Visco: «Ora lo spread che schizza verso l'alto  pesa sui tassi bancari e sui conti delle famiglie»

Visco: «Ora lo spread che schizza verso l'alto pesa sui tassi bancari e sui conti delle famiglie»

Giammarco Oberto
Nel 2017 aveva vinto le elezioni amministrative di Legnano a mani basse, il leghista Giambattista Fratus, fedelissimo di Salvini: 55,84%, contro il 44,16% del sindaco uscente Alberto Centinaio, del centrosinistra. Ma per assicurarsi l'esito delle urne non aveva esitato a stringere un patto con uno dei candidati esclusi al primo turno, Luciano Guidi, candidato di Alternativa Popolare che aveva portato a casa 1000 voti e rotti, il 4%: la promessa di affidare a sua figlia un incarico in una partecipata del Comune dell'hinterland di Milano in cambio del suo appoggio in vista del ballottaggio.
È uno dei capisaldi dell'inchiesta della procura di Busto Arsizio che ieri ha fatto scattare l'operazione Piazza Pulita e disposto gli arresti - eseguiti dalla guardia di finanza - per il sindaco del Carroccio, il vicesindaco nonché assessore al Bilancio Maurizio Cozzi e l'assessora alle Opere Pubbliche Chiara Lazzarini, entrambi di Forza Italia. Gli indagati a vario titolo sono 11. La corruzione elettorale è solo uno dei reati contestati in questa nuova inchiesta che deflagra a 10 giorni dalle elezioni europee. Ma dà l'idea del «modus operandi - scrive il gip Piera Bossi nell'ordinanza di custodia cautelare - ispirato alle logiche di supremazia personale e di controllo totalitario dell'amministrazione pubblica».
«Il prezzo è stato pagato» dice in un'intercettazione l'assessora Lazzarini per definire i 1046 voti passati al ballottaggio da Guidi a Fratus. Che poi infatti si sdebitò. «Tua figlia si chiama Martina, vero? - dice all'ex avversario in una telefonata (intercettata) dell'ottobre 2018 - sto provvedendo alla nomina in Ala». Che è la partecipata del Comune che si occupa di raccolta rifiuti. Un posto per il quale l'interessata «esprimeva tutta la consapevolezza della sua mancanza di esperienza», scrive il gip. «Non ci capisco niente» ammette candidamente l'interessata in un'intercettazione.
Il meccanismo era rodato, secondo l'inchiesta coordinata dal pm Nadia Calcaterra, che agli arrestati contesta anche i reati di turbata libertà degli incanti e di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Si tratta di mettere persone gradite nelle partecipate aggirando le procedure del Comune per la selezione dei dirigenti. «Una volta che si individua la persona, basta. Si fa la gara, finito» dice Cozzi a Fratus. Sono tre le posizioni dirigenziali pubbliche assegnate «con spregiudicate manipolazioni di procedure» a «amici e conoscenti manovrabili e in futuro riconoscenti»: quella del dirigente per lo sviluppo organizzativo del Comune, del direttore generale dell'Amga (che gestisce gli impianti sportivi) e di un incarico professionale nella partecipata Euro.pa Service srl.
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Venerdì 17 Maggio 2019, 05:01
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