Conte, lettera alla Ue: «Adesso nuove regole». E taglia due miliardi

di Diodato Pirone
Il governo invia un segnale di buona volontà all'Unione Europea per tentare di aprire la trattativa che dovrebbe scongiurare la procedura d'infrazione per debito eccessivo. L'iniziativa è del premier Giuseppe Conte, in asse con il ministro dell'Economia Giovanni Tria, che segna una prima mossa sui conti pubblici alla vigilia del Consiglio europeo di oggi in cui avvierà i suoi colloqui.

E così nel Consiglio dei ministri arriva una delibera con la quale si decide di trasformare in tagli definitivi i due miliardi di euro che erano stati congelati durante la trattativa con la Ue dello scorso dicembre che aveva ridotto il deficit al 2%. In più dopo la riunione del governo, il premier ha inviato la sua lettera a tutti i partner e istituzioni europee: sei pagine in cui Conte chiede una «fase costituente» per scrivere «nuove regole», superare l'austerità e spingere per la crescita. E oltre a garantire «un dialogo aperto e costruttivo con la Commissione», il presidente del Consiglio avverte: «Serve un equilibrio tra stabilità e crescita, in gioco c'è la coesione sociale ed economica degli Stati».

Conte e Tria hanno tentato anche di portare in Consiglio una bozza della legge di assestamento di bilancio con i nuovi livelli di deficit previsti per quest'anno ma pare che l'assestamento sia stato spostato al 26 giugno. In sintesi oggi Conte si presenterà a Bruxelles con poco più di un segnale di buona volontà. Un segnale transitorio che poi ognuno potrà giocare al meglio sul tavolo delle trattative.
La giornata è trascorsa tra riunioni, contatti, vertici. Ma non ha sciolto le tensioni e non ha accorciato le distanze nel governo.
Di primo mattino Conte e Tria si chiudono per meno di un'ora in una stanza con Luigi Di Maio e Matteo Salvini (fuori dalla porta ci sono tecnici del Mef e viceministri) e gli prospettano il rischio imminente e concreto della procedura. Ne esce una «road map» di massima per la trattativa.
Il leader della Lega non sembra però disposto a dismettere i panni del duro. Tanto che a mezzogiorno, prima di salire al Quirinale per il consueto pranzo con il presidente della Repubblica Mattarella che precede i Consigli europei, si mostra in diretta Facebook. E pronuncia frasi iperboliche: «Governi complici, ignoranti o fessi non ce ne sono più: lavoriamo a uno shock fiscale, con taglio di tasse e burocrazia e più investimenti». Non solo. Salvini attacca senza remore due interlocutori cruciali per Conte, Angela Merkel e Emmanuel Macron: «Alcuni vincoli europei sono stati studiati per aiutare qualcuno a Berlino e Parigi e fregare tutti gli altri».

TONI OPPOSTI
Ben altri i toni del presidente del Consiglio nel riferire al Parlamento sulla interlocuzione con l'Ue. Tanto che Conte chiede di correggere la risoluzione di maggioranza che conteneva un passaggio troppo duro sulla necessità di «abolire» il vincolo del saldo strutturale di bilancio: «Meglio scrivere rivedere, suggerisce il premier». M5s e Lega mettono nero su bianco la richiesta di abbassare le tasse e fare una manovra «non recessiva». Il premier difende le scelte fatte finora dal governo e si prepara a inviare ai partner Ue una lettera, tutta politica, per chiedere di cambiare le regole di bilancio.

L'Italia vuole sollecitare l'Europa a maggiori aiuti per gli investimenti. Nell'immediato, però, l'impegno che Conte assume davanti al Parlamento è rispettare quelle regole e fare di tutto per evitare la procedura d'infrazione. E insieme provare a ottenere un commissario «economico di prima linea».

Nel pranzo al Quirinale Conte assicura a Mattarella che nel governo c'è unanimità nel voler evitare la procedura d'infrazione. E anticipa la scelta di portare in Europa un documento del Consiglio dei ministri. «Con Tria abbiamo in animo di portare una bozza di assestamento, in modo da certificare il monitoraggio dei conti pubblici e dimostrare con un documento ufficiale» che alla fine il deficit sarà più basso di quanto stimato dall'Ue. Si tratta in sostanza di una correzione dei conti. Basterà all'Ue? Probabilmente no. Perciò il governo ufficializza che i due miliardi «congelati» nell'ultima manovra diventano tagli per abbassare il deficit. E prepara altri «accantonamenti». In ballo ci sono i tre miliardi di risparmi stimati su quota 100 e reddito di cittadinanza.
Il capitolo tagli agita però i due partiti di maggioranza. Va bene accantonare somme per dimostrare la buona volontà all'Ue, ma poi le risorse in manovra dovranno essere usate per abbassare le tasse. Su questo Salvini martella: su questo potrebbe far saltare il governo. Tria e Conte smorzano e frenano: la flat tax deve essere «graduale» e nei parametri Ue, dice il ministro dell'Economia. In nottata Conte, Salvini e Di Maio si sono rivisti: ci sono ancora divergenze e distanze da colmare. Le cifre restano incerte, il prosieguo della trattativa una pagina ancora da scrivere.
 
Giovedì 20 Giugno 2019, 08:12
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