La stretta sugli spritz  divide i baristi:  «Giusto intervenire»  «No, rischiamo troppo»

La stretta sugli spritz divide i baristi: «Giusto intervenire» «No, rischiamo troppo»

L'ORDINANZA
TREVISO «Sarà l'ordinanza più dura da far rispettare». E molti locali del centro storico irrobustiscono il servizio security. La stretta sullo spritz selvaggio fa discutere. Emessa venerdì per vietare il consumo di bevande dopo le 21 negli spazi non compresi nei plateatici, l'ordinanza firmata dal sindaco Conte vede divisi osti e baristi. Se le categorie sono solidali con la linea del sindaco, per i gestori dei locali si tratta di un problema in più da risolvere. E non irrilevante. Al punto che in molti, dal Botegon alla Roggia e allo Shiraz, hanno deciso di dotarsi (a proprie spese) di personale apposito per il controllo degli avventori.
CONTRASTI
«Noi siamo contenti - spiega Andrea Penzo Aiello, presidente di Treviso Imprese Unite e titolare del locale al Quartiere Latino - La maggior parte dei nostri associati segue le norme alla lettera, e vedere certe situazioni più che border line restare intoccabili creava solo malumore e scoraggiamento in chi cerca di rispettare le regole nel rispetto della salute pubblica». Penzo Aiello sottolinea il valore educativo della misura. «No alle multe facili, meglio sorvegliare e spiegare cosa non va e come comportarsi, e multare solo i recidivi e chi se ne frega». Per Alessandro Arboit, titolare del Botegon, del Bistrot sulle Mura e del Tocai (di prossima apertura) sarà l'ordinanza più difficile da far rispettare. «Questa misura ci mette in grande difficoltà. Possiamo capirne la logica ma per il Botegon è uno snaturare il rito. Rischiamo di diventare collettore di decine di multe. Abbiamo ingaggiato alcuni uomini di Vis Group, operatori specializzati nella sicurezza. Sia al Botegon sia, ma i problemi sono minori, sulle Mura. Noi ce la mettiamo tutta, ma è una misura davvero impegnativa».
«IMPEGNATIVA»
Stefano Zanotto, patron della Terrazza San Tomaso e di Arman ritiene che la norma sia giusta, se applicata con buonsenso. «È chiaro che una coppia che si siede sotto il portico fuori da Arman a bere un prosecco non è lo stesso di due o tre persone che prendono il bicchiere e vanno dall'altra parte della strada». L'ordinanza tuttavia, parla chiaro. E vieta l'uso di spazi di transito alla consumazione di bevande dopo le 21. Piazza Trentin, altro luogo caldo per la movida trevigiana, si è organizzata con le body guard. «È un'ordinanza impegnativa ma dobbiamo rispettarla - ragiona Federico Minello dell'osteria La Roggia - Insieme allo Shiraz abbiamo ingaggiato un servizio di security e siamo categorici. In piedi non sta nessuno, o si ha il posto a sedere o si deve andare altrove. Crediamo che le cose vadano fatte bene e collaboriamo. Venerdì l'ordinanza è arrivata tardi, abbiamo cercato di sopperire con la cartellonistica. Ovvio, non è piacevole mandare via la gente. Ma le regole sono regole». Da Muscoli's, infine, c'è un qualche malumore: «Non è una misura che proprio gradiamo - puntualizza Fabio Tambarotto - perchè stare in piedi fuori, per noi che abbiamo molto spazio, non contravviene alle regole di sicurezza. Stiamo cercando di recuperare mesi persi di lavoro: la gente dentro non può stare. E ora neppure fuori. Sappiamo tutti che ultimamente alcune nuove aperture hanno portato assembramenti, io capisco il sindaco. Ma bastonare tutti non è giusto». A placare gli animi interviene Dania Satorato, referente provinciale di Fipe: «Il Comune ha messo mano ad un'ordinanza che tutela gli esercenti e i cittadini. Siamo ancora vicini alla fase 2. Può essere che tra un mese ci sia il liberi tutti, ma in questo momento bisogna essere prudenti e soprattutto non incoraggiare situazioni di assembramento pericolose. Teniamo duro e osserviamo le regole».
Elena Filini
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Ultimo aggiornamento: Domenica 21 Giugno 2020, 05:04
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