Nancy Pelosi, il rapporto (ostile) e il precedente di Tienanmen: ecco cosa significa il suo sbarco a Taiwan

La visita della presidente della Camera dei Rappresentanti e le tensioni dei rapporti tra Usa e Cina

Un rapporto (ostile) con Pechino e il precedente di Tienanmen: ecco cosa significa lo sbarco sull'isola della speaker della Camera

Le tensioni tra Pechino e Washington non sono mai state così tese come in questo periodo storico. L'atterraggio a Taipei di Nancy Pelosi Speaker della Camera dei Rappresentanti del Congresso americano potrebbe rappresentare un punto di non ritorno nei rapporti tra le due super potenze. Il Partito Comunista non ha preso per niente bene la visita a Taiwan da parte della deputata Nancy Pelosi, non una semplice diplomatica, ma la personalità più influente della Casa Bianca dopo Biden e la vicepresidente Kamala Harris, essendo terza nalla linea di potere. L'ultima volta che un membro della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha visitato Taiwan è stato nel 1997, all'epoca fu Newt Gingrich. La Cina nel frattempo è diventata più potente militarmente ed economicamente, per cui alcuni analisti temono che questa visita in un momento così, potrebbe innescare una crisi militare nello Stretto di Taiwan.

Nancy Pelosi: nemica giurata di Pechino

Il conflitto ideologico e politico tra la Pelosi e Pechino è datato di oltre 30 anni, esattamente dal 1991. Due anni dopo le proteste del 1989 di piazza Tienanmen a Pechino, represse con la violenza dalle autorità cinesi, quando la Pelosi, già membro della Camera dei Rappresentanti, andò in visita Cina e proprio in piazza Tienanmen mostrò uno striscione in onore dei manifestanti deceduti. Il governo cinese non aveva mai nascosto il suo disprezzo per la Pelosi, definendola una donna «piena di bugie e disinformazione».

La Cina considera Taiwan una provincia separatista e, oggi più che mai non esclude l'uso della forza per unificarla. Il Partito Comunista da anni esercita una pressione significativa per dissuadere altri paesi dal riconoscere l'indipendenza di Taiwan. La Pelosi si era anche opposta alla candidatura della Cina di ospitare i Giochi Olimpici del 1993 accusando il Paese di violare i diritti umani. È stata uno dei legislatori che senza successo aveva tentato di esortare Bush a boicottare la cerimonia di apertura delle Olimpiadi estive cinesi nel 2008. La stessa cosa che ha tentato nuovamente di fare quest'anno, questa volta con esito positivo, riuscendo a convincere la delegazione a stelle e strisce a boicottare le Olimpiadi invernali di Pechino 2022 per il trattamento degli uiguri in Cina.

«Se i capi di stato vanno in Cina mentre è in corso un genocidio, è il caso di chiedersi, con quale autorità morale la Cina possa parlare di diritti umani in qualsiasi parte del mondo» aveva detto la leder democratica in risposta a un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington che aveva affermato che i politici statunitensi non erano nella posizione di fare "critiche infondate" contro la Cina. 

 

La reazione di Pechino

La visita della presidente della Camera americana Nancy Pelosi «a Taiwan, in Cina, è un'escalation della collusione tra Taiwan e Stati Uniti, che è di natura pessima e che ha conseguenze molto gravi». Si tratta, ha scritto in una nota l'Ufficio per gli affari di Taiwan del Comitato centrale del Pcc, «di una grave violazione della sovranità e dell'integrità territoriale della Cina, una grave violazione del principio della Unica Cina». La riunificazione «della madrepatria e il grande ringiovanimento della nazione sono entrati in un processo storico irreversibile. La madrepatria deve essere unificata e lo sarà».

La carriera di Nancy Pelosi

Nancy Pelosi è la prima donna della storia politica americana e essere diventata presidente della Camera dei Rappresentanti. All’età di 82 anni la leader si avvicina alla fine del suo mandato. Nonostante i trascorsi nel 2015 ottenne dallo stesso presidente Xi Jinping il quasi impossibile permesso per recarsi in vista in Tibet, regione chiusa ai diplomatici e ai giornalisti stranieri dopo diverse proteste della popolazione locale contro il regime cinese. La Pelosi è stata anche la leader politica americana di più alto livello istituzionale a visitare Kiev dopo l’invasione militare russa in Ucraina. Il suo viaggio a Taiwan, già programmato in aprile, fu rinviato perché risultò positiva al test Covid. La visita diplomatica a Taipei ha avuto il beneastare di tutto il Congresso americano sia da parte dei democratici che dei repubblicani. 

Secondo la gran parte dei deputati di Washington cancellare il viaggio sarebbe stato un segno di debolezza. La Pelosi vuole nuovamente manifestare con il suo viaggio non solo il suo sostegno a Taipei ma anche l’appoggio di Washington. Probabilmente sulla testa di Biden grava anche l'ansia di non commettere gli stessi errori fatti con la guerra. Sull'invasione russa dell'Ucraina, gli Stati Uniti aspettano ancora una condanna da parte della Cina da Febbraio.


Ultimo aggiornamento: Martedì 2 Agosto 2022, 19:50
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