Chi è Ana Bettz, l'aspirante popstar finita in manette. «Soldi in nero a Gabriel Garko»

Chi è Ana Bettz, aspirante popstar finita in manette. «Soldi in nero a Gabriel Garko»

Anna Bettozzi, 62 anni, in arte Ana Bettz è un'imprenditrice, cantante e ballerina che si è resa partecipe di un'evasione fiscale di oltre 185 milioni di euro e di un'indagine su mafia e petrolio.

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Romana ma di origini statunitensi e laureata in sociologia, la Bettozzi era finita nel gennaio del 1999 nelle pagine di cronaca dopo una rapina nella sua villa sull’Appia Antica. Nell’agosto 2007 tornò a fare notizia dopo per aver ospitato l'allora premier Silvio Berlusconi nella sua villa di Porto Rotondo per una festa, per l'occasione sfoggiò un look anni '80.

Nel 2003 c'è stato il suo esordio nella musica come popstar grazie all'uscita dell'album Freedom. Nel 2011 è poo uscito il suo secondo e ultimo lavoro The One.

 

Ana Bettz è stata sposata con il petroliere Sergio Di Cesare, presidente di Europetroli morto 3 anni fa, dal quale ha avuto due figli.

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La cantante è da stamane in carcere, a seguito dell'operazione «Petrolmafie Spa» per i reati di associazione mafiosa, riciclaggio e frode fiscale di prodotti petroliferi. Coinvolta anche la figlia Virginia Di Cesare.

Non è la prima volta che la Bettozzi ha problemi con la legge: nel 2019 era stata fermata  mentre cercava di oltrepassare il confine italiano a Ventimiglia con 300 mila euro in contanti.

Tra le persone coinvolte figura anche il nome di Gabriel Garko, secondo quanto emerge dalle intercettazioni: «Il denaro viene autoriciclato dalla Max Petroli reinvestendolo nell'attività imprenditoriale dell'arruolamento a fini pubblicitari del tesimonial Gabriel Garko per il nuovo spot della ‘Made Petrol'» si legge nell'ordinanza firmata dal gip Tamara De Amicis.

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Poi continua: «Dall'ascolto delle conversazioni telefoniche e ambientali emerge infatti la stipula di un contratto per la realizzazione di uno spot pubblicitario tra Anna Bettozzi e l'attore Garko in cui parte del corrispettivo pattuito, pari a 150mila euro è stato versato in denaro contante. L'attore si lamenta della parziale difformità tra gli importi concordati come fatturabili in chiaro rispetto al quantum da corrispondere in nero. Le parti concertano come dovrà avvenire la corresponsione del compenso pattuito pari a 250mila euro».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 8 Aprile 2021, 16:53
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