza al suicidio o causandone direttamente la morte con l’eutanasia».

«Ricordare la dignità che rende intangibile ogni vita umana significa anche non arrendersi alla cultura del “prima noi e poi gli altri”: quando l’altro è persona bisognosa, priva di ogni opportunità, le nostre chiusure consolidano ingiustizie ed egoismi».

Allo stesso modo i vescovi hanno invitato il nuovo governo a «non dimenticare le attese della gente e a far sentire agli italiani la stabilità politica» fondata su «maggioranze chiare e su programmi solidi e condivisi»
Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Settembre 2019, 19:10
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