Una notte per distruggere la storia, decenni per ricostruirla. Quante volte le fiamme

Una notte per distruggere la storia, decenni per ricostruirla. Quante volte le fiamme si sono mangiate l'arte, e con essa pezzi di tutti noi. Ogni incendio è diverso dagli altri, eppure ci sono analogie che tornano. E c'è una nostra tragedia che più di tutte sembra la prova generale del rogo di Notre Dame. Guardi la Flèche che brucia come un tizzone e vedi la cupola di Guarino Guarini in fiamme, a Torino, 22 anni fa.
DUOMO DI TORINO. Lo ricordiamo tutti, quell'incendio, perché fu la notte in cui venne salvata la Sindone. Il Sacro Lino è custodito nel Duomo, sormontato dalla cupola del Guarini, che svetta su piazza Castello e Palazzo Reale, dove la sera dell'11 aprile 1997 cenava una delegazione Onu guidata dall'allora segretario generale Kofi Annan. La cupola era sotto restauro, proprio come Notre Dame. E proprio a causa di quei lavori - lo ha accertato l'inchiesta - scoppiò il rogo. Nel cantiere della Cupola era rimasta della tensione elettrica - forse una lampada lasciata inavvertitamente accesa dagli operai o un corto circuito - che determinò un innesco lento. Quando arrivarono i vigili del fuoco la Cupola era già avvolta dalle fiamme. C'è una filmato che ha fatto il giro del mondo: il pompiere Mario Trematore che assesta potenti colpi di mazza alla teca di cristallo antiproiettile che protegge la Sindone, mentre la volta in alto minaccia di crollar addosso a tutti. E quando ha visto le immagini di Parigi, Trematore si è ritrovato di nuovo lì: «Quelle immagini mi hanno riportato al senso di impotenza e disperazione di quella notte». «Sono eventi che ti fanno toccare la morte con mano - racconta - ma nella paura ti fanno trovare una forza e un coraggio che non ti aspetti. E credo che sia stato così anche per i pompieri francesi». Nel 2004 furono condannati per incendio colposo quattro operai della ditta che faceva la ristrutturazione e un guardiano notturno che non aveva dato l'allarme.
CASTELLO DI MONCALIERI. Era sotto ristrutturazione anche il Castello di Moncalieri, storica residenza sabauda alle porte di Torino, patrimonio dell'Unesco, quando la notte del 5 aprile 2008 un incendio si mangiò un'intera ala. L'inchiesta ha accertato anche in questo caso la responsabilità degli operai: l'innesco è stata la scintilla partita da una sega circolare, che lentamente - per almeno due giorni - ha intaccato il legno di un sottotetto fino a far divampare il rogo. Al processo finirono tutti assolti. E ci sono voluti nove anni per riaprire il Castello al pubblico.
FENICE DI VENEZIA. Il teatro sparì letteralmente nel rogo scoppiato la notte del 29 gennaio 1996. Questa volta doloso: i responsabili furono due elettricisti, che avevano deciso di appiccare un piccolo incendio per nascondere il ritardo dei lavori di manutenzione a loro affidati. Il teatro è stato ricostruito secondo il motto «com'era, dove era», come accadrà - un giorno - a Notre Dame. Ci sono voluti 7 anni per far risorgere la Fenice dalle ceneri: la nuova vita cominciò il 14 dicembre 2003 con l'orchestra diretta da Riccardo Muti in diretta tv.
PETRUZZELLI DI BARI. E c'è il dolo anche dietro l'incendio del teatro Petruzzelli di Bari, scoppiato nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 1991. Solo il collasso della cupola, che soffocò le fiamme, ne impedì la totale distruzione. Per restituirlo alla città ci sono voluti 18 anni.(G.Obe.)
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Mercoledì 17 Aprile 2019, 05:01
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