Coprifuoco, via da subito o estensione alle 23 da metà mese: tutte le ipotesi
di Francesco Malfetano

Coprifuoco, eliminato da subito o esteso alle 23 da metà maggio: le ipotesi in campo

«L'Italia merita riaperture con eliminazione del coprifuoco». A meno di una settimana dalle ultime polemiche relative al limite orario dalle 22 alle 5, mantenuto dal governo Draghi nel decreto Covid in vigore, torna ad esplodere la polemica politica attorno al coprifuoco. A guidarla, anche questa volta, c'è il leader della Lega Matteo Salvini. Con il calo dei contagi da coronavirus in Italia, è la tesi del segretario del Carroccio, e «se i numeri continueranno a essere positivi entro il 10, non entro metà maggio, ci auguriamo che la gente possa tornare a lavorare tutta senza limiti di orario. Il coprifuoco, con questo meteo, è un danno alla salute». In pratica Salvini, presentando in conferenza stampa alla Camera delle proposte della Lega per l'agricoltura, ha provato l'ennesima fuga in avanti. 

 

 

 

LE IPOTESI - Un'ipotesi di strappo che però, a differenza di quanto accaduto proprio la scorsa settimana, potrebbe incontrare qualche consenso in più. Se l'idea di eliminare completamente il coprifuoco o anche di portarlo a mezzanotte appare ancora tutto sommato irrealizzabile, non è così per l'opzione che invece prevede un allentamento più contenuto. Un'attenuazione che possa favorire soprattutto quelle attività commerciali (come ristoranti, bar o cinema e teatri) che più hanno sofferto le limitazioni e, quindi, estenda il limite per il rientro nella propria abitazione alle ore 23. In altre parole, l'allungamento di un'ora dell'orario di libera circolazione, applicato ovviamente solo alle Regioni considerate meno a rischio e quindi collocate in fascia gialla, non è più così remoto. 

 

 

 


Se non per il 10 maggio (sarebbe a dire da lunedì prossimo) come chiesto proprio da Salvini, almeno per la rivalutazione che la cosiddetta fronda "degli aperturisti" di governo puntava a programmare per metà mese (in opposizione con i "chiusuristi", che attenderebbero volentieri il 1 giugno). Chiaramente perché questo check attorno al 14 o al 15 maggio possa effettivamente tenersi, c'è bisogno che i numeri continuino ad essere incoraggianti come lo sono stati la scorsa settimana. 

 

 

I DATI - A lasciar ben sperare - anche i tecnici del governo, giustamente ancora molto cauti - sono infatti i dati del monitoraggio presentati venerdì scorso. Non solo per quanto riguarda l'indice Rt (al momento a 0,85, in lieve risalita rispetto al monitoraggio precedente, ma comunque incoraggiante perché i nuovi contagi riguardano sempre più i giovani - che subiscono in maniera meno grave il virus - grazie all'effetto dei vaccini) ma anche per la parte relativa all'occupazione delle terapie intensive. Queste infatti, pur beneficiando del calo dei contagi e attestandosi a livello nazionale al di sotto delle soglie critiche, in alcuni territori sono ancora al di sopra. Stando ai dati del monitoraggio Agenas aggiornati a ieri, 3 maggio, è il caso di Lombardia, Toscana, Puglia, Marche e Piemonte. Si tratta di piccole percentuali (dal +10% lombardo fino al +1% piemontese) che se andassero asciugandosi ancora consentirebbero proprio quella rivalutazione invocata. 

 

 


 

 

 


Ultimo aggiornamento: Sabato 8 Maggio 2021, 16:24
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